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Eventi · via Bortolot 29, Zoppè di Cadore (BL)

Conclusa

Mario Tomè – I Bareloi

dal 20 Dic al 31 Gen 2015

L’arte contemporanea come chiave di accesso al territorio della montagna e alle sue risorse ambientali, umane e storiche, per gettare su di esse uno sguardo rinnovato, che dialoga col passato e al tempo stesso costruisce percezioni e punti di vista inediti sulle comunità montanare. Questo il cuore di Chiavi di Accesso, il progetto artistico promosso dal GAL Alto Bellunese, che mette al centro i musei tradizionali del territorio e li apre all’arte contemporanea, in un dialogo che diventa riflessione sul loro ruolo specifico, creatore di identità, in grado di indagare il presente e costruire nuove visioni del futuro.

Dal 20 dicembre 2014 al 31 gennaio 2015 tre giovani artisti contemporanei –Nicolò Degiorgis, Michael Fliri, Mario Tomèentreranno con le loro opere, frutto di un percorso di avvicinamento al territorio, all’interno di tre realtà storiche del Bellunese: la Magnifica Comunità di Cadore a Pieve di Cadore, il Museo d’Arte Moderna Mario Rimoldi a Cortina d’Ampezzo e il Museo Etnografico “Al Pojat” di Zoppè di Cadore.

Ai tre artisti è stato chiesto di partire dagli spazi espositivi, dagli oggetti in essi contenuti e dai luoghi: un confronto tra sguardi nuovi e antichi, chiamati a dialogare per dare forme e significati al vivere in montagna. Attraverso l'arte contemporanea viene rifiutato il ruolo della forma artistica come testimone-fossile, per aprirsi a proiezioni inedite, perfettamente integrate.

Mario Tomé, bellunese di Agordo, Michael Fliri e Nicolò Degiorgis, altoatesini rispettivamente di Tubre e Bolzano, hanno intrapreso da qualche settimana un cammino verso il Cadore e  l’Ampezzo, che li ha portati a risiedere sul posto, a incontrare gli abitanti e a visitare e conoscere i luoghi, territori di montagna, che oggi vivono una conflittualità  tra affermazioni forti e crisi di identità, tra difesa e conservazione del passato e fermento per la costruzione di un futuro che offra prospettive e qualità della vita ai residenti, anche per motivarli a restare.

Da ciascuno dei tre artisti il territorio della montagna è stato indagato attraverso il filtro della propria personale sensibilità: Mario Tomè, artista-performer che da diversi anni indaga sull’ambiente della montagna e profondo conoscitore del territorio dell’alto bellunese e delle sue zone, ha lavorato ad un progetto di ristrutturazione di una vecchia scofa (fienile) dell’inizio del Novecento, di proprietà della sua famiglia, in un’ottica di conservazione delle tradizioni attraverso il recupero di metodi, tecniche costruttive e scelta dei materiali dell’epoca. L’esperienza maturata tra il cantiere vero e proprio e la parte di ricerca storica diventa il fondamento di un pensiero per il lavoro che verrà esposto nel Museo Etnografico “Al Pojat” di Zoppè di Cadore (inaugurazione 20 dicembre ore 11)