Paragoni artistici: creatività senza confronto
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Paragoni artistici: creatività senza confronto
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La Galleria Arianna Sartori di Mantova, nella sala di via Ippolito Nievo 10, il prossimo Sabato 31 gennaio alle ore 17.00, inaugura la rassegna d'arte contemporanea, a cura di Elisa Bergamino: “Paragoni artistici: creatività senza confronto”, opere di Elena Alietti, Liliana Barberis, Carlo Benvenuti (Carlodonfelipe), Giuseppe Bianchi, Alberto Boggio Casero, Laura Cassetti, Fabio Colussi, Luigi Di Guglielmo, Fiorenza D’Orazi, Ilario Fioravanti, Giovanna Iacovoni, Paolo Iantaffi, Maria Ausiliatrice Laterza, Massimo Masu, Beatrice Mattei, Silva Nironi, Elisa Politi, Ambretta Rossi, Irene Sarzi Amadè, Antonio Scarpelli, Maurizio Setti, Sandra Trabacchi.
L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 12 febbraio 2026 con orario: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30, Domenica chiuso.
Per informazioni: tel. 0376.324260, info@ariannasartori.eu
Con felice scelta organizzativa, la rassegna Paragoni artistici, creatività senza confronto si tiene a Mantova, presso la prestigiosa Galleria Arianna Sartori, che, in mezzo secolo dalla fondazione – anniversario celebrato a dicembre 2024 –, ha presentato centinaia di mostre personali e collettive di indiscusso valore culturale. Collocato nel centro storico della città virgiliana, l’elegante spazio espositivo, con ampie vetrine su strada, ambienti ariosi, ben illuminati ed accoglienti, ha ospitato tra le sue antiche mura autori nazionali ed internazionali, sia grandi Maestri del passato sia affermati professionisti contemporanei, nonché giovani talentuosi, che ottengono il consenso tanto degli addetti ai lavori quanto del più vasto pubblico. Garanzia di qualità e successo. (e.b./e.s.l.)
In tempi in cui la competizione rischia purtroppo di sfociare in conflitti bellici, alle “belle anime” la mostra propone invece un approccio creativo libero e plurale, che affaccia e affianca, senza sfida, il figurativo all’informale, la pittura alla scultura, la fotografia all’installazione, abbracciando ed accogliendo le diverse dimensioni culturali e spirituali in cui da sempre si esprimono coloro che sanno arricchire la vita e il mondo con le meravigliose “invenzioni ed arti” lodate nei Campi Elisi dell’Eneide. (E. S. Laterza)
Gli autori e le loro opere: incomparabile simbiosi di ispirazione e tecnica
Cenni critici di Gabriella Pastor
Elena Alietti - Con delicatezza l’artista delinea forme e colori in una rappresentazione floreale luminosa e vivace, elegante, sobria e realistica, dimostrando la grande capacità di raffigurare interpretando, elemento primario della sua pittura.
Liliana Barberis - Momenti di donne in destini diversi: l’artista le mostra avvolte da un’aura di mistero, resa con colori ombreggiati, quasi a voler celare il vero essere femminile. Apparire nascondendo parte di sé, come per proteggere la propria anima.
Carlo Benvenuti (Carlodonfelipe) - Opera simbolica che rappresenta la struttura della materia innalzando da essa il risultato della coesione tra origine e realizzazione, producendo un’entità insieme solida e leggera, diafana, che corrisponde all’essenza intima della creazione.
Giuseppe Bianchi - Riesce, con la sua scultura, a trasmettere sensazioni profonde, rappresentando la complessità dell’uomo che si apre al mondo e che contestualmente mantiene una parte di sé lontana dai riflettori: introversione ed estroversione, due componenti a volte in contrasto. Il dubbio che fa parte del nostro vivere.
Alberto Boggio Casero - Crea, mediante materiali e disegni, opere che oltrepassano la mera figurazione, aggiungendo un valore simbolico, come l’intreccio che qui rappresenta – attraverso i due colori – la capacità di unirsi al di là di ogni pregiudizio.
Laura Cassetti - Linee che si intersecano creano corpi di donna in movimento: forme provocanti addolcite da rotondità rappresentano nelle sue opere la femminilità unita alla forza. Quasi amazzoni che fanno della loro bellezza fonte di energia.
Fabio Colussi - Vedute della Laguna, marine e tramonti delicatamente rappresentati tramite un uso magistrale di luce e colori – figurativo ed esponente di quella corrente romantica –, realistici e contemporaneamente intensi.
Luigi Di Guglielmo - Con l’impiego di materiali diversi, colori, combustioni e incisioni l’artista evoca la sua terra tramite una riproduzione – rivisitata – di luoghi che rappresentano un indelebile ricordo in un contesto d’ineffabile atmosfera senza tempo.
Fiorenza D’Orazi - Leggiadria e movimento costituiscono le caratteristiche di quest’opera; l’uso attento del colore e di materiali differenti rafforzano l’enfasi del momento, lasciando un velo di nostalgia per quegli attimi di spensieratezza giovanile. Il fluido ondulare della chioma sembra portare una ventata di rinnovata speranza.
Ilario Fioravanti - Maestro scultore e ceramista, anche in quest’opera egli mostra la sua grande arte: l’umano che affronta la vita con un ché di dolore e forza interiore. Il plasmare con voluta energia, tralasciando i classici canoni accademici, consente di conferire un’elevata intensità al soggetto.
