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Eventi · Perugia

Apre il 18 Sep

NICCHIE/NICHES

dal 18 Sep al 8 Nov 2026

Mostra di arte contemporanea NICCHIE/NICHES

a cura di Antonello Marotta,

artisti: Domenico D’Orsogna e Gianni Nieddu,

dal 18 settembre all’8 novembre 2026.

Inaugurazione: venerdì 18 settembre 2026, ore 17.00.

Complesso monumentale di San Pietro – Borgo XX Giugno 74 – 06121 – Perugia

info: T +39 075 5856023 M +39 339 5734976
e-mail centro.cams@unipg.it – info@sentiericontemporanei.it
siti web www.cams.unipg.it – www.sentiericontemporanei.it

Coordinamento istituzionale: Prof.ssa Cristina Costantini e Prof. Roberto Rettori

promossa dall’Università degli studi di Perugia, dal CAMS / Centro di Ateneo per i Musei Scientifici e dalla Fondazione per l’Istruzione Agraria di Perugia.
In collaborazione con Fondazione di Sardegna e Sentieri Contemporanei.

Testi di: Fabio Bacchini, Mariolina Cosseddu, Ivo Serafino Fenu, Tommaso Gazzolo, Antonello Marotta.

Venerdì 18 settembre 2026 alle ore 17.00, nel Complesso monumentale della Abbazia di San Pietro a Perugia, sarà inaugurata la mostra di arte contemporanea “Nicchie / Niches”, di Domenico D’Orsogna e Gianni Nieddu a cura di Antonello Marotta, promossa dall’Università degli studi di Perugia, dal CAMS / Centro di Ateneo per i Musei Scientifici e dalla Fondazione per l’Istruzione Agraria di Perugia, in collaborazione con Fondazione di Sardegna e Sentieri Contemporanei.
All’incontro di presentazione della mostra interverranno il Magnifico Rettore dell’Università degli studi di Perugia, Prof. Massimiliano Marianelli; il Vice Presidente della Fondazione per l’Istruzione Agraria, prof. Alessandro Montrone; il Direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie, alimentari e Ambientali / DSA3, prof. Antonio Boggia; la Delegata rettorale alle Politiche Culturali, prof.ssa Cristina Costantini; Il Direttore del Centro di Ateneo per i Musei Scientifici (CAMS), prof. Roberto Rettori; il curatore della mostra, prof. Antonello Marotta.

La mostra resterà aperta fino all’8 novembre 2026 e potrà essere visitata durante gli orari di apertura del Complesso di San Pietro.

Due sentieri di ricerca artistica si incontrano in un armonico contrappunto nei luoghi che furono dei frati benedettini. Il titolo della mostra, nel suo duplice significato di nidi e di nicchie ecologiche, evoca ambienti relazionali, spazi in cui la vita si sviluppa in equilibrio con ciò che la circonda. L’iniziativa si propone come palinsesto aperto – in collaborazione con università, scuole, enti del terzo settore e della società civile – sui temi della sostenibilità, della comunicazione inter-specie e della co-evoluzione tra forme di vita.

Domenico D’Orsogna presenta una selezione di lavori, esposti nel Chiostro delle Stelle, tratta dalle recenti serie di dipinti “Flussi”, “Pieghe”, “Luci”, “Stringhe” e “Mappe”, nei quali la pittura si fa campo generativo, tessuto di trame simili a quelle dei sistemi naturali complessi. La superficie pittorica è attraversata da tensioni e ritmi ondulatori, schegge e filamenti che si propagano in strutture ramificate e non gerarchiche. Sembrano dispiegarsi mondi acquatici brulicanti di vita, mescolanze radicali, forme organiche che proliferano in habitat fluidi, evocativi dell’energia vitale.

Gianni Nieddu, nell’adiacente Orto medievale, propone un’installazione ambientale dal titolo “Asilo [nido]”: casette nido per uccelli, forme minime di accoglienza che richiamano, nella loro essenzialità formale, l’archetipo dell’abitare: un tetto, un ingresso, un appiglio. Esse attivano una riflessione sulla relazione tra manufatto artistico e segno ambientale e sul delicato rapporto tra uomo e altre specie: il bisogno di rifugio, la responsabilità nei confronti dell’altro, la sostenibilità dei gesti quotidiani. L’installazione propone un dialogo tra arte relazionale ed etica della cura, in una dimensione che si apre alla pluralità delle forme di vita.
Negli spazi interni del monastero è ospitata inoltre l’opera “Nil obscurius luce”, un’installazione basata su allineamenti di vecchi chiodi. Qui l’inganno visivo delle “false ombre”, accanto a quelle vere, fa vacillare il confine tra realtà e finzione, soggetto e oggetto, identità e alterità, elevando l’ombra a vera protagonista dell’opera.

