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Dalla memoria alla storia: I nostri martiri e la mostra d'archivio dedicata a Filiberto Sbardella

Inaugura

Martedì, 7 Luglio, 2026 - 11:00

Presso

Archivio Filiberto Sbardella

A cura di

Pasquale Biagio Cicirelli, Claudio Gatti, Archivio Filiberto Sbardella

Fino a

Lunedì, 7 Dicembre, 2026 - 11:15

Dalla memoria alla storia: I nostri martiri e la mostra d'archivio dedicata a Filiberto Sbardella

Comunicato

I nostri martiri: un libro ed una mostra che restituiscono voce alla memoria della Resistenza.

Esistono libri che non possono essere letti soltanto come testimonianze storiche. Sono documenti che appartengono alla memoria civile di un Paese e che, proprio per questo, continuano a interrogare il presente. I nostri martiri, pubblicato nel maggio del 1945 dal comandante partigiano e artista Filiberto Sbardella insieme agli esponenti del Movimento Comunista d'Italia (Bandiera Rossa), è uno di questi. La riedizione corretta del 2026, curata da Pasquale Biagio Cicirelli e Claudio Gatti per l'Archivio Filiberto Sbardella, non rappresenta soltanto il recupero di un volume ormai rarissimo. Essa costituisce soprattutto un'operazione di restituzione storica, capace di riportare all'attenzione degli studiosi e dei lettori una delle più autentiche testimonianze della Resistenza romana, nata quando gli eventi erano ancora vivi nella memoria dei sopravvissuti.

La pubblicazione della nuova edizione è avvenuta in occasione della mostra documentaria dedicata all'Archivio Filiberto Sbardella, ospitata nel 2025 presso le Fondazioni Matteotti e Modigliani e con il patrocinio dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia – sezione di Palestrina. La mostra ha rappresentato un'importante occasione per riscoprire documenti, opere artistiche e materiali d'archivio che raccontano una stagione fondamentale della storia italiana, restituendo centralità a figure e vicende spesso rimaste ai margini della narrazione resistenziale.

Fin dalle prime pagine emerge con chiarezza la natura del volume. I nostri martiri non nasce come una ricostruzione storiografica nel senso contemporaneo del termine, ma come un atto di memoria collettiva. È il catalogo ideale di una comunità ferita che sente il bisogno di dare un volto, un nome e una storia ai propri caduti. In questo risiede la sua forza documentaria: il libro non racconta la Resistenza da una distanza temporale rassicurante, ma la consegna al lettore nella sua immediatezza emotiva e politica.

Il nucleo dell'opera è dedicato ai caduti del Movimento Comunista d'Italia e, in particolare, ai martiri delle Fosse Ardeatine. Le pagine dedicate all'eccidio conservano il tono di chi scrive per impedire che il sacrificio dei compagni venga cancellato dall'oblio. È una memoria ancora aperta, dolorosa, che affida alla parola e all'immagine il compito di opporsi al silenzio.

La nuova edizione valorizza pienamente questo patrimonio. Il lavoro condotto dai curatori si distingue per rigore filologico e attenzione alle fonti. Attraverso il confronto con gli esemplari originali e con la documentazione conservata presso l'Archivio Filiberto Sbardella, sono stati recuperati materiali rari, corrette imprecisioni e ricostruito il contesto storico e culturale nel quale il volume vide la luce. Si tratta di un intervento editoriale che non altera l'identità dell'opera, ma la restituisce nella sua autenticità. La rilettura di I nostri martiri invita anche a una riflessione più ampia sulla memoria della Resistenza italiana. Per lungo tempo l'esperienza del Movimento Comunista d'Italia – Bandiera Rossa è rimasta in una posizione marginale rispetto alla narrazione pubblica dell'antifascismo romano, nonostante il contributo umano pagato durante l'occupazione nazista sia stato altissimo. Ripubblicare oggi questo volume significa quindi anche restituire complessità alla storia, riconoscendo il pluralismo delle esperienze che contribuirono alla liberazione del Paese.

In un'epoca in cui il rapporto con il passato rischia di ridursi a celebrazione rituale o a semplificazione ideologica, libri come I nostri martiri ricordano che la memoria è innanzitutto ricerca, studio e responsabilità. Conservare documenti, contestualizzarli criticamente e renderli nuovamente accessibili significa offrire alle nuove generazioni gli strumenti per comprendere la storia nella sua ricchezza e nelle sue contraddizioni. Questa riedizione va dunque salutata come un contributo di grande valore culturale. Non soltanto perché rende nuovamente disponibile un testo pressoché introvabile, ma perché riafferma il ruolo degli archivi, della ricerca storica e dell'editoria nella costruzione della memoria pubblica. È un libro che appartiene al suo tempo, ma che continua a parlare al nostro, ricordandoci che la libertà e la democrazia sono il risultato di storie individuali che non possono essere dimenticate.