Giovanna Iacovoni - La poesia come fonte di ispirazione permette all’artista di trasferire sulla tela momenti e sensazioni attraverso l’obiettivo; la fotografia come strumento di creazione diventa frutto di intensa emotività. Poetessa, raccoglie attimi che raccontano stati d’animo e attimi di vita.
Paolo Iantaffi - Un Salvador Dalì – icona di un’arte ironica e fuori dagli schemi – ritratto nei panni di Amleto, riprodotto magistralmente in quel suo atteggiamento noto, quasi a sfidare il destino. Opera questa di gran rilievo, dettagliata in ogni particolare, senza essere un figurativo prettamente iperrealista.
Maria Ausiliatrice Laterza - Luci e ombre si intrecciano, dando vita a un movimento che accarezza i soggetti raffigurati, e contemporaneamente esaltano ogni dettaglio, ciascun frammento, liberando la fantasia e l’interpretazione. Immagini graffianti, allusive, che danno un senso di profondità, di fragilità e, insieme, di forza interiore.
Massimo Masu - Un colpo al cuore è quel che si prova osservando queste fotografie – volutamente crude – che simboleggiano il dolore e la violenza sulle donne. Sono scatti realizzati con alta professionalità: volti che raffigurano i due aspetti di un’unica drammatica sequenza; rabbia e disperazione, simboli di un’accorata denuncia.
Beatrice Mattei - L’uso di varie tecniche in quest’intensa opera esalta l’interpretazione di uno sguardo – ritratto in uno scatto –, un volto di grande espressività, ove l’artista, con pennellate decise seppur avvolgenti, crea un’aura di mistero. Sofisticata ed originale, introduce sulla tela l’elemento della scrittura – graffiante – che fa da contorno al tutto.
Silva Nironi - L’artista, con virtuosismo pittorico, unisce astratto e figurativo in un ensemble di tratti decisi e raffigurazioni realistiche di un paesaggio quasi fantastico che rappresenta un’idea del mondo trasformato, nel quale l’uomo diviene osservatore e non protagonista.
Elisa Politi - Nitido e delicato il tocco dell’artista in questo acquerello: si evince grande capacità nel disegno e raffinatezza nel raffigurare la bambina, quasi a voler trasmettere l’innocenza e la purezza insite nell’età della fanciullezza. I colori tenui addolciscono il volto, riportando alla memoria un tempo spensierato.
Ambretta Rossi - In questi quadri l’autrice dipinge scene di vita quotidiana rese ancor più intense attraverso delicate sfumature e colori tenui ad acquerello, che mantengono comunque l’idea di corposità. La tranquillità delle tre donne e l’impeto del vivere cittadino vogliono rappresentare due diversità che coesistono.
Irene Sarzi Amadè - Materica in senso puro, l’artista – usando differenti materiali ecosostenibili – crea dei veri e propri manufatti, ispirandosi all’alta moda: forme sinuose che immaginiamo avvolgere corpi snelli ed eleganti. Fantasia, impegno ed elevata manualità esprimono un modo diverso e innovativo di “fare arte”.
Antonio Scarpelli - Originale nell’uso di elementi differenti nel produrre le sue opere, l’autore dipinge questo ritratto adottando l’elemento del caffè, così enfatizzando l’origine del soggetto quale emblema di un Paese caldo ed accogliente. Ritratto ammorbidito da tratti sensuali e avvolgenti.
Maurizio Setti - La tempera impiegata con notevole abilità in uno sfondo che ricorda le foto di altri tempi, in cui il color seppia dominava. Abile manualità nel definire in ogni particolare il sentito soggetto musicale, profondità e prospettiva ineccepibili.
Sandra Trabacchi - Due rose magistralmente riprodotte con tinte tenui e delicate: petali da sfiorare nella loro perfezione, in un contesto di romantica atmosfera, dove il blu del vaso dà un tocco di vivace energia e la sua rotondità armonizza l’insieme.
Biografie degli Artisti
Elena Alietti
Nata a Modena il 27/04/1967, residente a Modena, ha conseguito il diploma di laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna con il docente Prof. Daniele Degli Angeli avendo acquisito piena conoscenza di tutte le tecniche pittoriche e d’incisione. Dal 2010 ha iniziato ad esporre a varie mostre tra personali e collettive in Europa e in America, presentandosi a concorsi internazionali, scelta per la sua sensibilità delle opere eseguite con la tecnica dell’acquerello. “Artista che appare elegante nelle sue composizioni squisitamente contemporanee, dipinte in forma raffinata e preziosa, grazie a una sensibilità e alla sua perfetta conoscenza della tecnica dell’acquerello che non consente la correzione di eventuali errori nella scelta delle cromie” (Michele Fuoco). Tra le varie mostre internazionali ricordiamo le varie partecipazioni alla mostra internazionale Gemluc a Montecarlo di Monaco con una selezione di 100 artisti al mondo, Parigi al Carrousel du Louvre, Londra, e ancora Parigi Innsbruch Miami Chicago Barcellona Nizza Bruxelles e altre (varie esposizioni internazionali in Italia come Roma Genova Bologna Napoli). Attualmente ha una personale a Modena in Abitcoop e il suo atelier laboratorio si trova proprio in centro a Modena.
