INVISIBLE CONNECTION Armonie Possibili Katja Juhola
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INVISIBLE CONNECTION Armonie Possibili Katja Juhola
Comunicato
Katja Juhola INVISIBLE CONNECTION
Armonie Possibili
Katja Juhola presenta una serie di opere di grande formato, che invitano alla contemplazione delle antiche foreste, culturalmente risonanti, della Finlandia nordoccidentale. Non si tratta di semplici paesaggi; sono portali verso una dimensione nascosta – la rete vitale e sotterranea dei funghi micorrizici e delle forme di vita simbiotiche che legano la foresta in una comunità senziente. Questa trama intricata, spesso invisibile all’occhio umano, diventa la metafora centrale e la rivelazione visiva all’interno di queste opere evocative.
Le opere nascono da luoghi di profonda significanza: aree forestali protette nella Finlandia nordoccidentale, storicamente utilizzate come pascoli estivi per il bestiame. Sono paesaggi stratificati da secoli di sottile interazione uomo-natura, luoghi che l’artista ha a lungo vissuto come regni di magia profonda, quasi sacra. Questa essenza viene catturata e ricostruita attraverso un processo artistico meticolosamente sviluppato e multilivello, che rispecchia la complessità stratificata della foresta stessa:
Terra Dipinta: Il viaggio comincia sulla tela con uno strato fondativo di pittura acrilica. Questo stabilisce l’atmosfera – la luce filtrata, le ombre profonde, le tonalità terrose e ricche del suolo, il senso di antica quiete.
Memoria Incisa (Veli Traslucidi): Su questo fondo dipinto vengono accuratamente applicate sottili stampe fotografiche su un sottile cotone. Provenienti direttamente dai boschi finlandesi cari all’artista, queste stampe catturano frammenti intimi di realtà: la trama intricata della corteccia, la morbidezza vellutata del muschio, la forza nodosa delle radici, il gioco etereo della luce solare filtrata dalle foglie. La trasparenza del cotone permette allo strato pittorico sottostante di emergere e interagire con l’immagine fotografica. Ne nasce un dialogo dinamico tra la mano dell’artista e la foresta catturata, metafora visiva degli strati intrecciati di percezione, memoria e realtà.
Veli di Colore (Sintesi): Ulteriori strati di pittura acrilica e a olio vengono poi applicati. Velature traslucide e pennellate materiche intrecciano gli elementi fotografici con la base dipinta, dissolvendo i confini netti. La rappresentazione si fonde con l’astrazione; il dettaglio documentario della fotografia si unisce all’espressione emotiva della pennellata, riecheggiando la fusione naturale tra tangibile e misterioso che caratterizza la foresta.
Rivelazione nella Luce (Il Risveglio della Rete Nascosta): Lo strato finale incorpora pittura reattiva ai raggi UV. Sotto specifica luce ultravioletta (blu), questo strato subisce una trasformazione magica. Emergono forme luminescenti – fili brillanti, nodi radiosi, trame nascoste – che rendono visibili le reti micorriziche e l’energia vibrante della vita interconnessa della foresta. Questo mutamento spettacolare incarna il cuore della mostra: la rivelazione delle connessioni vitali e invisibili che sostengono il tutto.
Ogni opera è incorniciata in uno dei tre distinti toni di tessuto verde, una scelta che radica consapevolmente i pezzi nella palette organica del loro soggetto, rafforzando la sensazione che la foresta si estenda fino ad abbracciare lo spettatore.
Questo corpus di opere trascende la pittura paesaggistica tradizionale, collocandosi con decisione all’interno dei discorsi critici sul Postumanesimo e sull’Antropocene. Ispirata alla rete micorrizica – una forma di intelligenza decentralizzata, collaborativa e antichissima, che precede e sostiene l’esistenza umana – Katja Juhola sfida deliberatamente le visioni antropocentriche. La foresta non è presentata come risorsa passiva o scenografia pittoresca, ma come comunità attiva, complessa e profondamente interconnessa. L’essere umano è posizionato come partecipe di questa rete, non come suo padrone.
Il contesto storico specifico del luogo – un’area protetta, modellata da una convivenza stagionale a basso impatto tra uomo, animali e foresta – funge da contrappunto eloquente alle dinamiche predatorie tipiche dell’epoca dell’Antropocene. Sussurra di armonie possibili, oggi oscurate da un diffuso squilibrio ecologico. Lo stesso processo artistico rafforza questa prospettiva concettuale: la trasparenza della pittura che affiora sotto la fotografia e la drammatica rivelazione sotto la luce UV sono potenti metafore. Esigono un cambiamento di sguardo, spingendoci a sviluppare nuovi modi di percepire e comprendere il nostro profondo intreccio con – e la nostra responsabilità verso – il pianeta vivente. La luce UV, in senso quasi letterale, illumina le connessioni nascoste che troppo spesso ignoriamo.
Katja Juhola offre più di semplici rappresentazioni visive; crea esperienze sensoriali immersive. Queste opere sono meditazioni sulla profondità, sulla memoria e sull’interconnessione. Invitano lo spettatore a guardare oltre, a percepire al di là della superficie, a sentire il brulichio della rete luminosa e nascosta della foresta. Così facendo, ci spingono a rivalutare il nostro posto all’interno dell’immenso, fragile e meraviglioso arazzo della vita sulla Terra.
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