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Conclusa

Pane quotidiano | Maravee Therapy

dal 29 Gen al 28 Feb 2016

Verrà inaugurata venerdì 29 gennaio alle 18 alla Galleria Loggia Capodistria la quarta ed ultima tranche di Maravee Therapy – il progetto ideato, curato e diretto da Sabrina Zannier – che chiude l’intenso programma del festival iniziato a luglio 2015 a Pordenone con la preview di Claudia Contin Arlecchino e Ferruccio Merisi alla quale hanno fatto seguito gli eventi e le mostre al Castello di Susans di Majano con artisti del calibro di ORLAN e la personale di Carole Feuerman ospitata a Palazzo Elti di Gemona del Friuli (Ud) fino al 21 febbraio prossimo.
Intitolata Pane quotidiano, la mostra fotografica di Špela Volčič e Marko Lipuš curata da Majda Bozeglav Japelj avrà dunque il compito di accompagnare il pubblico di Maravee verso la conclusione della 14a edizione del festival prevista a febbraio con lo spettacolo teatrale La tempesta di Jaka Ivanc atteso al Gledališče Koper di Capodistria.

Alludendo al tema del cibo e alle sue molteplici interpretazioni, Pane quotidiano diviene    metafora del cibo necessario ma anche delle azioni quotidiane, quali lo sport e il movimento, che frequentemente scegliamo per perfezionare l'immagine del nostro corpo.
“Le sale della Galleria Loggia offriranno l'opportunità di presentare – così nelle parole della curatrice Majda Božeglav Japelj – nell’ambito della stessa mostra, le personali di due artisti, dove i ritratti compositi di Špela Volčič – in cui il dialogo tra l'effige della persona e la rappresentazione del pane avviene nel cortocircuito di quattro fermi immagine – fanno da contraltare al dinamismo teatrale che anima le fotografie »graffiate« di Marko Lipuš”.
Prosegue la curatrice Božeglav Japelj nel testo a catalogo: “nel progetto Panis Nostrum Volčič si confronta con il genere del ritratto, interpretato con semplicità, sincerità e ironia.… Sette ritratti di sette forme di pane, realizzati da altrettanti ragazzi provenienti da diverse nazioni Europee, tutti conviventi sotto lo stesso tetto a Milano, sono presentati nella duplice relazione fronte/retro, del pane e delle teste del suo creatore, affiancati dalla ricetta utilizzata. A variare sono le relazioni dell’impasto, che si ergono a metro di osservazione di differenti identità. Ogni immagine appare fissata in un fondale asettico, che spinge l'osservatore a cercare nei volti dei ragazzi somiglianze o discrepanze con le tracce, le »rughe« del pane, come se l'emotività degli individui fosse direttamente proporzionale alle caratteristiche del cibo prodotto”.
Di tutt’altra natura la serie fotografica Scratches Foothold and Breakout di Marko Lipuš  dove ad emergere è la perfezione dell’aspetto fisico dei corpi in movimento. Lipuš  sottolinea la curatrice Božeglav Japelj “presenta figure, gesti e oggetti in un perseverante gioco di incastri e accavallamenti tra segni, strappi, incisioni e geometrie tridimensionali che, introdotte tra i corpi danzanti, accentuano la volontà dell'artista di controllare le dinamiche dell'intera composizione. Attraverso la manipolazione dei gesti, dei segni e degli strappi, con i quali vengono alterati i movimenti dei danzatori, Lipuš traccia il passo di un sottile commento concettuale e visivo sulla quotidianità del movimento ginnico”.

In mostra alla Galleria Loggia Capodistria anche il video mapping ideato e prodotto da 46 studenti del Liceo Artistico Sello di Udine proiettato sulla facciata del Castello di Susans durante la vernice ufficiale di Maravee Therapy.
Costruito per offrire una sentita e creativa visione delle ossessioni contemporanee alla ricerca della perfezione tra scienza e modus vivendi, le immagini del video a tratti svelano – non senza una sottile ironia – anche i lati oscuri in cui la salute si perde nelle trame della mente. Nato come preview concettuale e visiva dell'intera rassegna, il video offrirà un’interessante chiave di lettura per contestualizzare le mostre allestite alla Galleria Loggia Capodistria all’interno del concept della 14a edizione del festival Maravee.

L’ultima parola del festival Maravee sarà affidata a La Tempesta, spettacolo teatrale previsto al Teatro di Capodistria firmato dal drammaturgo e regista Jaka Ivanc che metterà in scena un’inedita reinterpretazione del più breve testo drammatico di Shakespeare e il più poetico nel combinare elementi della tragedia, della commedia romantica e dell’incantesimo fiabesco. Tre aspetti che Maravee Therapy ha intrecciato più volte e in più linguaggi artistici rincorrendo l’ossessione per il corpo perfetto.

La Tempesta di Ivanc mette insieme due storie, due mondi, due dimensioni temporali. Dalla traduzione del testo shakespeariano – di Oton Župančič e Andrej Rozman Roza – affiora il dramma del duca milanese Prospero e della figlia adolescente Miranda, che dopo il naufragio si salvano dal disastro e riescono ad approdare su un’isola deserta. Ricostruito da un racconto popolare del luogo, entra in scena la storia del fantasma del teatro di Capodistria che, intrappolato fra le sue mura, come Ariel di Shakespeare (che ha provocato la tempesta e indispettito gli avversari di Prospero), si diverte con gli ignari autori dello spettacolo. Questo parallelo piano narrativo entra giocosamente nella storia shakespeariana con un’interpretazione in chiave documentaristica che, attraverso una videoregistrazione, la supporta, la commenta e la attualizza.

Non solo. L’intenzione è anche quella di rispondere a un interrogativo sospeso: “siamo ancora in grado di credere al teatro e di farci catturare dall’incantesimo dello spettacolo?”. La risposta affermativa non può che essere lasciata alle menti e alle mani degli artisti, entro il canovaccio del Festival Maravee, che nel titolo votato alla meraviglia promuove da sé l’orizzonte dell’arte che traduce la quotidianità in stra-ordinarietà.

Maravee Therapy è gestito dall’Associazione culturale Maravee, resa possibile grazie al sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia e dell’azienda Gervasoni, main sponsor del progetto, ai quali si affiancano i contributi del Comune di Gemona del Friuli e del Comune di Pordenone e le collaborazioni dell’Associazione Mittelfest, delle Obalne Galerije Piran, del Gledališče Koper, delle gallerie Michel Rein di Parigi, Prometeogallery di Milano, Aria Art Gallery di Firenze, della Scuola Sperimentale dell’Attore, dell’Associazione culturale Arearea e del Liceo Artistico Sello.