Liliana Barberis
Dopo la formazione presso il Liceo Artistico di Torino, ha approfondito lo studio della figura sotto la guida del pittore Raffaele Pontecorvo. Docente di Storia dell’Arte e di Educazione Artistica, ha affiancato all’insegnamento la partecipazione a mostre personali e collettive in numerosi spazi pubblici e privati italiani e stranieri. “…Pittrice attenta alla psicologia umana, pone quasi sempre la figura al centro delle sue opere, come simbolo di una ricerca interiore e di un’indagine psicologica sulle emozioni e sui sentimenti umani nella società contemporanea. La frammentazione che spesso caratterizza le sue composizioni cerca di riportare all’unità un mondo lacerato e diviso…” (E. Bergamino)
“Liliana Barberis è nota per i suoi dipinti che uniscono pigmento, gestualità, materia in accumulazioni originali e intense, ricche di simbolismo e raffigurazioni della fantasia, tra accesi cromatismi e geometriche suddivisioni dello spazio compositivo. Riflessi specchiati dell’anima, dell’io? Giochi surreali tra ironia e illusione, tra disfacimento dell’immagine e ruolo preponderante della pittura come strumento di indagine interiore.” (Guido Folco)
Carlo Benvenuti (Carlodonfelipe)
Carlo Benvenuti, in arte carlodonfelipe, è nato a Parma nel 1953. Trasferitosi a Brescia in giovane età, vive attualmente in Franciacorta, a Gussago e lavora nel suo Atelier di Brescia. Ha sempre avuto una predisposizione per il disegno e la ritrattistica, ma il suo percorso di studi l'ha portato, dopo la Maturità classica, ad iscriversi alla facoltà di Medicina e Chirurgia. Si è poi Specializzato in Neuropsichiatria Infantile ed ha diretto, dal 1990 al 2016, un Servizio Pubblico di Neuropsichiatria dell'infanzia-adolescenza. Durante il periodo lavorativo ha sempre disegnato, ma in modo occasionale. Nel 2016 si è ritirato in pensione e ha ripreso a coltivare la sua passione per l'Arte, iscrivendosi ai corsi di pittura disegno e tecnica delle Arti visive dell'Accademia Santa Giulia di Brescia che ha frequentato per tre anni accademici consecutivi dal 2017 al 2020, avendo come Maestri: Cinzia Bevilacqua e Adriano Rossoni.
“Mi sembra che l'opera 'Decoerenza' dell'artista Carlo Benvenuti renda plasticamente il passaggio dalla Potenza all'Atto, di aristotelica memoria, così come attestato dalla metafisica generativa dell'ultimo Heisenberg. L'interpretazione aristotelica della Teoria Quantistica suppone infatti che un sistema isolato abbia un carattere 'potenziale, espresso da una sovrapposizione di stati possibili, e che la compromissione di questo isolamento, attraverso l'interazione con l'ambiente, costringa il sistema ad assumere un carattere 'attuale' espresso da uno solo dei suoi stati. La luce, che attraversa l'opera in modo suggestivo, sembra rappresentare l'interazione che causa il cosiddetto 'collasso d'onda' o 'decoerenza', facendo emergere dal basso indefinito, una sorta di mare d'onde, una forma globosa definita e strutturata o attualità di un singolo stato. Facile l'associazione con la Genesi biblica, in cui la Luce è posta da Dio per prima e in cui poi, dalle acque, verrà distinto via via tutto il creato. L'opera nel suo insieme è una sintesi ostensiva di qualcosa di miracoloso e che non può che essere oggetto di contemplazione. La stessa opera d'arte, in una prospettiva vertiginosa, potrebbe essere assimilata a una forma determinata, creata da un telos umano che la fa emergere da potenzialità non manifeste. La creazione, la trasformazione del possibile nel reale, posto a disposizione della nostra percezione, appare pervasiva e continua nel nostro mondo profondamente irrelato, prestandosi a una forma di teologia immanente.” (Carlo Benvenuti)
Giuseppe Bianchi
Affascinato dalla scultura fin da bambino, ha seguito studi tecnici e ha sempre lavorato in bilico tra il mondo della meccanica e delle costruzioni. Ora si occupa della costruzione di macchine industriali, è un piccolo artigiano solitario. Nato nel 1991 e i primi esperimenti sono rivolti all'adolescenza. Si è sempre chiesto come fosse possibile lavorare vari materiali fino a raggiungere delle forme armoniose, che dessero un'emozione guardandole. Si chiede sempre quale sia la forma armoniosa, dove l'osservazione di un dettaglio ti possa portare inconsciamente a osservarne un altro. Crescendo ha iniziato a pensare come si poteva fare e con varie prove ha raggiunto i primi risultati. Ora riesce a fare le forme che riesco ad immaginare, modificandole man mano che il suo pensiero cambia, fino a quando raggiunge la soddisfazione. Le sue opere hanno tutte un nome banale, anche perché non hanno un preciso significato, sono pensieri dinamici che cambiano e non possono mai essere uguali. È sempre interessato a sapere cosa ispirano chi le guarda. Ha acquisito e migliorato una buona esperienza per le fusioni in bronzo, le forgiature in ferro e il disegno calaminico. Ama impegnarsi per raggiungere risultati sempre più soddisfacenti sotto tutti gli aspetti, con un contenuto artistico e tecnico delle sue opere sempre migliore. Ma la cosa che più gli piace è il momento travolgente in cui gli viene un'idea che deve per forza realizzare, soprattutto perché non c'è un perché. Unica certezza è che va fatto, senza nemmeno sapere se riuscirà. Una scultura che lo lascia perplesso è la testa in alluminio brunito che ha fatto forse nel 2016 poi un incidente. Quando era in ospedale ridacchiava guardandola. Negli ultimi anni si è dedicato alla kinetic art, e siccome non concepivo un meccanismo che fosse solo bello senza però nessuna funzione, ha costruito un macro-orologio meccanico. Non è ancora terminato ma è sicuramente la rampa di lancio per opere (o forse prove) sempre diverse.
