“Notturni” – Agata Machay
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“Notturni” – Agata Machay
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"NOTTURNI"
Agata Machay
dal 4 al 14 maggio 2026
Inaugurazione Martedì 5 Maggio dalle ore 18.30
Agata Machay è un'artista polacca che da anni vive e lavora in Francia. Laureata presso l'Accademia Pedagogica di Cracovia e l'École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi, ha sviluppato nel tempo un linguaggio pittorico profondamente radicato nell'espressionismo, verso cui è stata guidata da un istinto naturale e da una ricerca interiore costante.
La sua passione per l'arte si è manifestata fin dalla più giovane età: fu una maestra di educazione artistica ad accorgersi per prima del suo talento, avviandola alla partecipazione a numerosi concorsi internazionali. Agata ricorda ancora con emozione il momento in cui, a soli sette anni, ricevette il secondo premio UNESCO — un riconoscimento che segnò l'inizio di un percorso di vita interamente dedicato all'arte. Dopo aver completato gli studi presso l'Accademia Pedagogica di Cracovia, si trasferì a Parigi per approfondire la pittura e la serigrafia presso l'École Nationale Supérieure des Beaux-Arts.
L'artista lavora per serie, rivolgendo la propria attenzione al paesaggio urbano, alla natura e alla società contemporanea. La sua ricerca si concentra prevalentemente nelle ore notturne o al crepuscolo, quando le sfumature cromatiche rivelano il mistero insito nei luoghi. Nelle sue vedute notturne, Agata Machay indaga i segreti che, a suo avviso, emergono soltanto nell'oscurità: lo scintillio dell'illuminazione artificiale proveniente dalle finestre dei palazzi e dai lampioni si riflette sulle strade e sui fiumi della città, avvolgendo borghi e paesaggi in un alone di fascino e mistero. L'artista interpreta spesso il medesimo soggetto in diverse condizioni di luce, spogliando progressivamente la realtà dalla sua componente figurativa fino a raggiungere, talvolta, un risultato pienamente astratto, denso di atmosfera.
Nelle tele dedicate al paesaggio ricorre frequentemente l'elemento acqua, che Agata considera silenziosa testimone della storia e dello scorrere del tempo, custode di segreti e memorie che la corrente del fiume porta con sé. Per l'artista, l'arte non può limitarsi alla sola funzione estetica: il ruolo dell'artista è assimilabile a quello del giornalista, chiamato a raccontare e denunciare le ingiustizie del proprio tempo. La sua pittura trae inconsapevolmente ispirazione dalla realtà della società contemporanea, e — come nelle opere di Edward Hopper — denuncia la solitudine dell'individuo immerso nello spazio urbano moderno: un contesto in continua espansione, ma incapace di colmare i bisogni affettivi profondi dell'essere umano. L'atmosfera rarefatta dei suoi paesaggi notturni, con le città avvolte nella nebbia e nello smog e i riflessi delle finestre sui fiumi, evoca per certi versi le opere dell'artista australiana Clarice Beckett.
La tecnica adottata da Agata Machay è il marouflage, una pratica pittorica rara e raffinata: l'artista dipinge con colori acrilici su fogli di carta appositamente preparati, che vengono successivamente incollati su tela con una tecnica specifica. Questo procedimento conferisce alla superficie dipinta un effetto opaco, privo di riflessi, di grande eleganza.
Di recente, l'artista ha partecipato alla Biennale di Genova, dove ha ricevuto un importante premio internazionale per i suoi suggestivi paesaggi acquatici notturni. Nel maggio 2026, inaugurerà la propria mostra personale presso l'IKonica Art Gallery di Milano, per poi prendere parte all'ottava edizione di Aqvart a Venezia e ad altre esposizioni internazionali.
Lun. - Sab. 04 – 14 Maggio 2026
Opening Martedì 05 Maggio dalle h.18.30
Ingresso: libero
Via N.A. Porpora 16/a 20131 Milano
M1 e MM2 fermata Loreto Seguire uscita Monza/Costa/Porpora
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