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Forme di Poesia

Inaugura

Giovedì, 25 Giugno, 2026 - 18:00

Presso

Galleria Polid'Arte
piazza della Signoria 5A Spoleto

A cura di

Dafne Crocella

Partecipa

Mirella Rossomando Stefa

Fino a

Domenica, 12 Luglio, 2026 - 20:00

Forme di Poesia

Comunicato

FORME DI POESIA
 

Inaugura giovedì 25 giugno alle 18.00 la bipersonale di Mirella Rossomando e Stefa presso la galleria Polid’Arte in piazza della Signoria, 5A (secondo ingresso via del Duomo, 27) a Spoleto a cura di Annamaria Polidori e Dafne Crocella.

 

COMUNICATO STAMPA

Si chiama Festival dei Due Mondi, quello di Spoleto. E oggi che il mondo è più che mai un unico Villaggio Globale, ricco di moltitudini al suo interno, questo tentativo di racchiudere la complessità del mondo in un due forse può lasciarci sorridere.

Eppure il due è il primo passo verso la moltitudine, è la liberazione dallo sguardo unico e il riconoscimento dei pluralismi.

Così la mostra che Annamaria Polidori presenta quest’anno con la curatela di Dafne Crocella nella sua galleria Polid’Arte di Spoleto fa riferimento proprio a questa apertura.
Un’apertura espressa non solo dalla scelta di un’esposizione bipersonale dedicata a due linguaggi diversi, quello pittorico di Mirella Rossomando e quello scultoreo di Stefa, ma anche dallo stretto legame con il mondo della poesia.

Tra disegno, scultura e testo poetico si intreccerà nei giorni della mostra un dialogo che metterà in luce come ciò che si percepisce con i sensi possa essere metafora di mondi immateriali.
Nelle opere di Mirella Rossomando, il mondo naturale non è mai una semplice rappresentazione della realtà esterna. Alberi, fiori, insetti, animali e figure umane appartengono a una medesima trama vitale uniti da una comune energia trasformativa. La natura morta si libera così della sua immobilità e diventa, al contrario, racconto di una continua metamorfosi.
Allo stesso modo le sculture di Stefa ci mostrano come il mondo materiale possa trasformarsi in una superficie sensibile capace di dialogare con la luce. La pesantezza della pietra diventa veicolo verso l’astrazione creando una sinfonia di rimandi tra elementi pesanti e energie sottili.

Non è un caso che durante la mostra, aperta dal 25 giugno al 12 luglio si susseguiranno incontri di poesia e letteratura con la limPoesia Poetry Jam Session in cui si esibiranno i Poeti di Raggio di Maggio che si terrà il 2 luglio alle 17.00 e la presentazione del libro di Paolo Mario Capello “Il destino dell’acqua” (Albatros, 2023) il 5 luglio alle 18.00.
Forme di Poesia sarà quindi una mostra, ma anche uno spazio di incontro tra movimenti creativi dove il materiale e l’immateriale risuoneranno in quella dimensione metaforica che l’arte sa alimentare.

 

MIRELLA ROSSOMANDO

Mirella Rossomando sviluppa da anni una ricerca pittorica raffinata, capace di muoversi tra dimensione onirica, suggestioni metafisiche e sensibilità surrealista. Il suo universo nasce dall’incontro inatteso di frammenti del reale: piante, animali, volti, conchiglie, maschere teatrali e immagini tratte dalla memoria personale si intrecciano sulla carta creando composizioni sospese, dove ogni elemento sembra appartenere a un racconto segreto.

Il tratto preciso della china, vicino alla leggerezza dell’incisione, si unisce a una personale tecnica mista fatta di colore, inserti materici, fotografie e frammenti di immagini. La complessità delle sue opere trova equilibrio in una composizione elegante e armoniosa, capace di evocare il fluire del tempo, la trasformazione e il mistero della vita.

Con una formazione maturata tra l’Istituto d’Arte di Parma, l’Accademia di Brera e le Belle Arti di Roma, e un percorso artistico sviluppato tra Europa e Stati Uniti, Rossomando ha costruito un linguaggio riconoscibile in cui il mondo naturale e quello interiore dialogano. Le sue opere invitano a oltrepassare l’apparenza delle forme per scoprire nuove possibilità di interpretazione.

 

STEFA

Stefa affronta il marmo attraverso una ricerca che indaga il rapporto tra materia e immateriale. Nelle sue sculture la pietra, tradizionalmente associata alla solidità e alla permanenza, sembra perdere il proprio peso per trasformarsi in una superficie sensibile, capace di accogliere e diffondere la luce.

Il suo lavoro si concentra sul concetto di membrana, intesa come confine vivo e permeabile tra il dentro e il fuori, tra il corpo e il mondo. Le forme scolpite evocano superfici organiche, pelli sottili attraversate da vibrazioni e tensioni invisibili, dove la materia si apre alla percezione.

Attraverso una raffinata tecnica di lavorazione, Stefa conduce il marmo verso una dimensione poetica e astratta. La luce diventa elemento scultoreo, capace di rivelare trasparenze e profondità, mentre le forme richiamano la natura, il suono e l’energia vitale. Le sue opere si collocano così in uno spazio di passaggio tra concretezza e immaginazione, tra ciò che il corpo percepisce e ciò che appartiene alla sfera più sottile delle emozioni.

 

 

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