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Conclusa

L’Isola Vissuta: Viaggio nell’Arte Contemporanea siciliana degli anni Novanta

dal 10 Ott al 24 Ott 2015

La Sicilia da sempre ha catturato l’interesse dei visitatori provenienti dal nord per indagare luoghi e monumenti del passato. Visitatori interessati sopraggiunti in seguito ai suggerimenti e agli studi del Winckelmann che intuì il ruolo chiave della Sicilia nella centralità della classicità. Parecchi visitatori dai celebri nomi si infatuarono del “Viaggio in Sicilia e nella Magna Grecia” di Johann Hermann von Riedesel del “Viaggio pittoresco”di Jean Houel, lasciandoci poderose testimonianze scritturali e figurative del loro passaggio siciliano. Le testimonianze scritte in ogni caso sono state poco scientifiche, legate più al fascino del racconto o al valore poetico delle descrizioni.
La Storia a distanza di secoli si ripete, oggi alcuni luoghi del contemporaneo siciliano sono stati mitizzati, meritatamente, per le presenze e per gli eventi promossi da pochi uomini illuminati, ma esistono anche altre realtà ancora non indagate abbastanza. La maggior parte degli operatori dell’arte visiva siciliana che a partire dagli anni Settanta hanno lavorato come singoli artisti e liberi battitori, svincolati dalle regole del sistema dell’arte, pur professando l’arte visiva con impegno e perseveranza per diversi decenni, non hanno trovato la giusta visibilità e notorietà rispetto al valore della loro ricerca. Questa mostra, ideata in occasione dell’undicesima Giornata del Contemporaneo, vuole in parte evidenziare e ribadire l’apporto creativo dato dagli artisti siciliani negli anni Novanta all’Arte Contemporanea in Sicilia e in Italia.
Apporto creativo donato da questi artisti ai linguaggi dell’arte visiva staccato dalla cosiddetta sottocultura della periferia, ma addentro alla sinergia del centro o epicentro irradiante valori culturali europei o internazionali. Valori immateriali al passo con la frantumazione delle certezze “geografiche dell’arte” che afferma la propria libera identità, in lotta col “sistema dell’arte”. Sistema organizzato prima che dalle opere, dalla “teoria” ufficiale che include o esclude artisti e geografie dell’arte. Il tutto programmato dalle “fabbriche dell’arte” che attraverso la critica pilotata ratificano arbitrariamente i percorsi obbligatori e autoritari dell’arte da affermare.