LOBODILATTICE

P'ink, "Carte".

Inaugura

Venerdì, 17 Aprile, 2026 - 17:00

Presso

Gino Ramaglia
Via Brogia, Napoli.

A cura di

Domenico Di Caterino, Artisti in vetrina e Angela Ferraro.

Fino a

Sabato, 23 Maggio, 2026 - 20:00

P'ink, "Carte".

Comunicato

P’ink memory, Pietro Romano (25/04/1978-17/12/2019)
“CARTE”, Gino Ramaglia, Via Broggia, Napoli.
Da Sabato 18 Aprile 2026 a Venerdì 23 Aprile 2026.

Curatela: Artisti in vetrina e Domenico Di Caterino.
Comunicazione grafica: Marco Rallo.

“Coloro che terminano la loro vita a seguito di accidenti esterni, che passano così la porta della morte, per il mondo spirituale sono messaggeri spirituali, simili agli idealisti che vengono sulla terra per mischiare all’esistente ciò che dovrebbe diventare esistente.
Chi attraversa prematuramente la porta della morte sale così al cielo per testimoniare che sulla terra non vi è solo l’esistente, ma anche ciò che dovrebbe esistere.”

Rudolf Steiner, “La relazione con i nostri cari defunti”, Editrice Antroposifica Milano, 2024
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P’ink memory,
“CARTE”, 25 Aprile 2026 - 14 Maggio 2026.
Curatela: Salvatore Iacono.
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PROLOGO: CARTE!

“CARTE”, Gino Ramaglia, Via Broggia, Napoli.
Da Sabato 18 Aprile 2026 a Venerdì 23 Aprile 2026.

“Prima di salire, mantiene le promesse fatte ai suoi discepoli durante l’ultima cena: dona loro lo Spirito Santo, così potranno continuare quando lui non ci sarà più.
Perché la prospettiva è questa: il Verbo ha compiuto la loro opera e ora torna al Padre.”

“I Vangeli”, Carlo Broccardo, Carocci, 2009

P’ink nasce il 25 Aprile del 1978 nell’ospedale di Sant’Anna a Torino, muore in un incidente stradale a soli 41 anni Martedì 17 dicembre 2019, con l’auto uscita di strada e finita in una roggia a Offlaga (Brescia).
Il P’ink memorial ne celebra la memoria e focalizza la storia, narrazione che ne preserva la memoria e consegnandola al futuro: hub percettivo narrativo a partire dal fatto storico della vita e del lavoro di P’ink fotografato dal suo lavoro letto come fossero “Carte” di navigazione finalizzate al nostro orientamento individuale previa lettura.

P’INK VIVE!

“La coscienza dell’io dopo la morte viene stimolata dall’esperienza della dipartita del corpo fisico.
Per il morto quest’esperienza ha una grande importanza: io vedo scomparire lontano da me il mio corpo fisico.
E pure l’altra: a partire da questo evento sento sorgere dentro di me la percezione che io sono un io.”

Rudolf Steiner, “La relazione con i nostri cari defunti”, Editrice Antroposifica Milano, 2024

Non si muore sul serio, che la morte sia fine di un percorso ed equivalga a una perdita è da chi ha la sensibilità e la percezione della realtà alterata e alienata.
Viviamo e conviviamo con i morti in uno spazio privo di tempo, interagiamo con la morte attraverso reti e portali connettivi che attiviamo durante la vita, la presenza della morte nella nostra vita, con la sua formazione ed educazione al senso delle relazioni, guida e porta memoria: nessuna esperienza di vita si perde e dall’altrove non si cessa mai di trasmettere informazioni.
Gli artisti non muoiono mai e il loro lavoro continua a connetterli dall’altrove su questo piano terreno guidandoci, queste sono le “Carte”, un’occasione attraverso Pietro di connetterci con la nostra memoria, il nostro mistero di specie e il nostro passato evolutivo, leggendo nel futuro ciò che saremo anche quando in apparenza risulteremo frammentati nell’etere della coscienza comune (che determiniamo noi stessi per livelli con la nostra percezione, siamo tutti in viaggio con P’ink, basta leggere le sue carte per affiancarlo).
Il P’ink memorial è frutto di relazioni e connessioni dirette tra vita e morte, Gino Ramaglia padre di Enzo e Marco è presente nel loro quotidiano, come lo sono i genitori del gallerista Salvatore Iacono nel suo spazio, vivono con loro e con noi, idealmente ricevono P’ink dialogando con loro dinanzi a noi, possiamo negare quanto le reti e le nostre connessioni con la morte, determinino la nostra vita e realtà quotidiana?

Complessità spirituale

“I concetti e le idee del mondo soprasensibile possono sorgere soltanto sulla Terra e, da là, irraggiano come una luce sul mondo spirituale. Da ciò si comprende bene il significato della Terra.
La Terra non è semplicemente un gradino di passaggio o una valle di lacrime.
Esiste invece affinché qui possa venire sviluppata una conoscenza spirituale, che possa poi venire portata su, nei mondi spirituali.”

