L'arte cura la tua tua depressione!

L'arte cura la tua tua depressione!

L'arte visiva è sensorialmente sonora, l'artista suona attraverso gesti su una superficie o su un volume, che sono lo spartito per lo spettatore che sente (e legge) le composizioni iconiche e plastiche. La superficie sulla quale interviene l'artista è il suo strumento e supporto di composizione e di comunicazione (che rivolge a terzi). I gesti dell'artista su una superficie o su un volume, materializzano segni e/o simboli.

Qual'è la differenza tra segno e simbolo?

Il segno un suo significato fisso, un rimando chiaro.

Il simbolo possiede invece numerosi varianti analoghe, più sono le varianti, più nella sua complessità l'immagine è completa.

Un segno lo leggo immediatamente, un simbolo lo concettualizzo con molteplici significati.

Oggi l'esercizio pratico di ricerca linguistica dell'arte è una funzione complicata, per artisti addetti ai lavori (spesso non lo è neanche per loro, troppo presi da pratiche e dinamiche di mercato che li consegnano a derive virtuali come la cripto art e Nft), ma un origine è stato qualcosa di primitivo, di semplicemente legato alla riproduzione d'una informazione prima sessuale e poi culturale.

Le prime tendenze artistiche dell'umano, sono state presumibilmente al servizio della riproduzione della specie, limitate al periodo degli amori.

Dell'istinto di riproduzione, i linguaggi dell'arte visiva maggiore (pittura e scultura), conservano nel 2022, l'istinto d'autoconservazione.

Il linguaggio delle arti visive, oggi come all'origine, è qualcosa di psichico e fisiologico, questo lo pone oggi in relazione con il mercato privato, è uno strumento divenuto questione di sopravvivenza (economica, culturale ed evolutiva, del singolo artista).

Mercato a parte, in una nazione come l'Italia (unica in Europa da questo punto di vista), dove la libera ricerca intellettuale e artistica non è sostenuta dallo stato e non è considerata qualcosa da tutelare nell'interesse comune, il linguaggio dell'arte è globalmente lo strumento di messa a fuoco del nostro mutamento, attraverso le nostre creazioni e riproduzioni intellettuali (non digitali e virtuali, quelle indicano ben poco) mutiamo nel tempo in relazione all'ambiente.

Le nostre modifiche nel tempo, da più di 40000 anni a questa parte, sono frutto diretto della mutazione del nostro linguaggio artistico come sapere collettivo e connettivo globalizzato, è l'istinto della ricerca artistica a farci comprendere da sempre, qualcosa su di noi, vitale e misterioso.

Attenzione: l'istinto linguistico dell'arte è qualcosa di conservatore che custodiamo nella nostra psiche, è questo che alimenta da sempre la nostra cultura simbolica comune.

Il linguaggio dell'arte è parte costituente del mistero delle nostre ritualità simboliche (anche contemporanee).

La ritualità dell'arte ha sempre carattere simbolico polisensoriale, il linguaggio dell'arte ci ha consentito di trionfare sulla nostra incoscienza animale, è stato il rimedio magico per domare e gestire, le potenze demoniache del nostro inconscio.

Senza pratica e interazione linguistica quotidiana con l'arte, perdiamo energia e vitalismo, entriamo in conflitto con la nostra natura evolutiva e alimentiamo la depressione rinunciando all'introspezione.