Alberto Boggio Casero
Vive a Biella. Durante gli anni del Liceo ha studiato disegno, pittura e storia dell'Arte. Per decenni ha disegnato e realizzato tessuti per l'Abbigliamento e la Moda Maschile e Femminile. Insieme all'attività di disegnatore tessile ha sentito sempre più forte l'esigenza di esprimermi anche con la pittura. Cerca tecniche pittoriche che gli permettano grande libertà, intrecciando l’utilizzo del colore anche con la stoffa, il legno grezzo, il cartone da imballaggio e materiali tessili utilizzati nel design industriale. Esposizioni recenti: Dicembre 2025, Amsterdam, “Amsterdam Art Review”, Hazenstraat 2A Jordaan Amsterdam, Mostra Internazionale Collettiva di arte contemporanea. Novembre 2025, Torino, Galleria Accorsi Arte, via Fratelli Calandra 9, Mostra Internazionale Collettiva di arte contemporanea. Ottobre 2025, Torino, Galleria Accorsi Arte, via Fratelli Calandra 9, “Traiettorie Intrecciate” Mostra Personale. Settembre 2025, New York Manhattan, Artifact Projects Gallery, 155 Suffolk Street NYC, “Figural & Figurative From Rembrandt to 21st Century”, Mostra Internazionale Collettiva. Principato di Monaco, Chapiteau de Fontvieille, art3f Monaco Salon International d’Art Contemporain, Stand Accorsi Arte, Rassegna Internazionale Collettiva. Maggio 2025, Torino, Galleria Accorsi Arte, “arte contemporanea” Esposizione Collettiva Internazionale. Aprile 2025, Milano, art3f Milano, Rassegna Internazionale d’arte contemporanea, stand D07 Accorsi Arte. Febbraio 2025, Roma, Galleria Il Leone, via Aleardi 12, Mostra Internazionale “Artificum Iubilaeum: il dono della Bellezza”, Esposizione Collettiva di arte contemporanea.
Laura Cassetti
Nasce a Vercelli nel 1979. Diplomata al liceo artistico, si è dedicata al fumetto, all’illustrazione e alla pittura, quest’ultima la sua forma espressiva preferita.
“Padrone di un contesto spaziale rarefatto, memori dell'esperienza nella cartesiana bidimensionalità di Keith Haring, le donne e le superdonne di Laura Cassetti, madonne postmoderne, veneri e dee, belle e perfette nella perfezione delle unità che le compongono, si muovono sinuose in curve che hanno licenza di abbandonare il figurativo per incontrarsi in una vera e propria ricerca grafica”. (Riccardo Roma)
“Le sue donne sono come totem sospesi tra il tempo e lo spazio, con volti enigmatici e corpi sensuali, un po' Modì, un po' Eva Kant. Corpi spezzati, ricomposti, assemblati come automi contemporanei, così inafferrabili, come l'illusione e il sogno”. (Guido Folco)
“L’ironia e la critica sono elementi che risaltano nelle opere di Laura Cassetti. Le sue donne: figure idealizzate e dalla grande sensualità, rimangono altere e distaccate dal mondo, si prendono gioco degli stereotipi femminili. Cercano di sconvolgerci con la loro presenza/assenza, vogliono farci riflettere sulla femminilità, sul ruolo della donna nella nostra società, puntando principalmente sull’estetica e sull’esteriorità tipica del nostro tempo”. (Marcello Cazzaniga)
“Linee e colori / parole dell'anima // Colore che crea, scolpisce a freme di intima essenza / alfabeto di colori, la linea è l'accento, la curva pausa fremente // Vita che scorre, intrappolata nella sua tela // Donne libere / Vibranti //Colore che scorre in prigioni di forzata armonia.” (Laura Cassetti)
Fabio Colussi
Vive e lavora a Trieste. Esponente di rilievo della figurazione tradizionale legata al paesaggismo marino, è segnalato nel Dizionario degli artisti di Trieste e dell'Isontino. Riconosciuto ed ampiamente apprezzato dalla critica contemporanea, è presente con le sue opere in collezioni private in Italia e all'estero (Stati Uniti, Germania, Australia, Austria, Gran Bretagna, Slovenia, Dubai e Belgio).
Luigi Di Guglielmo
Nato a Calitri (AV), nel 1949. Si è formato all’Istituto d’Arte e al Magistero Artistico di Firenze e ha completato il suo percorso con il diploma in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia. Dopo una breve esperienza professionale a Milano come designer presso Boffi Cucine, ha intrapreso una lunga attività didattica come docente di Alberto Boggio. Ha insegnato presso l’Istituto d’Arte di Foggia e, successivamente, presso l’Istituto d’Arte e il Liceo Scientifico di Calitri, fino al 2007. Dagli anni Ottanta la sua ricerca artistica si concentra sul recupero e sulla trasformazione di manufatti antichi e materiali poveri - legno, ferro, pietra - intesi come dispositivi di memoria e strumenti di riflessione sul tempo. Nel dialogo tra antico e contemporaneo, tra funzione originaria e nuova forma, il suo lavoro si configura come un’indagine sulla continuità dell’esperienza umana e sulla stratificazione del vissuto. Realizza pittosculture, assemblaggi e collage su legno, interventi su carta di giornale e composizioni cromatiche essenziali. Il suo linguaggio è rigoroso e misurato: attraverso il gesto minimo cerco di restituire dignità simbolica alla materia. Il paesaggio e la cultura contadina della sua terra d’origine rappresentano matrici poetiche costanti, dando forma a una pratica artistica che coniuga artigianalità, memoria e tensione utopica. Ha collaborato con Italian Stories di Calitri (Av), partecipando ad attività culturali e artistiche finalizzate alla valorizzazione del territorio, della memoria e delle tradizioni locali, attraverso pratiche artistiche contemporanee e linguaggi visivi legati alla narrazione dell’identità dei luoghi.