Rudolf Steiner, “La relazione con i nostri cari defunti”, Editrice Antroposifica Milano, 2024

Pietro ha vissuto per lunghi periodi a Forio, evadeva dall’isola per lunghi periodi: dal 9 al 13 Ottobre del 2002, dopo Genova e il crollo delle Twin Tower’s, nel Torrione di Forio d’Ischia inaugurava “Carte”, la sua prima personale.
P’ink è stato artista d’estrema complessità, indagando attraverso i simboli che generava e inseguiva, segnando e disegnando religioni e partiti politici di vario tipo.
Il suo osservatorio si definiva mistico, con un’attrazione di fondo (non venne battezzato da bambino per lasciargli libero arbitrio) dai riferimenti del cristianesimo con i suoi Santi e demoni (che generava macchiando le sue carte con gocce o sporcandole con soluzioni acide o con grafite).

CARTE

“Nel ricordo retrospettivo non esistono invece le gioie e i dolori, relativi all’immagine della vita.
Si è davanti al quadro mnemonico oggettivamente, come si starebbe davanti a un dipinto; anche se una pittura rappresenta un soggetto triste, la si guarda con oggettività; ci si potrà immedesimare nella tristezza, ma non si prova direttamente il dolore del soggetto rappresentato.
Lo stesso avviene per le immagini del quadro mnemonico, subito dopo la morte.”

Rudolf Steiner, “La relazione con i nostri cari defunti”, Editrice Antroposifica Milano, 2024

L’esposizione “Carte” dal 9 al 13 Ottobre del 2002, era concepita tra l’installazione e un percorso di viaggio alchemico e spirituale.
“Carte” indagava la nostre evoluzione, occasione per la riapertura e la consegna al pubblico di uno spazio da anni abbandonato e conquistato dai rovi, il Torrione di Forio (luogo dove ho esposto anche io nell’immediato post lockdown, con curatela del gallerista Salvatore Iacono, oggi impegnato nell’azione d’archiviazione del suo lavoro negli anni, e testo critico dello scomparso lo scorso 24 Febbraio di Giancarlo Politi, storico Direttore di Flash Art).
Nella mostra “Carte”, Pietro indagava la nostra evoluzione, le carte appese a una lenza, si muovevano muovendoci seguendo le pareti del Torrione, dall’ingresso si diramavano due percorsi: a sinistra ci si muoveva facendosi guidare dalla nascita dell’uomo, a destra si percorreva la sua distruzione. 
In opposizione all’ingresso, culmine del percorso d’evoluzione una figura femminile, Marilyn, ritratto con vagina rossa; all’inizio della regressione una figura maschile, Hitler, ritratto con pene verde.
I percorsi possibili avevano sei letture: circolare, da sinistra a destra, da destra a sinistra, semicircolare, semicircolare da sinistra a destra, semicircolare da destra a sinistra.

“CARTE” di rotta di navigazione futura!

“Come il morto voglia agire dentro di noi e come egli percepisca sé stesso, dipende moltissimo dalla disposizione della nostra anima.
Egli agisce sempre dentro di noi; il modo in cui si esercita questa azione dipende molto, moltissimo, dalla disposizione in cui si trova la nostra anima.”

Rudolf Steiner, “La relazione con i nostri cari defunti”, Editrice Antroposifica Milano, 2024

Pietro leggeva archetipi traducendoli in carte che avevano il compito alchemico di guidarci e guidare nel passaggio di millennio.
Nello storico esercizio commerciale di Gino Ramaglia a Napoli, quattro di queste carte sono sospese come il nostro legame con l’altrove, attraversano temi che paiono concepiti domani a partire dell’oggi (eppure siamo nel 2000).
Guerra, Stati Uniti e genocidii, opere inedite che hanno due finalità: 
concepire uno studio monografico ragionato dell’opera di P’ink, attraverso una meticolosa archiviazione d’opere (il gallerista Salvatore Iacono è al lavoro per questo).
P’ink aveva focalizzato gli squarci, cause sociali, crolli d’ideologie e ideali che istiamo vivendo.
La bandiera degli Stati Uniti in bianco e nero macchiata dal sangue versato, segni su muri da cui non si può evadere a contare e scandire giorni e tempi che passano in attesa di un destino che pare ineluttabile, omicidi a cui assistiamo passivamente senza batter ciglio perché da sempre riti e rituali sacrificali che oggi si offrono ai mass media e ai media integrati, dandoli in pasto al popolo consumatore spiritualmente consumato.

LA NASCITA DI UN ARCHIVIO DELLE OPERE DI P’INK

“Come il morto voglia agire dentro di noi e come egli percepisca sé stesso, dipende moltissimo dalla disposizione della nostra anima.
Egli agisce sempre dentro di noi; il modo in cui si esercita questa azione dipende molto, moltissimo, dalla disposizione in cui si trova la nostra anima.”
Rudolf Steiner, “La relazione con i nostri cari defunti”, Editrice Antroposifica Milano, 2024
Ho un ruolo e un compito, aiutare a focalizzare e rendere fruibile la memoria di un artista che ha mappato il futuro, orientandoci tra bene e male, tra giusto e sbagliato, tra spirito e materiale, cercando pace in un’elevazione di coscienza che lo studio e l’osservazione delle sue rende possibile.
P.S. 
Chi volesse contribuire alla nascita e all’archiviazione del lavoro di P’ink, contribuendo alla nascita di un archivio della sua memoria artistica e di un catalogo con testo ragionato, può contattare con aneddoti, storie, lavori e tattoo il gallerista Salvatore Iacono (3470130038). 

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