Gaetano Tommasi – Narciso |
dal 13 Set al 29 Ott 2024

Presentazione: venerdì 13 settembre ore 18.00 alla presenza dell’artista e della curatrice
Gaetano Tommasi
Narciso, la felicità inafferrabile
Innamorato di se stesso, Narciso si trova di fronte allo scacco dovuto all’impossibilità di aversi come oggetto amato e, per questo, si uccide. Oggi siamo tutti vittime, almeno in parte, della sindrome di Narciso, che ci causa la continua necessità di ammirazione, l’auto celebrazione e l’assenza di empatia: elementi di distanza che ciascuno pone tra sé e la realtà che lo circonda.
In questa mostra, per riconquistare la capacità di considerare come propri i sentimenti degli altri e di uscire dalle modalità arroganti riappropriandosi di una consapevole attitudine al dialogo e alla condivisione, Gaetano Tommasi propone, una lettura ‘anti-narcisista’ dell’esistenza. I ritratti sono, in realtà, pervasi dalla volontà di celebrare l’autenticità e la semplicità. I volti, spesso coperti dalle mani o da maschere, invitano a rompere lo specchio dell’autocompiacimento e a salvarci dall’autodistruzione riconnettendoci al circostante in tutte le sue forme.
Andrea Federici
Alzheimer, il mondo interdetto
Il morbo di Alzheimer causa il progressivo deterioramento della psiche. Nella mente degli ammalati, tutto sembra lentamente scomparire: parole e immagini diventano sconnesse e illeggibili. In queste persone resta, tuttavia, una scintilla, che si attiva tramite l’amore e pare connettersi con la loro anima e con quella di chi li circonda.
Le opere di Andrea Federici rappresentano questa progressiva perdita delle parole e dei ricordi dovuta alla malattia, offrendo però spiragli di speranza grazie alla raffigurazione dell’amore verso un riflesso d’anima. Quel riflesso sincero e più pulsionale, che l’artista rappresenta in forma di animale e che resta vivo nella persona, sebbene via via più assente, costituendone la vera essenza. La stessa essenza a cui è legata la sezione onirica di questa mostra. Nel sogno, dove reale e razionale perdono significato, al malato viene donata la possibilità di ritrovare una dimensione in cui può essere ancora pienamente se stesso.