Fiorenza D’Orazi
Palesa la sua indole artistica già in tenera età, vincendo il suo primo concorso (tra concorrenti adulti) all’età di 11 anni, con un dipinto a olio su tela. Si laurea a 23 anni in Economia e Commercio alla Sapienza di Roma e la sua vena artistica si interrompe per dedicarsi alla famiglia e al lavoro, per poi riprendere intorno al 2010. La sua arte è figurativa e utilizza colori a olio, malta, foglia oro/argento/rame, ecc. Dai soggetti trattati emerge una potenza espressiva con stile di forte impatto visivo e l’artista descrive la fragilità umana con l’uso del chiaroscuro o di materiali che amplificano il messaggio proposto. La pittura dell’artista appartiene al mondo figurativo-surreale concretizzato con l’uso di colori a olio, malta, foglia oro/argento/rame. Dai temi trattati emerge una potenza espressiva e uno stile di forte impatto visivo e l’artista descrive la fragilità umana con l’uso, spesso, del chiaroscuro o con colori e materiali che ne amplificano il messaggio proposto.
Ilario Fioravanti (1922–2012)
Architetto, scultore, ceramista. Maestro della scultura figurativa italiana del Novecento. Figura centrale dell’arte italiana del secondo Novecento, Ilario Fioravanti è stato un artista di rara completezza, capace di attraversare con assoluta libertà linguaggi e discipline: architettura, scultura, ceramica, incisione, pittura e disegno convivono nella sua opera come espressioni di un’unica, coerente visione poetica. Nato a Cesena nel 1922, si laurea in Architettura a Firenze nel 1949, ma sin dagli anni giovanili affianca alla progettazione una intensa attività artistica. La sua ricerca plastica prende forma soprattutto a partire dagli anni Sessanta, quando si dedica con continuità alla scultura, sviluppando un linguaggio fortemente riconoscibile, nutrito di archetipi, mito, sacralità e memoria delle civiltà antiche. La sua opera dialoga con l’arte arcaica egizia, etrusca, nuragica, africana e mesoamericana, ma resta profondamente radicata nella cultura italiana del Novecento, in un confronto ideale con maestri come Arturo Martini, Marino Marini e Giacomo Manzù. Le sue figure - madri, guerrieri, sacerdoti, profeti, amanti - sembrano emergere da un tempo primordiale e universale, portatrici di una forza espressiva intensa, drammatica e poetica insieme. Predilige materiali umili e antichi: terracotta, ceramica, bronzo, ai quali affida una scultura potente, essenziale, vibrante di tensione interiore. La materia non è mai levigata o idealizzata, ma conserva una fisicità aspra, terrestre, profondamente umana. Parallelamente realizza importanti opere pubbliche e architettoniche, tra cui i portali bronzei della Cattedrale di Cesena e numerose sculture monumentali collocate in spazi urbani e sacri. Negli ultimi decenni della sua vita viene riscoperto e consacrato dalla critica: a partire dal 1988 espone in numerose personali in Italia e all’estero, tra cui Milano, Budapest, Rimini, Bologna, Faenza, Rovereto. Nel 2011 partecipa alla 54ª Biennale di Venezia. Nel 2022, per il centenario della nascita, gli viene dedicato un ampio progetto espositivo nazionale e Poste Italiane gli dedica un francobollo commemorativo. La sua casa-studio a Roncofreddo, la celebre Casa dell’Upupa, è oggi un museo d’artista e custodisce centinaia di opere, testimonianza di una produzione vastissima e coerente. Ilario Fioravanti resta una delle voci più alte e originali della scultura figurativa italiana contemporanea: un artista capace di parlare all’uomo di oggi con un linguaggio antico, necessario, universale.
