PREMIO DI PITTURA ESTEMPORANEA “LUCIA” I EDIZIONE
il 20 Sep

Il Gruppo di Lavoro istituito da LTM – Lecchese Turismo Manifestazioni ODV, in collaborazione con Bellati Editore, sotto l’alto Patrocinio di Fondazione Cariplo e Regione Lombardia ha dato vita alla I Edizione Premio di Pittura Estemporanea “Lucia”, inserito nella sezione: Produzione di Arti dal vivo (musica, teatro, danza, installazioni).
LTM ha partecipato al Bando Emblematici Maggiori di Fondazione Cariplo pensati per sostenere interventi di particolare rilevanza sociale e territoriale, in grado di generare valore nel tempo. Promosso da Fondazione Cariplo e cofinanziato da Regione Lombardia, il Bando sostiene progetti che mettono al centro l’occasione per i territori di fare sistema.
Tra gli interventi selezionati il Premio “Lucia” si colloca all’interno di una rilettura in chiave contemporanea del paesaggio lecchese illustrato nel romanzo di Alessandro Manzoni, I Promessi sposi.
La manifestazione andrà in scena per 3 anni consecutivi: 2026, 2027, 2028. Il concept sotteso sceglie di proporsi come espressione di un progetto che unisca Cultura, Formazione, Innovazione e Comunità.
In seguito il Premio continuerà il proprio viaggio in forma autonoma.
“Lucia” I Edizione ha luogo a Pescarenico, in Piazza Era, sul lungofiume. Questo antico villaggio di pescatori collocato sulla riva sinistra dell’Adda, è un luogo storico di rara bellezza se paragonato alla confusione e violenza urbana caratterizzante quasi tutte le città del mondo. Sempre più omologate e impersonali. Nela sua collocazione tra la maestà del monte Resegone e la placidità del fiume che si avvia verso Trezzo, Pescarenico è una perla manzoniana per eccellenza. L’unico posto di cui nel romanzo I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni si descrivono case, vicoli, persone.
Di qui partirono in fuga Lucia, Renzo e Agnese per sottrarsi alle malvagità di Don Rodrigo e al poco coraggio di Don Abbondio.
Oggi il Premio LUCIA ne celebra la sopravvivenza.
Il barcaiolo, puntando un remo alla proda, se ne staccò; afferrato poi l’altro remo, e vogando a due braccia, prese il largo, verso la spiaggia opposta. Non tirava un alito di vento; il lago giaceva liscio e piano, e sarebbe parso immobile, se non fosse stato il tremolare e l’ondeggiar leggiero della luna, che vi si specchiava da mezzo il cielo. S’udiva soltanto il fiotto morto e lento frangersi sulle ghiaie del lido, il gorgoglìo più lontano dell’acqua rotta tra le pile del ponte, e il tonfo misurato di que’ due remi, che tagliavano la superficie azzurra del lago, uscivano a un colpo grondanti, e si rituffavano. L’onda segata dalla barca, riunendosi dietro la poppa, segnava una striscia increspata, che s’andava allontanando dal lido.
Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi – Capitolo VIII (Milano, 1825/27)