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COLORE INTERIORE: mappe cromatiche dell’evoluzione personale

Inaugura

Sabato, 11 Ottobre, 2025 - 18:30
Via Gaudenzio Ferrari 7 | Via Gorani 5

A cura di

Livia Ruberti

Partecipa

Giuseppina Fancellu

Fino a

Sabato, 15 Novembre, 2025 - 12:00

COLORE INTERIORE: mappe cromatiche dell’evoluzione personale

Comunicato

GIUSEPPINA FANCELLU

COLORE INTERIORE: mappe cromatiche dell’evoluzione personale

11 e 12 ottobre 2025 | Via Gaudenzio Ferrari 7, Milano

dal 13 ottobre al 15 novembre 2025 | Balticbar Via Gorani 5, Milano

 

L’11 e il 12 ottobre 2025, gli spazi espositivi di via Gaudenzio Ferrari 7 a Milano ospitano Colore Interiore: mappe cromatiche dell’evoluzione personale, mostra dell’artista Giuseppina Fancellu. Un titolo che racchiude il senso profondo di questo percorso visivo e introspettivo: una mappa intima che si snoda su due nuclei principali di opere, distinti nel linguaggio e nel tono, ma profondamente interconnessi, capaci di esplorare la condizione umana con sguardo lucido e visionario attraverso l’uso dei colori ad olio.

Il primo gruppo di opere è rappresentato dalla serie Le Stanze, composta da quattro tele dipinte in contemporanea, influenzate da una matrice surrealista. Qui Fancellu affronta, con delicatezza e intensità allo stesso tempo, l’esperienza vissuta da vicino del disturbo bipolare: la percezione distorta della realtà, il senso di sopraffazione emotiva, il disagio fisico e psicologico, il rifiuto di sé. Ogni Stanza cattura, come un fermo immagine emotivo, l’interpretazione che l’artista dà delle percezioni alterate legate al bipolarismo, dove l’elemento ricorrente della porta diventa simbolo di una possibile, ma spesso irraggiungibile, via di fuga. Il colore, in questa fase, si fa denso e le sfumature sono quasi imprigionate, restituendo visivamente il peso dell’esperienza.

A questo primo momento, oscuro e potente, segue un secondo filone di opere focalizzato sui soggetti, e non più sul contesto, che lascia spazio a un’estetica dai toni più vividi e talvolta a richiami pop. La riflessione si sposta sulla pluralità dell’identità: l’immagine dell’individuo è moltiplicata, i profili si sovrappongono e gli ambienti si sdoppiano, rendendo difficile la messa a fuoco univoca del soggetto e spingendo l’osservatore a interrogarsi sulla natura sfuggente del sé. Questo sarà il nucleo di opere su cui sarà focalizzato il proseguimento dell’esposizione all’interno degli spazi del Balticbar. 

La mostra si propone non solo come esposizione artistica, ma come spazio di riflessione e risonanza emotiva, in cui l’arte si fa linguaggio per raccontare ciò che spesso resta invisibile.

Testo di Livia Ruberti

 

 

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