Giovanna Iacovoni
È nata a Teramo, ma da sempre residente nella città rivierasca di San Benedetto del Tronto. È sposata e madre orgogliosa di Antonio e Francesca. Intraprende gli studi giuridici laureandosi in legge, ma la vera passione sono le materie letterarie e tutto ciò che ruota intorno all'arte. Dotata di sensibilità nel cogliere l'attimo fotografico, nutre passioni dedicate al cinema, alla poesia e soprattutto alla scrittura di cui si cimenta appena si sente ispirata. Ha esposto presso la Galleria Margutta (RM)- Casa editrice Dantebus la foto “Racconto di un Viaggio tra le Crete Senesi” e a Firenze presso la Galleria Dantebus showroom art & book con un’altra opera dal titolo “Immensità”. Le due opere sono state inserite e recensite in due Antologie. Ha esposto con l’opera “Il Dubbio” (stampa su tela) nella rassegna di arte contemporanea ad Alba (CN) presso la Galleria Spazio n. 14. Ha partecipato come finalista al concorso di poesia Internazionale il Federiciano ad Augusta SR ottenendo l’inserimento nell’Antologia con l’opera “Sarò ciò che il nostro amore avrà creato”. È stata pubblicata in numerose antologie sempre Aletti Editore; risultata prima classificata al concorso presso l’associazione culturale Cirqo Rimini con la poesia “Il Natale”; risultata vincitrice con la silloge “L’Ambivalenza dell’Amore” Premio Vitruvio Le Muse 2025 presso Università del Salento Lecce. È risultata vincitrice con la menzione di merito della giuria con l’opera “Affetti Persi” Associazione Culturale Il Faro concorso nazionale Citta di Cologna Spiaggia; risultata vincitrice con la favola in filastrocche “La famiglia Punteggiatura” concorso la Botteguccia delle Favole Lucca. È stata inserita nell’antologia L’ora di Barga con l’opera “La Straniera”. Ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie dal titolo “La Geometria delle Solitudini” Aletti Editore, ottenendo un buon riscontro di critica in diverse testate giornalistiche. È risultata finalista tra le migliori opere del premio internazionale Mario Luzi con la silloge PerditaAmoreMistero e relativo Attestato di Benemerenza nella Repubblica Italiana. Espone nella rassegna di arte contemporanea “Paragoni Artistici: Creatività Senza Confronto” nella storica Galleria Arianna Sartori (Mantova) con le due opere “La Rabbia” e “Il Dubbio”.
Paolo Iantaffi
È nato a Terni nel 1956, vive e lavora a Bergamo. Medico e pittore partecipa da qualche anno a varie rassegne d’arte. 2017 - Perugia, collettiva “soul in the art”, Ipso Art Gallery. 2018 - Roma, spazio WeGil omaggio a Gioacchino Rossini a cura di Il Sextante. 2019 - Terni, Museo Diocesano e Capitolare, collettiva d’arte contemporanea. 2022 - Roma, Galleria Contesa Arte. Firenze, Roccart Gallery, collettive a cura di Elisa Bergamino. 2023 - Venezia, Palazzo Priuli Bon, mostra d’arte contemporanea, a cura di Elisa Bergamino.
Maria Ausiliatrice Laterza
Nata a Susa, vive e lavora a Torino e a Meana di Susa. È stata allieva di Mauro Chessa, Pietro Martina e Sergio Saroni. Laureata in architettura. Insegnante di Disegno e Storia dell’Arte. Tra i lavori didattici: Come eravamo. Come siamo (1995), analisi storico-urbanistica del territorio Torino-nord; Scopriamo il Museo, per quale Museo? (1998), pubblicato in Arte e Museo, a cura di Laura Borello (Irre Piemonte, Torino 2002). Policromia (2000); Memoria al muro (2001); Il colore del tempo (2002), progetti proposti e curati dal Dip. Ed. Museo d’Arte Contemporanea Castello di Rivoli. Figure di donne, Arte fantastica, I luoghi degli artisti (2006), percorsi tematici pubblicati dalla Casa Editrice Il Capitello. L’attività artistica, ripresa agli inizi degli anni Novanta, si sviluppa nel disegno e nella pittura di luoghi familiari e di ritratti. Nel 2006 le prime Scatole di luce, opere tridimensionali che includono pittura, disegno e una grande varietà di materiali. In tecnica mista è la grande opera itinerante Presepio dall’Arte - Citazioni furtive da artisti del medioevo (2001), realizzazione materica della natività-maternità. Tra il 2001 e il 2015 l’opera è installata in vari luoghi di Torino e Provincia. Collabora con disegni per “Torino Leggendaria” (Roma 2003). Per ITALIA 150 illustra la favola di bambole e di sogni - magie a Torino Capitale, pubblicata nel 2010 (Casa editrice Alzani, Pinerolo). La favola è presentata in forma di spettacolo musicale a Palazzo Cisterna, Torino), alla libreria Feltrinelli e al Salone del Libro (Torino), al Teatro Lux (Rivarolo Canavese), nello Spazio incontri delle Officine Grandi Riparazioni e alla Villa Tesoriera (Torino). Per Torino Capitale dello Sport 2015, illustra la favola Il piccolo maratoneta (Miraggi Edizioni Torino), presentata a Torino al Salone del libro, al Circolo dei lettori, all’Unione Industriale. Le illustrazioni delle due favole sono state esposte in diverse occasioni tra Torino e Provincia.
