L'artista è una bestia magica da coltivare!

Qual'è il lavoro dell'artista?

L'unico scopo che ha l'artista è quello di cercare l'altro con il proprio linguaggio.

Il senso della ricerca di un artista, passa per incontrare lo sguardo dell'altro, in un'ottica di rappresentazione prospettica comune.

L'altro (non l'artista), ha la responsabilità di prelevare, custodire, comprendere, abbracciare e tutelare il linguaggio.

Il destino della ricerca artistica (in Italia più che altrove, vista la carenza delle istituzioni pubbliche in tal senso) è esclusivamente nelle mani di chi l'osserva, raccoglie e tutela.

Il problema dell'artista, non è quello di cercare protezione, ma di mettere in discussione la sua protezione, cosciente della verità di fondo che il linguaggio dell'arte è sempre divisivo.

Comprendere l'arte dopo averla letta, è una questione d'intelletto, non è facile relazionarsi a qualcosa che tocca bassi istinti e smuove l'inconscio dormiente, nel millennio dove le nostre protesi media integrate sognano al posto nostro.

L'unico strumento che abbiamo, per affermare la nostra coscienza individuale, dinanzi la connettività media integrata è la ricerca artistica, altrimenti si è tutti servi della criptomensia del pensiero unico presente.

La nostra essenza collettiva è nelle innumerevoli combinazioni algoritmiche, che il linguaggio dell'arte calibra su ciascuno di noi.

L'artista è la bestia umana naturale che si vuole limitare, per sopravvivere deve trasgredire alla Dea Madre del pensiero unico media integrato che la rete e i social rappresentano, un animale magico che sciami di rete conservatori vogliono abbattere.

Questo poco spaventa, gli artisti sanno d'essere a obsolescenza programmata, ma sanno anche che il linguaggio si muove in soluzioni non arginabili, da più di 40000 anni a ora.

Il linguaggio dell'arte è la zona neutra del conflitto tra l'umano e la sua negazione, è il nodo di connessione dove s'ibernano e sterilizzano i conflitti, per questo il linguaggio dell'arte è meta di riposo per lo sguardo, per questo gli artisti sono scomodi e sempre divisivi, per questo gli artisti vanno tutelati, preservati e idolatrati: l'artista preserva e conserva la memoria comune d più di 40000 anni a ora.