LOBODILATTICE

Ripensare l’antico attraverso l’arte contemporanea

Inaugura

Giovedì, 28 Maggio, 2026 - 18:00

Presso

Fondazione Luigi Rovati
MIlano, Corso Venezia 52

Partecipa

Marco Maria Zanin

Fino a

Domenica, 28 Giugno, 2026 - 19:30

Ripensare l’antico attraverso l’arte contemporanea

Comunicato

ipensare l’antico attraverso l’arte contemporanea
Acacia. Marco Maria Zanin nel Museo Gaetano Chierici di Paletnologia

 

Giovedì 28 maggio ore 18.00
Fondazione Luigi Rovati

Ingresso gratuito, consigliata la prenotazione

COMUNICATO STAMPA
 

Giovedì 28 maggio alle ore 18.00 la Fondazione Luigi Rovati ospita un confronto tra Giovanna Forlanelli, presidente della Fondazione Luigi Rovati, e Alessandro Gazzotti e Giada Pellegrini, curatori dei Musei Civici di Reggio Emilia, a proposito delle esperienze di contaminazione tra antico e contemporaneo. Durante l’incontro dialogheranno con l’artista Irene Biolchini, curatrice, e Marco Scotini, critico d’arte e curatore. 

Con l’occasione sarà presentato il catalogo del progetto vincitore del PAC2024 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Acacia è l’intervento artistico di Marco Maria Zanin (Padova, 1983), risultato di un articolato processo di ricerca che intreccia arte contemporanea, archeologia e memoria. Il progetto nasce da una storia personale dell’artista: la perdita della sorella gemella prima della nascita, da lui chiamata, affettuosamente, Acacia. Attraverso un linguaggio visivo che intreccia scultura, fotografia, ceramica, bronzo, vetro e tessitura l’artista costruisce un corredo funebre contemporaneo, in cui i manufatti, realizzati in collaborazione con maestri artigiani selezionati con la Fondazione Cologni Dei Mestieri D'Arte, si relazionano con i reperti archeologici della collezione.  

Attraverso saggi critici e un’ampia sezione iconografica, e con i contributi di studiosi di rilievo internazionale, il volume, il cui progetto grafico è stato curato da Giulia Boccarossa, restituisce un percorso in cui l’arte diventa atto corale di rilettura del passato e di costruzione di futuro, mettendo in luce la metodologia di Zanin, fondata sull’incontro tra arte, antropologia e pratiche artigianali.