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In principio era il cielo | Pierdonato Taccogna

Inaugura

Sabato, 16 Novembre, 2019 - 19:00

Presso

KōArt – Unconventional Place
via San Michele, 28 – Catania

A cura di

Aurelia Nicolosi

Partecipa

Pierdonato Taccogna

Fino a

Giovedì, 5 Dicembre, 2019 - 19:00

In principio era il cielo | Pierdonato Taccogna

Comunicato

In principio era il cielo | Pierdonato Taccogna

a cura di Aurelia Nicolosi

opening 16 novembre, ore 19.00

 

KōArt – Unconventional Place, via San Michele, 28 – Catania

16 novembre – 05 dicembre 2019

 

 

Il prossimo 16 novembre presso la galleria KōArt unconventional place di Catania, s’inaugura, In principio era il cielo, mostra personale di Pierdonato Taccogna nata da un’idea del curatore Giuseppe Carli e curata in questa sua versione catanese, successiva a quella palermitana, da Aurelia Nicolosi.

La mostra visitabile fino al 5 dicembre è realizzata in collaborazione con il Centro d'arte Raffaello di Palermo.

 

La poetica di Pierdonato Taccogna si avvale di due elementi fondamentali la “luce” e la “materia”.

La prima viene trattata quasi come un'ossessione poiché scaturisce da una particolare esperienza dell'artista, vissuta nel 2005, che lo ha portato ad indagare il mondo fuori dal reale, ricercando quei bagliori e quelle evanescenze tipiche della sfera subconscia e vivendo in prima e in terza persona visioni comprensive di suoni e profumi, quasi come se fossero dei flash ultraterreni. Mentre l'attrazione per la materia comincia dalla preparazione del telaio, sino all'ultimo strato di vernice. Taccogna non utilizza colori o altri materiali industriali, tutto è preparato nel suo atelier seguendo le antiche ricette artistiche, e continuando il lavoro di studio e di sperimentazione delle tecniche pittoriche. Il suo vivo interesse verso le “particelle” l’hanno portato ad indagare il cosmo, partendo dallo studio della struttura materiale e le leggi che regolano l'universo concepito come un insieme ordinato, in riferimento allo spazio, al tempo e alla materia.

 

La mostra indaga il legame esistente tra l’uomo, il mondo terrestre e l’universo e lo fa con il linguaggio della scienza e dell’arte contemporanea, discipline votate alla ricerca della bellezza e dell’armonia, intrinseca ed estrinseca, della Natura. Sia la scienza che l’arte, infatti, per le loro ricerche sul senso ultimo dell’essenza e dell’esistenza utilizzano una metodologia precisa, puntuale e mai improvvisata. L’artista con estrema cura e precisione osserva, scruta il mondo attorno a lui e dentro di lui, fino a trovare quella perfetta alchimia che trasforma la ricerca in poesia.

 

«Nell’opera di Pierdonato Taccogna - spiega la curatrice Aurelia Nicolosi - rivediamo Turner, Monet, Seurat, Signac, Van Gogh cioè tutti quei pittori in cui la luce e il colore sono diventati parti fondamentali della loro vita e della loro sperimentazione. Sospesi tra passato e presente, i suoi telai sono costruiti sapientemente a mano e i suoi colori sono frutto di una preparazione artigianale antica che recupera i principi della chimica e la proprietà degli elementi. Le sue sono visioni dense di materia, di polveri e di stupore di fronte a fenomeni incommensurabili che l’uomo tenta inutilmente di decifrare. Assieme a lui non ci resta che contemplare la meraviglia e rimanere attoniti di fronte all’esplosione dell’Universo, raccontata con quella passione che solo un vero artista riesce a trasmettere.

E se Galileo per la prima volta puntò un cannocchiale verso il cielo, così Pierdonato, al pari del famoso scienziato, sfida gli stereotipi comuni e le false verità, incantando il pubblico con il suo racconto visivo in cui la volta celeste assume un aspetto sacrale, degno dell’eternità. La sua curiosità lo spinge lontano e nessun buco nero all’orizzonte potrà minacciarne la rotta e il declino».

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