L'artista è Lucifero!

L'artista è Lucifero!

La terra è per l'artista una grande scuola, risiede in un universo non geolocalizzato, risiede in questo pianeta dove lavora, ma chi è?
Un monade spirituale che studia su questo pianete, il pianeta dove studia gli consente l'evoluzione attraverso l'autocoscienza, la sua spiritualità diventa diffusa perché tradotta in un linguaggio comune: attraverso il linguaggio comune incontra la materia, che determina l'autocoscienza; è in questa modalità che l'anima dell'artista e chi l'osserva, s'accorgono d'esistere.
La forza di un artista è una manifestazione di vita oltre la sua stessa vita, nel nome di questo, l'arte nel tempo non è mai astratta o inanimata.
Non bisogna pensare all'artista come un uomo o uno studioso medio, non è nella media (e nella mediocrità) chiedersi il perché delle cose.
Ma in questo tempo, in questo pianeta, erroneamente gli artisti si sentono servi di qualcosa o di qualcuno (trend di mercato e bizzarre richieste di collezionisti per esempio), fondando la loro coscienza sul concetto di dualità, smarriscono la propria rotta di senso nel nome di limiti come "giusto o sbagliato", "utile o inutile" o "conveniente o inconveniente", diventando dei professionisti rinunciano alla propria crescita e maturazione, si formano vendendo l'anima, recintati da una matrice di sistema linguistico che ne recinta forma e contenuti, si muovono in una matrice che è illusoria (maya).
L'artista non potrebbe consentirsi d'essere scisso, è monade, è duale, è diabolico, si muove nell'ambito di una coscienza non duale, che sa essere unica.
L'artista sa essere Lucifero, il migliore tra gli angeli, Lucis-Ferum (portatore di luce), colui che permette la luce della consapevolezza passando per la dualità, è la luce che guida la ribellione contro la dualità, per lui cadere è necessario, intravede la possibilità di rendersi indipendente da chi l'ha determinato, studia come sconnettersi da chi vorrebbe controllarlo, con la sua produzione linguistica trama come mettersi in proprio, vuole decidere in autonomia quanto e come vivere con il suo prodotto, tende per questo a dimenticare la sua stessa esistenza sia serva del linguaggio comune.
Mai come in questo momento storico, gli artisti producono linguaggio omologato, paiono prodotti su scala seriale, come fossero maiali d'allevamento, la stragrande maggioranza degli artisti contemporanei vive inconsapevolmente e produce emozioni negative.
Gli artisti omologati sono maiali d'allevamento, muoio senza sviluppare coscienza.
L'artista monade lavora invece per svegliarsi, la sua energia lavora per scopi più grandi di lui, lavora su di sé, varca nuove dimensioni di coscienza, il suo linguaggio oltrepassa l'apparato psicofisico, seleziona e determina per chi essere cibo sacrificale, ma ricavandone il vantaggio della crescita personale.