IMMERSIONE mostra personale di scultura di Cristian Cimatti
dal 9 Ago al 2 Set 2026
Idro Ecomuseo delle Acque di Ridracoli – Bagno di Romagna (FC)
9 agosto – 2 settembre 2026
IMMERSIONE
Mostra personale di scultura di
Cristian Cimatti
Inaugurazione: Domenica 9 Agosto ore 17.00 alla presenza delle autorità
Per la sua mostra personale ad Idro Ecomuseo delle Acque di Ridracoli, Cimatti ha scelto un titolo e opere che dialogano appieno con l’ambiente ospitante, una mostra creata per il luogo, un evento per riflettere, un’occasione per lasciarsi andare e “immergerci” nel mondo dell’artista.
L’evento gode del patrocinio del Comune di Bagno di Romagna (FC) e di Meldola (FC) e del contributo di Artem Romagna A.P.S.
Lo scultore esplora una delle esperienze più antiche e universali della condizione umana: l’immersione. Un viaggio profondo che tocca non solo la materia, ma anche l’anima, la spiritualità, la visione del mondo.
L’immersione è una condizione esperienziale che attraversa la storia delle religioni, delle arti e delle tecnologie, generando un senso di fusione con l’ambiente circostante e ridefinendo i confini tra il sé e l’altro. Dalla dimensione rituale e sacrale delle iniziazioni religiose alla moderna realtà virtuale, il concetto di immersione implica trasformazioni percettive che oscillano tra la trascendenza e il pericolo di perdita di sé. In un’epoca in cui il metaverso e le esperienze sensoriali aumentate ridefiniscono i paradigmi della percezione, la mostra conduce a una riflessione critica sulle nuove forme di immersione e sui loro effetti sulla costruzione del senso e dell’identità.
In mostra sono presentate oltre trenta sculture, di cui alcune appositamente create dall’autore per l’evento. Due sono immerse nell’acqua, una in un cilindro di vetro composta da tre facce e una in una sfera di vetro; ma anche le altre portano il visitatore ad una immersione di concetto, sentimentale o visiva, diciotto opere sono inedite e verranno esposte per la prima volta, le restanti sono state realizzate dal 2015 ad oggi ma selezionate per l’affinità con la poetica del progetto.
A diologare con il messaggio e le opere di Cimatti, ci sarà la Black Box di Leonardo Cuccoli, ospite d’eccezione, scelto dallo scultore perchè anch’esso conduce con la sua installazione realizzata con fotografie stampate su tela ad una vera e propria immersione fisica, una immersione totale nella sua opera e nella sua visione.
Molte delle sculture in ceramica di Cimatti si fondono con materiali organici, richiamando l’idea di un corpo vivo che si rigenera e che non smette mai di evolversi. La fusione tra la materia ceramica, sebbene solida, è sospesa tra la forma definitiva e il divenire; gli elementi naturali suggeriscono un rapporto simbiotico, come se la scultura stesse respirando, vivendo, evolvendo sotto la superficie di ciò che è già stato modellato.
L’acqua accoglie, avvolge, trasforma, non nega mai il suo adattarsi, a chi la contiene o a chi è contenuto.
Il titolo stesso, tratto dal latino immersio, indica il processo di immergere qualcosa in un liquido o di esserne completamente avvolti. Il suffisso -io, in latino, esprime un’azione o il risultato di un’azione: un richiamo non solo all’atto fisico dell’entrare in un altro elemento, ma anche a quello simbolico e spirituale dell’affondare in una dimensione altra, interiore e invisibile.
Ogni opera diventa così una soglia, una fenditura tra la stasi e l’impermanenza. Le sculture dialogano con l’elemento liquido, reale o evocato, e ne assumono linguaggi, riflessi e silenzi. Le superfici chiedono il tocco; le curve richiamano correnti; le cavità si fanno abissi interiori.
In un mondo che impone costantemente la superficie, Immersione propone la profondità come atto rivoluzionario. Un’esperienza che non si osserva soltanto, ma si vive. Come accade nell’acqua: ci si lascia andare, si trattiene il respiro, si scopre una nuova leggerezza, dove il tempo non scorre più al solito modo.
L’esposizione tratta anche il dolore che ci sommerge, la meditazione che ci assorbe, la discesa del palombaro, il silenzio ovattato delle profondità. Ma anche la ricerca archeologica del perduto, del contatto autentico con ciò che giace sepolto sotto i livelli del quotidiano. Alcune sculture sembrano affiorare da un fondale remoto, emergere come relitti carichi di memoria; altre richiedono allo spettatore di immergersi con lo sguardo, con il tatto, con il pensiero.
Immersione è un invito a rallentare, a respirare a fondo, a lasciarsi andare. Perché solo scendendo sotto la superficie possiamo davvero incontrare ciò che siamo.
L’acqua come ventre e sepolcro, luogo di origine e di ritorno. È il luogo di scontro tra opposti: primordiale culla della vita, o impeto travolgente che lascia senza fiato.
Nel battesimo antico, il corpo veniva immerso completamente per simboleggiare la rinascita in una nuova identità spirituale. Un gesto che non è solo simbolico, ma anche fisico.