Massimo Masu
Nasce a Tempio Pausania il 3 Luglio 1974. La passione per la fotografia gli viene trasmessa dal padre, e che per lui diventerà ragione di vita. Nei suoi progetti fotografici racconta emozioni personali o interpreta situazioni che le modelle stesse vivono e si affidano a lui per raccontare un determinato momento della loro vita. La sua prima esposizione personale nel 2015 con “Metamorfosi”. Racconta, con l'aiuto di Giovanna Brigaglia, i cambiamenti che ognuno di noi vive durante le fasi di una giornata, che poi in realtà rappresentano la nostra intera esistenza. Il suo lavoro si caratterizza per la predilezione ad approfondire le sue “storie” con una seria ricerca e approfondita scelta dei personaggi. Da qui nascono quelli che possiamo definire cicli. Nel 2017 presenta “Le scelte”, storia di una ballerina, Erika Ponti, che dopo anni trascorsi a sognare di danzare. Nel 2018 “Gioconda” canzone dei Litfiba, con la presenza di Licia Bianco, che interpreta in modo esemplare la protagonista cantata da Piero Pelù, con lo scatto centrale mozzafiato che la ritrae con un cuore in mano. Nel Settembre 2018 espone il progetto su gli “Stati d'animo”, lavoro che lo vede impegnato per quasi due anni per la realizzazione. Non si può rappresentare il senso di colpa se non lo si prova, non puoi rappresentare l'insicurezza o lo smarrimento se non lo vivi”. Dal 2018 collabora con la Maxottantottoedizioni curando la veste grafica delle copertine dei libri. Nel 2019 realizza la veste grafica del Fulardo AmuRa, nato dall' incontro con l'artista Francesca Bellu e i suoi gioielli PaneOro. Nel Fulardo AmuRa, Massimo Masu prendendo dei particolari dei gioielli di Francesca, ha realizzato il prezioso Fulardo. Nel 2020 realizza il progetto de “Le donne di Vasco”. Nel 2021 partecipa, presso la Galleria ART.U' di Vicenza, a “Arte: rappresentazione di verità celate”, Mostra d'Arte contemporanea collettiva internazionale. Espone due opere con protagonista Lucia Merzari. Nel 2022 partecipa a Milano, presso la Galleria Spazio Porpora, a “SEGNO FORMA COLORE” Mostra d’arte contemporanea con “Gabri”. Nel Marzo la Dott.sa Anna Maria Bonavoglia, gli dedica una accurata critica sulle immagini del progetto" Le donne di Vasco". Nel Maggio Vasco Rossi condivide sulla sua storia di Instagram, (per la seconda volta), l'articolo de la Nuova sul Progetto " Le donne di Vasco" che dal 20 Maggio espone presso la Galleria Area Contesa Arte di Roma, in occasione di “Sussurri di speranza”. Presenta “Le donne di Vasco”, esponendo la sua “Sally”, realizzata con Stefania Attanasio. L’8 Luglio 2023 a Zocca , presso la Casa di Vasco Rossi, consegna direttamente all’artista il suo libro realizzato per il progetto “Le donne di Vasco”, la cui copia è ora nelle mani di chi ha ispirato il progetto stesso attraverso le sue canzoni. Si chiude così un cerchio iniziato qualche anno prima. Dall’ottobre 2023 collabora con Massimiliano Avesani, alla realizzazione a quattro mani di un’opera dell'Avesani, un quadro raffigurante una ragazza con le ali da farfalla, ispirata ad uno scatto di Masu alla modella Gioia Cassitta. Dall'omicidio di Giulia Cecchettin del Novembre 2023, nasce il progetto dal titolo “Mai più”, dal bisogno di concretizzare ciò una donna vive negli ultimi momenti della sua vita, quando il suo carnefice ha deciso del suo destino. L’opera è presentata nel 2024 alla Galleria Stazio 44 a Torino, a “Simboli-Segni-Sogni", a cura di Elisa Bergamino e Christian Humouda, uno scatto selezionato dal Progetto “Mai Più”, realizzato con la modella Martina Sotgiu. Nel Maggio 2024, presso il Palazzo Maffei Marescotti – Galleria la Pigna – Città del Vaticano, prende parte alla Mostra collettiva “Simboli Segni Sogni” (presentazione a cura del Critico d’arte e giornalista Christian Humouda, evento organizzato in collaborazione con la Dott.ssa Elisa Bergamino, Direttore Artistico). Le opere del progetto “Mai più”, sono state esposte nel Novembre 2025 presso il Liceo Dettori di Tempio Pausania; e presso l'Istituto Tecnico Don Gavino Pes. Si ripete, dopo pochi giorni, l'esperienza con i giovani di un altro liceo cittadino, grazie al Patrocinio del Comune di Tempio Pausania, all' Assessora Monica Liguori, alla Prof.ssa Sara Cossu e al Prof. Antonio Demontis.
Beatrice Mattei
Comincia a praticare la pittura e ad interessarsi all’arte fin dalla giovane età. Dopo svariati percorsi formativi, la sua attività espositiva inizia nel 1989, con mostre personali e collettive in diverse città italiane e all’estero. Recentemente è stata inserita nell’ Atlante dell’ Arte contemporanea 2024 della Start Group Corporate the Metropolitan Museum of Art Ed. Giunti. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Attualmente opera su matrice fotografica con successivi interventi di pittura e scrittura. Pennellate veloci, colature ed altri effetti creano un contesto informale in cui l’immagine fotografica si fonde perfettamente. L’immagine della donna, tra effetti di abrasione e parziali coperture di colore, arriva ad essere sovrascritta da testi non perfettamente leggibili, e forse proprio per questo capaci di evocare un senso di mistero.
Silva Nironi
Ha conseguito Laurea Magistrale (110/110) presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna nel Corso di Pittura di Concetto Pozzati. La sua ricerca artistica si è incentrata sul paesaggio in uno stile semi-astratto dove viene enfatizzato il processo creativo, il gesto e la materia pittorica facendo prevalere l’energia e il movimento fisico sulla tela, lasciando ampio spazio all’interpretazione personale e emotiva.
