ROCCO MICALE – SpiRituale/Digitale 1.0
dal 19 Giu al 19 Lug 2014
Nella ricerca di sempre nuove vie, Rocco Micale è approdato all'arte digitale. La sua modernità non va intesa nell'accezione 'futurista', bensì in una viscerale tendenza alla sintesi fra tradizione classica e nuove tecnologie, in una visione che ha superato il Modernismo, ma anche il Postmodernismo. Riferimenti unilaterali di Micale – e mantenuti ‘puri’ da infiltrazioni di altri mondi antichi – sono la ‘vera’ e ‘sola’ Classicità mediterranea ed il Medioevo arabo-normanno meridionale. Come per Lévi-Strauss, per Micale le coppie di opposti formano delle costanti universali e atemporali, che sottostanno all’interpretazione strutturale della realtà e alla formazione dei miti. L'artista non fa altro che impiegare questo linguaggio dei miti sub specie estetico-visiva digitale. Così, per quanto riguarda pure la reinterpretazione degli Arcani Maggiori dei Tarocchi, convertendoli dall'universo neoplatonico rinascimentale e da quello esoterico sette-ottocentesco a quello contemporaneo, in chiave psicologico-freudiana, nei risvolti di una riveduta grafica della Pop Art o nei richiami formali al fumetto, soprattutto giapponese. Egli non ha ancora rappresentato tutti gli Arcani Maggiori, ma solamente alcuni. Da qui il titolo "SpiRituale / Digitale": 'carte' simboliche dello spirito, conformi al senso del 'rito', rilette in chiave digitale, con l'aggiunta di quell’ "1.0." che, con il suo linguaggio desunto dai computer, indica che il 'sistema' non è assoluto, non rappresenta un punto definitivo di arrivo.
Opera classica e sperimentale: e, così, il mito torna a raccontare all'uomo di oggi tramite linguaggi digitali.
Testo critico: Gianpaolo Trotta
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