Nei riti funebri praticati in diverse culture, il corpo del defunto veniva affidato all’abbraccio silenzioso del mare o di un fiume per scomparire ed essere ricondotto all’origine, come gesto di restituzione al richiamo arcaico della natura nella sua ciclicità. Il significato più ancestrale e simbolico di questo atto implica un ritorno al grembo primordiale, dove tutto comincia e tutto ritorna. Là, tra le correnti, si dissolve il confine, e l’anima fluisce nel ciclo senza tempo della vita che si rinnova. L’acqua, in questo caso, assume il ruolo di luogo di eterno riposo.
Un doppio movimento – creazione e distruzione – è esplorato attraverso le sculture che trattano l’immersione di un corpo in un altro.
Un piacere ci pervade: concepire un inizio, l’immersione come atto d’amore. Un corpo che si congiunge con un altro, fondendosi, generando la vita. È il momento di un connubio di forme, dove le due entità si uniscono in un atto di reciproca immersione, creando.
Un dolore che ci sommerge, una spada che trafigge: entra in scena come simbolo di distruzione. Un oggetto inanimato penetra il corpo con l’intenzione di porvi fine. È il lato oscuro dell’immersione.
L’acqua, rappresentata come simbolo di vita, può anche essere fautrice della fine.
La mostra è un invito ad immergerci in questa esperienza, ad abbracciare la materia e il concetto, per riscoprire – attraverso la scultura – il profondo legame che ci unisce all’acqua.
Biografia
Cristian Cimatti, nato a Forlì, classe ‘75, è uno scultore romagnolo che utilizza la ceramica, spesso attraverso la tecnica raku. La sua mente visionaria lo conduce talvolta a creare connubi tra l’argilla e materiali estranei, come metalli ed elementi organici, dando vita a opere in cui la materia diventa veicolo di pensieri “smarriti” e di sensazioni presenti. La sua ricerca si configura come una trasfigurazione materica: la ceramica non è più soltanto oggetto, ma un corpo ibrido – in cui lo spirito trascende la forma – capace di sconvolgere o coinvolgere lo spettatore attraverso sensazioni di disagio o fascinazione. Il messaggio non viene imposto, ma lascia spazio al libero arbitrio interpretativo. Piuttosto che presentarsi come una sequenza di opere isolate, la sua produzione può essere letta come un’unica “installazione vitale”: un viaggio che scorre nel tempo di una vita, accompagnato dalle risate e dalle miserie del proprio tempo.
Tra le più recenti attività:
Dal 2020 al 2023 organizzatore e curatore dell evento artistico-culturale Roccambolesca, Meldola (FC)
Forlì – Vernice art fair, Contemporanea, Galleria Michelacci, Galleria Mazzini, Palazzo Albertini
Cesena – Ex Pescheria, Chiesa S. Caterina
Rimini – Biennale del Mare
2022 Primo premio scultura al concorso d’arte Campaldino (Toscana).
2022 Premiato con stand a Vernice Art Fair (FC) come una delle tre opere migliori al concorso Coinè
2023 Opera Nefertiti, ceramica raku e ferro, entra a far parte tramite acquisto, della sezione permanente del Museo dell’ Artigianato Artistico Abruzzese
2023 Mostra presso Galleria Civico 25: Assisi
2024 Argillà: Faenza
2024 Primo premio scultura al concorso Caterina Sforza e Cosimo I dei Medici, Bagno di Romagna (FC)
2024 Opera Radici, ceramica raku e legno, entrata a far parte della Galleria a Cielo Aperto a Forlì
come installazione permanente, tramite rimborso spesa dall Ass. Regnoli 41 aps
2024 Mostra personale Museo Archeologico Forlimpopoli MAF
2024 Mostra personale Musei S. Domenico Forlì
2025 Mostra personale Ass. Regnoli 41 aps
2025 Partecipazione alla Milano Fashion Week con due sculture presso palazzo Bovara
2025 Collettiva di Artem e Acli: L’anima e il volto. Galleria del Monte – Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì
2025 Collettiva Picta Idromuseo di Ridracoli
2025 Partecipazione Festival di Cannes, conseguito un riconoscimento dalla giuria
2025 Collettiva Artem e Acli: Musei S. Domenico Il Tempo Delle Emozioni Intelligenti
2025 Curatore delle mostre del ciclo: Connessioni a Brisighella presso Rocca Torre dell Orologio e Museo Ugonia
2025 Mostra a Palazzo Bellini: Firenze
2026 Picta: Palazzo Pretorio: Castrocaro Terra del Sole (FC)
2026 Vitriol Festival : Mostra personale Antico Convento di S. Francesco Bagnacavallo (RA)
SCHEDA TECNICA:
IMMERSIONE
Mostra personale di scultura di Cristian Cimatti
Idro – Ecomuseo delle Acque di Ridracoli
Borgo di Ridracoli – Bagno di Romagna (FC)
9 agosto 2026 – 2 settembre 2026
Inaugurazione: Domenica 9 agosto ore 17,00
Orari: 9.00-19,00 Tutti i giorni, compreso 15 agosto
Per Informazioni: 0543.917912 – ladigadiridracoli@atlantide.net – cri1cima@gmail.com
INGRESSO con Biglietto unico alla Mostra, a Idro Ecomuseo e Diga
INTERO (dai 12 ai 65 anni) 5,00 €/ RIDOTTO (bambini da un metro di altezza ai 12 anni, over 65, gruppi oltre i 15 pax)
4,00 €/ GRATUITO (Bambini sotto al metro di altezza, residenti di Bagno di Romagna e Santa Sofia, disabile e accomp.)