Elisa Politi
Nasce il 25 aprile 1983 a Lima (Perù). Le sue opere sono realizzate principalmente grafite, carboncino, pastelli e colori ad olio. -Spiccato è in lei fin dall’infanzia l’interesse e l’amore per il disegno. Negli anni successivi, nonostante scelga un percorso scolastico dal mondo artistico, ha modo di seguire corsi privati di pittura e approfondire personalmente le diverse tecniche di pittura e disegno. Ora risiede nel Veronese dove continua il suo percorso artistico con grande riconoscimento e apprezzamento del pubblico. Prima classificata al concorso "viaggio nelle emozioni" con l'opera "Butterfly" Terrazzo, 2019. Seconda classificata al Premio “Senatore Cappelli” 2019, San Demetrio de' Vestini. Finalista selezionata per la mostra concorso Premio Palladio 2019, dal 16 al 23 marzo. Mostra collettiva “Ritratto di donna” a cura di Barbara Ghisi dal 3 al 22 marzo 2018, Modena. Esposizione artistica “Donna, libertà d’essere” dal 10 all’8 giugno 2017. Asta a Palazzo della gran Guardia, artisti di Verona “Omaggio ad Angelo dall’Oca”, 22 novembre 2016. “Arte a Palazzo” Galleria Farini, Bologna dal 19 al 31 marzo 2016.- Rassegna d'arte contemporanea "L'Eden dell'arte", a cura di Elisa Bergamino presso Roccart Gallery Firenze dal 17 al 30 settembre 2022. Rassegna d'arte contemporanea "Intimi segreti dell'anima", a cura di Elisa Bergamino presso Galleria ART.U' Vicenza, dal 12 al 22 gennaio 2023. Rassegna d’arte contemporanea “Simboli, Sogni, Segni”.
Ambretta Rossi
È nata a Cremona il 20/11/1946. Vive e lavora a Torino. Da sempre interessata a molti generi di creazione artistica e artigianale, ha approfondito la pittura ad acquerello che sente particolarmente consona al suo temperamento, ma utilizza anche le tecniche del carboncino e dei gessi. Ha frequentato in passato i corsi di Pinetta Gramola. Dal 2000 ha seguito i corsi di acquerello della pittrice Luciana Bey e i corsi del maestro Lo Balzo. Nel 2018 ha seguito uno stage del maestro William Tode e nel 2022 uno stage con l'acquerellista Ekaterina Maltseva. Ha fatto parte di alcuni gruppi di artisti come Il Cavalletto e “Cultura no stop”: Attualmente è membro dell’associazione “Gli Amici dell’Arte” di Pianezza (TO) di “Go Art Factory” e " Piemonte artistico e culturale". Partecipa regolarmente alle mostre e iniziative della fondazione “Effetto Arte” di Sandro Serradifalco. Ha partecipato a numerosi concorsi, estemporanee e collettive anche all'estero. Internazionale Bologna 2020. Ha esposto in cinque personali: a Pianezza (TO) nel 2017, a Torino nel 2018, nel 2020, nel 2021 e nel 2022. Alcune sue opere sono inserite nell’Annuario Artisti ’19, ’20, '22 e '23 di Mondadori.
Irene Sarzi Amadè
Disegnatrice e Stilista di Moda. Utilizzando la conoscenza tecnica unita ad una grande creatività, realizza abiti e cappelli d’alta Moda usando materiali di riciclo: lattine, carta, plastica, rete per i lavori in corso. Ecc. Formando così delle Installazioni di Arte Contemporanea Con Le Quali Partecipa Mostre d’Arte. Ultime Partecipazioni: Artisti 2022 Annuario Di Arte Contemporanea, Testi di Luca Beatrice, Angelo Crispi, Sandro Serredifalco, Vittorio Sgarbi. Tour Biennale Usa: Tour di Arte Contemporanea In quattro tappe: 1 Washington Dc Capitol Hill (24novembre2023); 2 Miami - Spectrum Miami (6-I2 2023); 3 Los Angeles - La Convention Center West Hall (2024); 4 New York - Artexpo Pier 36 In Manhattan (2024). Roma “Premio Capitolium” 2025 – Arte In Cammino Presidente ANGEL.
Antonio Scarpelli
Nato a San Pietro in Guarano (CS) il 28/03/1958, ha frequentato l'Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino. Il suo percorso artistico basato su uno studio approfondito delle tessiture cromatiche dei grandi maestri del passato, rendono, il gioco di sovrapposizioni e trasparenze tonali elemento portante delle sue opere. Per dedicarsi poi con attenzione allo studio del colore attraverso l’opera di Cézanne. Ha partecipato a numerose esposizioni collettive e personali in diverse gallerie e musei in Italia e all’estero. Nell’anno 2022 è stato insignito della targa di Ospite illustre in campo artistico a Las Tunas (Cuba).
Maurizio Setti
È nato a Castelfranco Emilia (Mo), nel 1950. Espone dal 1979. Il collage è stato la molla, già nel 1975. Poi il segno: la matita, le matite pastellate. Il colore, la tempera, le tecniche miste. Tecniche miste che si inspessiscono. La materia diventa rilievo ed in alcuni casi, scultura. Dal 1997 al 2005 fonda il gruppo “Edonè” Poi il figurativo, le chiese romaniche e il tema della musica.
Sandra Trabacchi
Di origine piacentina, vive e lavora a Varese, dove ha avuto l'opportunità di accostarsi alla pittura frequentando da allieva gli studi di due illustri maestri: Leo Spaventa Filippi e Pier Luigi Talamoni. Qui studia la natura morta, il paesaggio e la figura. Fa parte dell'associazione “Artisti Indipendenti” di Varese dal 1991 che organizza vari eventi artistici a Varese e provincia. Nel 2019 ha partecipato alla 58° Esposizione Internazionale d’arte-La Biennale di Venezia. Numerose sono le recensioni critiche firmate L. Schiroli, L. S. Filippi, Luciano Carini, P. Sidoli, F. Bianchi, F. B. Negri e Gastone Ranieri Indoni.
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