Stefano Arienti. Europa Libera
il 2 Ago

Dep Art Out è lieta di presentare Europa Libera, il nuovo intervento site-specific di Stefano Arienti, concepito appositamente per il trullo di Ceglie Messapica, a cura di Carmelo Cipriani.
Da oltre trent’anni Stefano Arienti sviluppa una ricerca che mette in relazione immagine, materia e territorio, attraverso gesti essenziali di raccolta, trasformazione e ricomposizione. La sua pratica si fonda sulla capacità di rivelare il potenziale poetico di materiali ordinari e di elementi naturali, facendo emergere connessioni inattese tra esperienza e rappresentazione. Carte geografiche, paesaggi, fenomeni naturali, memorie dei luoghi e immagini della cultura visiva vengono continuamente reinterpretati, dando origine a opere in cui non solo il risultato visivo ma lo stesso processo di costruzione diventa uno strumento collettivo di confronto e conoscenza.
Per Dep Art Out, Arienti realizza una monumentale mappa politica dell’Europa utilizzando esclusivamente materiali raccolti nel terreno circostante il trullo. Pietre e altri elementi naturali vengono ricomposti in un grande disegno percorribile dal pubblico, trasformando il suolo in un’immagine. L’opera è pensata come uno spazio da attraversare fisicamente, nel quale il visitatore entra letteralmente all’interno della geografia europea. Il disegno colloca simbolicamente la Puglia al centro della composizione, facendo coincidere il trullo con uno dei punti nevralgici della carta. Il luogo che ospita l’intervento diventa il fulcro stesso della rappresentazione, suggerendo un ribaltamento della prospettiva geografica: l’Europa è ripensata a partire da un luogo concreto, periferico solo in apparenza, storicamente affacciato sul Mediterraneo e naturalmente proiettato verso Oriente.
«L’intervento – sostiene il curatore Carmelo Cipriani – s’inserisce in una linea di ricerca che attraversa da anni il lavoro dell’artista: la costruzione di immagini complesse mediante l’accumulazione di elementi naturali o di recupero, capaci di conservare la propria identità pur contribuendo a una figura o struttura di valenza collettiva. Ne è un esempio Gocce, installazione site-specific realizzata nel Museo Nazionale di San Marino, in cui Arienti ha delineato la geografia d’Europa attraverso una moltitudine di vasetti di vetro. A Ceglie Messapica questa ricerca in cui il materiale non è mai un semplice mezzo espressivo, ma determina il significato stesso dell’immagine, trova una declinazione inedita. La pietra sostituisce il vetro, introducendo una dimensione geologica e storica profondamente radicata nel paesaggio pugliese. Sono le stesse pietre che, raccolte nei campi nel corso dei secoli, hanno dato forma ai muri a secco, ai terrazzamenti e ai trulli, trasformando un materiale naturale in un elemento identitario del territorio. La mappa dell’Europa nasce così dalla stessa materia che costruisce il paesaggio locale, mettendo in relazione la scala continentale con quella più intima e quotidiana della campagna murgiana. L’unico elemento cromatico adottato è l’azzurro, identificativo di mare e cielo, ma anche della bandiera europea. È una presenza minima ma decisiva, capace di unire la dimensione naturale del paesaggio con quella simbolica e istituzionale della costruzione europea. Il colore diventa così un segno di appartenenza, ma anche un invito a riflettere sul significato stesso dell’idea di Europa».
L’opera ha una connotazione apertamente politica. La carta geografica non viene utilizzata per affermare la stabilità dei confini, ma per interrogare il ruolo dell’Unione Europea nel presente. Arienti propone un’immagine del continente come spazio condiviso, fondato sulla responsabilità collettiva più che sull’appartenenza nazionale. L’intervento richiama il valore delle istituzioni sovranazionali come strumenti di cooperazione, di pace e di mediazione tra i popoli, contrapponendo la costruzione di una comunità politica solidale alla logica degli imperi e delle opposizioni geopolitiche. Più che disegnare una carta geografica, Stefano Arienti costruisce una geografia della materia, nella quale il paesaggio di Ceglie Messapica diventa il punto da cui ripensare l’Europa, la sua identità e il suo futuro.