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Conclusa

L’uomo e il fango

dal 1 Giu al 13 Giu 2014

 

Uscire dall'acqua.

 

L'argilla è acqua. Ha la memoria dell'acqua. La verticalità è aria. Sta nell'aria.

Nathan Israel è per terra e vuole stare nell'aria. Nathan Israel è fuoco nella terra e sa che può andare nell'aria.

Fuoco.

Per uscire dall'acqua e andare dritti a stare nell'aria ci vuole il fuoco.

Gli elementi naturali, cosi' connaturati con la poesia e la filosofia sono gli elementi della presenza scenica di  Nathan Israel, del suo progetto. del suo fuoco.

L'argilla è nel bel mezzo del processo più antico che l'uomo utilizzi: quello che fa passare la terra per mezzo dell'acqua e del fuoco a poter essere "standing". nell'aria.

A poter essere…

Nathan Israel ci mostra la fatica di Essere.

Nathan Israel agisce per la conquista della sua verticalità cosciente sapendo perfettamente che rimarrà solo e forse solo lui.

Come nel camminare e specie nel camminare dello sciancato la jonglerie è rischio. La sfida è il lancio nel vuoto per aver caduta. l'abilità sta nel prendere la "palla" al balzo e nel saperla rigettar nel vuoto senza soluzione di continuità e all'infinito e sempre con maggior rischio. E' difficile. E' bello perché è difficile. Giocoliere che usa se stesso come "palla". 

Lo sforzo come l'immagine è sempre tanto più intenso e convincente quanto piu' improbabile.

Stare verticali deve avere la memoria dell'acqua ma deve essere fuoco nell'aria.

Il fuoco ha bisogno dell'aria…

L'aria contiene Nathan Israel che è fuoco e quindi luce qui sulla Terra.

Cogliere questo è non solo vederlo. E' averlo percepito con la precisione e il rischio dello sperimentatore della visione. Il lavoro di Nathan Israel  è lo strumento che allena lo spettatore a non essere più soltanto argilla e diventare persona.

Irene Capirone