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L'artista siamo noi!

L'artista siamo noi!

Il linguaggio dell'arte è qualcosa che produciamo naturalmente e biologicamente, lo produciamo in natura relazionandoci e interagendo.

Non lo riusciamo a comprendere che produciamo arte così come l'uccello canta?

Non riusciamo a capire che non c'è nulla di mistica negli artisti e nel linguaggio dell'arte?

L'artista non è mai stato "io", è sempre stato "noi".

Il linguaggio dell'arte, attraverso i suoi simbolismi e concettualizzazioni, consente di modificare il presente, la sua rappresentazione e la sua lettura, questo avviene perché l'arte è un percorso cognitivo, individuale e connettivo della nostra specie.

L'arte non è una questione di cervello.

Il cervello è soltanto un pezzo di carne, una scheda di computer che fa quello che gli diciamo, che si muove a secondo degli strumenti che gli offre la mente, e che rappresenta in termini di coscienza e consapevolezza il perché del linguaggio come atto creativo non meccanico.

Non è l'artista a essere creatore del proprio universo linguistico, ma l'umano, talvolta l'universo individuale coincide con quello collettivo, tutto questo come lo si comprende?

Attraverso il fare esperienza, l'esperienza muove la coscienza e connette osservazione e meditazione.

Gli umani che ci hanno preceduto nella nostra storia terrena, avevano maggiore consapevolezza di noi, della realtà percettiva come incontro connettivo.

La creatività, altro non è, che l'atto del relazionarsi attraverso immagini e simboli comuni, ci connettiamo tra noi in ogni dove attraverso forme universali archetipe: il linguaggio dell'arte lo si comprende scrutando se stessi riflessi nell'altro, è icone comuni nel luogo comune della vita.