Oscar Piovosi. Volti dell'Effimero
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Oscar Piovosi. Volti dell'Effimero
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La Galleria Arianna Sartori di Mantova, nella sala di via Cappello 17, presenta una nuova mostra dell’Artista Oscar Piovosi intitolata “Volti dell’Effimero”.
La mostra si inaugura Sabato 7 febbraio alle ore 17.00 alla presenza dell’Artista.
La personale, curata da Arianna Sartori, rimane aperta al pubblico fino al 19 febbraio 2026, con orario dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30, Domenica chiuso.
Informazioni: Tel. 0376.324260 – info@ariannasartori.eu
“Siamo tutti maschere, quando la laguna si specchia nel cielo” (Tiziano Scarpa)
In “Volti dell’Effimero”, Piovosi cattura l’essenza ambivalente del Carnevale di Venezia, un’antica celebrazione nata dalla vittoria della Repubblica nel 1162 e codificata come festa pubblica nel 1296. Le sue opere esplorano quel tempo sospeso, originariamente di sei settimane, in cui sontuose maschere celano identità svelando storie di potere, seduzione e mistero.
Attraverso una palette ricca di oro, cremisi e neri profondi – alternati a tocchi di azzurro lagunare – stesi su carta fatta a mano o su tela con colori ad olio, l’artista immortala l’opulenza barocca, stile che a Venezia divenne espressione scenografica di un’epoca in cui “il Carnevale occupava gran parte dell’anno”. Nei dipinti, il dualismo tra apparenza e verità si materializza nei volti enigmatici della Bauta, che garantiva l’anonimato più assoluto, o della sensuale Colombina.
La serie non celebra solo l’estetica, ma interroga lo spettatore sul concetto di identità, riflettendo sullo scopo originario della maschera: rendere tutti uguali, al di là della classe sociale. Cosa si nasconde dietro un sorriso dorato? La maschera è liberazione o prigione? Il dipinto dedicato al Volo dell’Angelo, lo spettacolo che inaugura i festeggiamenti odierni, suggerisce una possibile risposta: è un atto di trasfigurazione e bellezza in caduta libera.
Un omaggio alla Venezia eterna, sospesa tra passato splendente e presente fragile, e all’arte dei “maschereri”, custodi di una tradizione secolare che, con la caduta della Serenissima nel 1797, ebbe un progressivo declino ritrovando poi nel 1979/1980 il suo spirito come grande evento organizzato con il coinvolgimento del Comune, delle associazioni culturali e del mondo dello spettacolo.
Oscar Piovosi nasce a San Polo d’Enza (RE) nel 1944, vive e lavora a Reggio Emilia.
La sua formazione inizia in uno studio fotografico, dove sviluppa un’attenzione particolare per la composizione e la cattura di istanti fugaci. Successivamente, lavora con ceramica artistica (1960-1975), acquisendo una sensibilità per la materia e la forma. Autodidatta, inizia a dipingere nel 1974, concentrandosi sulla figura umana. Dopo una pausa forzata dal 1982 al 2006 per impegni lavorativi, riprende l’attività artistica con rinnovato vigore, esponendo in mostre personali e collettive a partire dal 2009.
La sua arte è un viaggio introspettivo tra realtà e metafisica, caratterizzato da una profonda riflessione sulla condizione umana e sui paradossi della società contemporanea. Attraverso una pittura figurativa ricca di simbolismi e tensioni emotive, Piovosi esplora temi come l’alienazione, il viaggio interiore, e i «non luoghi», creando opere che oscillano tra l’oggettività e l’emotività personale.
Piovosi ama raccogliere, per poi trasferire su tela, frammenti di vita abituale suddividendoli in cicli tematici che esplorano temi profondi legati al viaggio, alla tecnologia e alla critica sociale, frequentemente intrecciati con una riflessione metafisica sul quotidiano. Le sue tele, realizzate principalmente ad olio e ad acrilico, si sviluppano in serie pittoriche spesso dialoganti tra loro, tra le quali spiccano le più recenti: ViaggiaMente; Phone and; Up, in viaggio con loro; Ground; Tasmania; Volti dell’Effimero; 1000Miglia.
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