Relinquere, mostra personale di Leardo Sciacoviello
dal 21 Apr al 26 Apr 2016
LEARDO SCIACOVIELLO
PER
RELINQUERE
A cura di Virginia Monteverdi e Alice Belfiore
Centro Espositivo per le Arti Contemporanee SMS
San Michele degli Scalzi, Viale delle Piagge, Pisa
INAUGURAZIONE: giovedì 21 APRILE ore 18:00
Giovedì 21 aprile il Centro Espositivo SMS San Michele degli Scalzi inaugura Relinquere, una mostra personale dello scultore torinese Leardo Sciacoviello. Un progetto realizzato con il patrocinio del Comune di Pisa e i contributi della Sezione Soci Coop di Pisa e Insalateria, con la media partnership di Tuttomondo News.
La mostra dedicata a questo giovane scultore nasce da un primo apprezzamento estetico per la sua particolare opera pervasa di ironia e stravolti riferimenti iconografici alla tradizione figurativa cristiana, visti con un occhio di esecuzione pop. L’idea era quella di realizzare un’esposizione con opere non convenzionali, per far risvegliare nella città l’interesse per l’arte contemporanea e in particolare per i giovani artisti, portatori di uno stile ”underground” tra l’ironico e il grottesco, ma allo stesso tempo con opere di forte contenuto sociale, artistico e personale. Studiando l’opera di Leardo ci siamo rese conto che le sue sculture potevano essere trattate come reliquie, resti, scampoli di vite e fatti, elementi di residuo che allo stesso tempo indicano quanto sta accadendo nella nostra contemporaneità e nella nostra società, una società che si nutre di immagini e immaginari per poi consumarli e demolirli. Leardo ci ha fornito cosa a suo giudizio è rimasto, e noi abbiamo deciso di metterlo in mostra.
La mostra, prima personale dell’artista, vuole concentrarsi sul concetto di rimanenza mista a devozione, facendo scivolare il concetto originario di reliquia cristiana in un contesto laico, contemporaneo, ironico e pop, lavorando sulla produzione dell’artista che affronta la demistificazione del religioso, declinando nelle sue opere alcuni problemi della contemporaneità con cui invita lo spettatore a scontrarsi. Nelle sue opere Leardo si sofferma sulla transizione tra spazi pubblici e privati, concentrandosi in particolare su come noi assimiliamo le informazioni dalla sfera pubblica, dai giornali e da internet, per poi riversarle nelle nostre vite private. Nelle sue opere si ride, si sorride, si pensa e si riflette sulla contemporaneità e sui prodotti dell’uomo. Chi eravamo? Chi siamo? In cosa crediamo? Dove andremo? Leardo ce lo comunica attraverso immagini iconiche e icone della nostra cultura come quella di Topolino, usata dall’artista come elemento di transizione e di passaggio, che sopravvive nelle sue opere come un avanzo dopo un pasto abbondante. L’artista indaga i fatti di cronaca e le problematiche ambientali del mondo moderno che vengono rese con un linguaggio diretto e talvolta agghiacciante, e forte nella sua opera è il richiamo agli ex voto e ai santini della cultura cattolica, cultura che l’artista si sente libero di rimaneggiare con forti dosi di ironia e blasfemia, cercando di scatenare nel pubblico domande e riflessioni, portando inevitabilmente l’osservatore a sentirsi in confidenza e straniato allo stesso tempo.