"Immagina una gioia", mostra personale di Raffaele Santillo
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"Immagina una gioia", mostra personale di Raffaele Santillo
Comunicato
Raffaele Santillo
Immagina una gioia
Opening 21 febbraio ore 17
Dal 21 febbraio al 10 aprile
Ceravento, Pescara
Ceravento è lieta di presentare la personale di Raffaele Santillo Immagina una gioia. La mostra è costituita da una ventina di recenti dipinti su tela, che spaziano dalla piccola alla grande dimensione, ed è accompagnata da un testo critico di Daniele Capra. L’opening si terrà sabato 21 febbraio alle ore 17, alla presenza dell’artista, e la mostra sarà poi visibile fino al 10 aprile, da martedì a venerdì dalle ore 15 alle 19 o il sabato su appuntamento.
Immagina una gioia è il racconto per immagini che Santillo fa dell’attesa di una gioia, di uno spazio di piacere in cui è possibile stare in serenità, senza che la leggerezza sia turbata da agitazione, inquietudini o ansie che conducono altrove. La gioia è una condizione che si manifesta in situazioni semplici e inattese, e nella possibilità, oggi sempre più rara, di godere il piacere di stare insieme. L’artista nei suoi dipinti evoca questi momenti attraverso una pittura essenziale e liquida, in cui la figura umana pare quasi essere un’emanazione nel paesaggio, sia naturale che antropico. Il disegno è sintetico, le forme e le anatomie sono morbide e solo delicatamente suggerite, mentre i colori sono scarichi, a tratti quasi lattiginosi.
I lavori di Santillo sono popolati di persone che stanno insieme, galleggiano nell’acqua, parlano su una panchina, camminano in un bosco, si fermano davanti al mare fuori stagione, osservano la luna. Nelle tele non avviene nulla di eccezionale o fuori dall’ordinario, ma proprio per questo accade qualcosa di vero di cui si avverte intensamente l’autenticità. In un presente in cui tutto sembra correre ininterrottamente e mostrare il proprio peso insostenibile, i suoi dipinti aprono emotivamente a un tempo diverso: più lento, più caldo, più umano. Le sue opere infatti accompagnano l’osservatore dentro un tempo sospeso, fragile e prezioso, che chi guarda ha conosciuto, ma è forse conscio di aver irrimediabilmente perso.
Le opere dell’artista, come scrive Daniele Capra nel testo per la mostra, “sono dei frammenti che mettono in relazione il fatto narrato con l’immaginario di chi guarda, innescando una forma di autoriconoscimento emotivo. Nei quadri la descrizione è sommaria e asciutta, ed è dotata di un’inattesa densità dovuta proprio a ciò che è assente, a ciò che l’immagine volontariamente non mostra, che spetta all’osservatore ricostruire visivamente. Come in un racconto di Raymond Carver, Santillo sintetizza, distilla o tace i dettagli. Il potenziale narrativo si manifesta così in forma minimale attraverso dei piccoli elementi finzionali disseminati nel dipinto, suggestioni che vanno poi ricostruite e ordinate nella calma di una contemplazione lenta, silenziosa e ansiolitica”.
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