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Giuliana Bellini. Imprevisti nello spazio

Inaugura

Sabato, 21 Marzo, 2026 - 17:00

Presso

Galleria Arianna Sartori
Via Cappello 17, Mantova

A cura di

Arianna Sartori

Partecipa

Giuliana Bellini

Fino a

Giovedì, 2 Aprile, 2026 - 19:30

Giuliana Bellini. Imprevisti nello spazio

Comunicato

La Galleria Arianna Sartori di Mantova, nella sala di via Cappello 17, presenta la mostra personale dell’Artista Giuliana Bellini intitolata “Imprevisti nello spazio”.

La mostra si inaugura Sabato 21 marzo alle ore 17.00 alla presenza dell’Artista.

Giuliana Bellini è nata a Castel d’Ario (MN) nel 1950. Conclusi gli studi come ceramista agli inizi degli anni ‘70, Giuliana si diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Brera per due volte, nell’86 in pittura e nel 2006 in grafica e ha insegnato Tecniche Incisorie presso il C.F.P. del Comune di Milano. Numerose le esposizioni personali e collettive in Italia e all’estero.

In terra mantovana, Giuliana Bellini aveva partecipato alla mostra “Aspetti della Natura” nell’aprile/maggio 2024 alla “Casa Museo Sartori” di Castel d’Ario (MN) e alla mostra “INCIDENDO” nel febbraio 2025 alla Galleria Arianna Sartori a Mantova di Mantova.

L’esposizione rimane aperta al pubblico fino al 2 aprile 2026, con orario dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30, Domenica chiuso. Info: Tel. 0376.324260 info@ariannasartori.eu

Giuliana Bellini esporrà alla Biennale arte 2026 - 61. Esposizione Internazionale d’Arte In Minor Keys - Padiglione della Repubblica di GUINEA “Le son de l’Art: l’Ècho de la Matière”, a Venezia, Isola S. SERVOLO con inaugurazione Sabato 9 maggio 2026.

 

Installazioni gioiose e imprevedibili: questa l’arte di Giuliana Bellini

Intervista da: Artitude. Galleria d’Arte on Line (16 dicembre 2010)

 

Il tuo percorso artistico è molto ricco, dalla scultura alla grafica, ma la tua fama è legata soprattutto alle installazioni. Vuoi provare a descriverci qualche tuo lavoro?

Descrivere il mio lavoro non è facile, lo sforzo maggiore è comunicare attraverso l’immagine. Se servono troppe parole per raccontare quello che faccio allora il risultato non è quello che volevo ottenere, non funziona, manca di sintesi, pulizia. La mia ricerca comunque prosegue da anni attorno al tema della vita, partendo dalla cellula bidimensionale realizzai dipinti ad olio, cera, colle colorate, con pigmenti, varie tecniche e materiali; poi passai a forme tridimensionali che chiamai “germe” o “germinazione”. Di questa serie fa parte il lavoro presentato nel 1995 a Pisa nella Galleria Il Prato dei Miracoli, dove occupai una stanza con acqua, alle pareti delle semi-sfere (come se stessero nascendo dai muri e poi cadessero nell’acqua per germinare su steli, colorandosi di rosa). Oppure nel 1993 a Procida all’esterno di una chiesa sconsacrata realizzai un’installazione a forma di spirale con 40 elementi in ferro, in cima delle forme sferoidali si muovevano con il vento, come fossero fiori.

Da dove parti per realizzare le installazioni?

Per me è molto importante il luogo, nel caso si tratti di uno spazio all’aperto il mio intervento cercherà di inserirsi come elemento della natura. È il caso di “Piccola Foresta”, opera del 2004 inserita nel parco di Villa Braila a Lodi. Qui ho utilizzato delle bacchette in ferro alte 4 metri con, in cima, una specie di fronda in rame... Oppure in uno spazio chiuso come Torre Strozzi (Perugina), al IV piano del torrione, ho realizzato un’”invasione”, nel 2001, utilizzando 400 palloncini bianchi, gonfiati e attaccati sul pavimento e alle pareti, con un pallone centrale di un metro di diametro: una sorta di madre con i cuccioli. Essendo lo spazio quadrangolare, con aperture su tutti e 4 i lati, era soggetto a continue correnti d’aria, i palloncini mossi dal vento ogni tanto scendevano ai piani sottostanti creando una vera e propria invasione. A Castillos Los Tres Reyes del Morro, a La Havana nel 1998, in una galleria lunga 75 metri, ho inserito una serie di tentacoli con rete rivestita di polietilene fuso a caldo, disposti lungo la pareti di sinistra. In questo caso pensai a una forma di vita che attraversava la densità del muro.

Hai mai dovuto realizzare delle opere a tema?

Sì, in un caso per esempio ho dovuto lavorare sui “sensi” e per il lavoro “Sensualidad” che ho presentato in Spagna alla Feria de Arte de Monzon nel 2005, a GheroArte Corsico, Milano, a Perugia ed Enna, ho utilizzato 24 teli in seta, colorati di rosso, arancio, giallo, appesi al centro dello spazio in modo che potessero muoversi a ogni spostamento d’aria e ho messo delle essenze dell’odore di cioccolato sui bordi dei teli. Le persone avevano come primo impatto il colore e poi il profumo e poi il contatto fisico, il tutto nel silenzio.

Dove possiamo ammirare i tuoi lavori?

A Milano, in via Pepe 16, ho realizzato un lavoro decorativo a mosaico di cm 530 x 300 sul tema dell’onda. Nel 2011 sono state presentate 2 grafiche alla Biennale di Varna in Bulgaria.

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