Nella suggestiva cornice del Complesso monumentale di San Pietro a Perugia, palinsesto stratificato di storie e significati, i due artisti innestano un meta-racconto che dischiude ulteriori dimensioni, misurate e frugali, in cui viene portata all’estremo una tensione cognitiva ed esistenziale che mira all’essenziale, in cui l’arte invoca la necessità di abitare lo spazio sociale e ambientale. “Nicchie/Niches” allude infatti alla dimensione ecologica, alla responsabilità rivolta al futuro, alle generazioni (umane e non umane) a venire, in un gesto che affida alla pittura e all’arte il compito di dialogare con ciò che non è ancora ma già ci interpella.

note biografiche

Domenico D’Orsogna nasce a Pescara nel 1966. Si accosta alla pittura negli anni Ottanta. Inizia ad esporre i suoi lavori nei primi anni Novanta, periodo in cui intraprende l’attività di ricerca e didattica in varie università e centri di ricerca, in Italia e all’estero. Avverte l’esigenza di coltivare la dimensione dell’astrazione, indagando a fondo la dialettica tra formale e informale, sia nell’arte sia nell’esperienza giuridica. Volge il suo sguardo verso la filosofia della scienza, il pensiero della complessità e la visione eco-sistemica. Dal 2009 é professore ordinario di diritto amministrativo nell’Università degli studi di Sassari. Nel 2010 ha ideato e da allora dirige il Master in Diritto ed Economia per la Cultura e l’Arte / Deca master. Nel 2017 ha fondato Sentieri contemporanei/ Contemporary Paths, piattaforma di interazione e dialogo tra le arti, le scienze e la formazione. Autore e curatore di libri e saggi  – tra i quali “Nuove Alleanze. Diritto ed Economia per la Cultura e l’Arte” (2014), con P.L. Sacco e M. Scuderi; “Diritti culturali per lo sviluppo umano” (2015); “Nozione giuridica di ambiente e visione sistemica“ (2018), con M. Cafagno e F. Fracchia; “Due proposte d’arte tra estetica e diritto”, con G.F. Rosa (2020); “Quando il formalismo diventa un problema” (2026) – ha tenuto varie mostre personali e partecipato a numerose collettive, tra le quali (selezione): “Rive” (2026); “Flussi” (2023); “You Topic Fest” (2022); “Dissolvenze nell’arte” (2008); “Coalescenze” (2006);“Linee” (2004);“Al naturale” (1996); “Tempi“ (1994);“Tasselli”; “I pensieri di Krikalev”; “Primarte”; “Arena dʼarte”; “Art Aids” (1993).

Gianni Nieddu nasce ad Alghero nel 1957. Laureato in giurisprudenza, si accosta alle arti visive negli anni Ottanta. Da subito affianca alla produzione pittorica quella di natura installativa. Il suo approccio alla realtà è sempre antiretorico e spesso ludico, ironicamente teso a mettere in luce gli aspetti più nascosti delle cose. Nei suoi lavori convivono felici contraddizioni, sorrette da essenzialità formale e rigore compositivo, a cui si accompagnano talvolta effimere stabilità. In molte composizioni tradisce una predilezione per le moltitudini, che forniscono pretesti per allineamenti ed enumerazioni. Vive e lavora ad Alghero, dove nel 2004 ha aperto la galleria no-profit Bonaire Contemporanea. Mostre recenti: “80/90. Arte in Sardegna. La costante resistenziale”, MAN, (Nuoro, 2016) – “Parte Lesa”, Spazio Chora (Sassari, 2017) – “Poeta, revolucionari, cantant, meva tia”, Biblioteca centrale Gabriel Ferrater (Sant Cugat del Vallès – Barcelona, 2018) – “In un verso e nell’altro”, Museo Casa Manno (Alghero, 2019) – “Pop Up”, ex chiesa di San Francesco, Como – Beffroi de Montrouge (Parigi, 2020) – “Taglia Unica”, Museo Organica, Bosco di Curadureddu, (Tempio, 2022) –  “Ritorno al futuro”, Pinacoteca Nazionale di Sassari (Sassari, 2022) –  “F**king Change”, Foro Boario (Oristano, 2024) – “Peer to Peer, Corrispondenze Artistiche”, Parco delle arti Molineddu (Ossi, 2025) – “II Biennale d’Arte Contemporanea” (Ulassai, 2026).

Curatore

Antonello Marotta (Alghero, 1968), Phd, é architetto, critico d’arte e teorico dell’architettura; é professore di Progettazione architettonica e urbana presso il Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica, Università degli Studi di Sassari. Tra i suoi libri: Cinquanta domande a Vittorio Gregotti (Clean 2002); Ben van Berkel. La prospettiva rovesciata di UN Studio (Testo&Immagine 2003); Diller + Scofidio. Il teatro della dissolvenza (Edilstampa 2005); Daniel Libeskind (Edilstampa 2007). Ha indagato i temi della revisione della modernità e della memoria nei volumi: Toyo Ito. La costruzione del vuoto (Marsilio 2010); Atlante dei musei contemporanei (Skira 2010); Mansilla + Tuñón (Edilstampa 2012); Archeologie. Il progetto e la memoria del tempo (Edilstampa 2015). Ha pubblicato nella rivista The Architectural Review il saggio: Typology Quarterly: Museums (n. 1391, 2013). Ha recentemente pubblicato i volumi: Ensamble Studio (LetteraVentidue 2019); Giovanni Maciocco. Abitare il territorio (LetteraVentidue 2023); Juan Navarro Baldeweg. Intersezioni e confluenze (2024); Eduardo Souto de Moura, Casa a Moledo (2026).

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