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Eventi · Faenza

Apre il 4 Sep

LA MADRE DEI FIORI Olga Buneeva — Argillà Evento Off Un’installazione partecipativa

dal 4 Sep al 6 Sep 2026

LA MADRE DEI FIORI
Olga Buneeva — Argillà Evento Off

Un’installazione partecipativa

Gratuita e aperta a tutti

Terra, acqua, aria e fuoco si incontrano nell’intervento umano, trasformando la materia in qualcosa di nuovo, capace di essere conservato, offerto e condiviso.

È su questa relazione tra materia, gesto e desiderio che nasce La Madre dei Fiori, il progetto site-specific di Olga Buneeva, presentato in anteprima nella sezione Off di Argillà, presso il Cortile d’Arte Faentino / Art Deposit.

L’idea del progetto prende forma dalla fascinazione dell’artista per gli antichi spazi sacri e archeologici, luoghi in cui per secoli le persone hanno affidato alle pratiche rituali speranze, richieste e ringraziamenti. In questi contesti sono state rinvenute numerose testimonianze votive, spesso realizzate in terracotta: piccole figure, animali, parti del corpo, oggetti e forme diverse, modellate e deposte come tramite tra l’individuo e il sacro. Sculture dalla sorprendente libertà formale, fantasiose e creative, nelle quali sembra ancora riconoscibile il gesto di chi le ha realizzate.

È proprio quel gesto a interessare Buneeva. Chi modellava quelle piccole forme? Erano create direttamente dai devoti, acquistate presso artigiani locali, oppure frutto di altre modalità di produzione e di offerta? L’incertezza non è un dettaglio marginale: apre una riflessione sulla creazione come espressione di un’intenzione individuale che, attraverso l’oggetto votivo, entra in uno spazio condiviso e si fa traccia collettiva.

La ceramica vive nell’incontro di cinque elementi. Terra e acqua diventano argilla; aria e fuoco la trasformano con la cottura. Il quinto elemento è l’agire umano, capace di mettere in relazione e trasformare tutti gli altri. È questa dimensione — il tempo, la creatività, la manualità, la capacità di trasformazione — a costituire il cuore del progetto.

Durante i tre giorni del festival, l’artista modellerà dal vivo La Madre dei Fiori, una grande figura in argilla nera sospesa tra donna e albero. Non la rappresentazione di una divinità precisa, ma una presenza simbolica che sembra emergere dalla terra stessa: una figura generatrice, tra natura e immaginazione, che celebra la capacità umana di dare forma alla materia.

Accanto alla scultura si sviluppa la dimensione partecipativa dell’opera.Ogni visitatore è invitato a modellare un piccolo fiore in argilla e a offrirlo pensando, in silenzio, a un proprio desiderio. Giorno dopo giorno nascerà così il Giardino dei Desideri. Ogni fiore sarà diverso, proprio come gli antichi manufatti rituali: alcuni essenziali, altri più elaborati; alcuni legati a una richiesta precisa, altri nati semplicemente dal piacere di creare con le proprie mani. Insieme realizzeranno un lavoro collettivo che crescerà durante il festival attraverso una moltitudine di gesti individuali.

«Non mi interessa ricostruire un antico rito», precisa l’artista. «Mi interessa immaginare quale potrebbe essere oggi il nostro dono votivo».

La domanda porta il progetto dal passato al presente: qual è oggi la forma di un’offerta? Che cosa siamo disposti a lasciare, non necessariamente come oggetto, ma come atto? Forse non è un oggetto perfetto. Forse è il tempo che scegliamo di dedicare a creare qualcosa con le nostre mani. Un’azione personale che, entrando in relazione con quella degli altri, diventa parte di un’opera condivisa.

In questa prospettiva, La Madre dei Fiori non è soltanto una scultura, ma un’opera che genera partecipazione: una figura che dà origine ad altre forme e si compie attraverso le azioni dei visitatori. Il Giardino dei Desideri cresce grazie alla somma di aspirazioni individuali. Ogni fiore è un atto autonomo, ma insieme agli altri diventa una forma collettiva, una memoria condivisa, un paesaggio nato dalla materia e dal fare umano.

La terra, trasformata dalle mani, diventa così portatrice di qualcosa che la materia non può contenere: una speranza. Forse il più prezioso dei doni votivi non è l’oggetto che lasciamo, ma il gesto di crearlo.

Enrica Benedetto

ART DEPOSIT: SETTE ARTISTI, LA CERAMICA CONTEMPORANEA E UN PROGRAMMA TRA ARTE, PERFORMANCE E PAROLA
Dal 4 al 20 settembre 2026 Art Deposit e il Cortile d’Arte Faentino ospitano un progetto espositivo che riunisce sette artisti e amplia il dialogo della ceramica con la performance, il gioiello contemporaneo, la musica e la poesia.
Inaugurazione venerdì 4 settembre, ore 19
Art Deposit, via Nuova 31 – Faenza & Cortile d’Arte Faentino
Dal 4 al 20 settembre 2026, Art Deposit presenta a Faenza un progetto dedicato alla ceramica contemporanea e alle sue molteplici possibilità espressive.
Sono sette gli artisti coinvolti nel progetto a cura di Paolo Anselmo. Carla Tolomeo, Olga Buneeva, Margherita Piccardo, Serge van de Put, Ennio Nonni, Paolo Vegas e Paolo Anselmo.
Ricerche e linguaggi differenti si incontrano negli spazi di Art Deposit, in via Nuova 31, e del Cortile d’Arte Faentino, dando vita a una mostra che non vuole proporre un’unica idea di ceramica, ma restituirne la pluralità e la capacità di dialogare con la contemporaneità.
L’inaugurazione è prevista per venerdì 4 settembre alle ore 19, con un aperitivo ligure.
CARLA TOLOMEO, PRESENZA STORICA
Carla Tolomeo, presenza storica, sarà protagonista di un appuntamento dedicato.
OLGA BUNEEVA — LA MADRE DEI FIORI
Tra gli appuntamenti speciali del programma, Olga Buneeva presenta La Madre dei Fiori, un’installazione partecipativa curata da Enrica Chicca Benedetto, realizzata in occasione di ARGILLÀ.
L’opera introduce una dimensione performativa all’interno della mostra, coinvolgendo il pubblico direttamente nel processo di attivazione dell’installazione.
Le performance si svolgeranno al Cortile d’Arte Faentino:
Venerdì 4 settembre
17.00–19.30
Sabato 5 settembre
10.00–12.00 / 16.00–19.30
Domenica 6 settembre
10.00–12.00 / 15.00–16.00
Ingresso libero.
GLI SPECIAL GUESTS
Il programma si apre inoltre alla contaminazione con altre forme artistiche grazie alla presenza di tre special guests: Jamais Sans Toi, gioielleria contemporanea, Christophe Daverio, al violoncello, ed Emanuele Palombari, attore-poeta.
La loro partecipazione amplia il campo della mostra, creando un dialogo tra arti visive, gioiello, musica e parola.
Il risultato è un appuntamento che parte dalla ceramica ma non si esaurisce nella ceramica: un progetto in cui le opere diventano il punto di partenza per una serie di incontri e attraversamenti tra discipline differenti.
ART DEPOSIT & CORTILE D’ARTE FAENTINO
Via Nuova 31 – Faenza (RA)
4–20 settembre 2026

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