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Conclusa

Parte Lesa

dal 6 Dic al 17 Dic 2017

La mappa è, per definizione, una ricostruzione grafica che seleziona solo alcuni elementi della realtà, quelli  utili alla volontà di controllo e dominio sull’oggetto rappresentato.

I lavori di Gianni Nieddu raccontano, come mappe, le geografie tracciate sui corpi da questa volontà. Il tratteggio delimita la scelta dei tagli e fornisce istruzioni al processo di macellazione in cui gli animali sono riconosciuti  parte lesa.

Nelle tele sembrerebbero agire due movimenti contrari. Sulla figura, accentramento e stilizzazione riducono l’animale alle caratteristiche essenziali della specie, privandolo del racconto di un qualche contrassegno particolare. Di contro, i tagli strappano l’immagine e generano con questa lesione disseminazione, dispersione. Il risultato è una sintesi in cui spinta centripeta e centrifuga non si annullano ma rimangono forze attive e complementari nella convivenza di carne e numeri.

La ricerca dell’equilibrio guida la rete di relazioni esterne ed interne alle opere. I lavori nascono in stretta  connessione  con la  storia dello spazio che li ospita e restituiscono la cifra quasi normativa che guida l’operazione del macello.  L’atmosfera asettica si serve sulle tele di una compostezza compositiva complessa, in cui l’apparenza accidentale e gettata di linee e denominazioni si rivela invece l’ossatura che sorregge l’intero impianto.

Il segno dell’autore lavora a una costante e misurata sottrazione di peso, senza per questo perdere di intensità. Nell’eccesso come nel vuoto, si muove leggero e tagliente, qualità vicine per familiarità all’ironia come alla poesia.