Felix Schramm – The Skin of Time
dal 30 Sep al 7 Nov 2026

RIBOT è lieta di presentare The Skin of Time, terza mostra personale in galleria dell’artista tedesco Felix Schramm (Amburgo, 1970, vive e lavora a Düsseldorf).
Il progetto riunisce un nucleo di lavori recenti e inediti che, attraverso linguaggi differenti, offrono una sintesi della poetica dell’artista e indagano il rapporto tra materia, spazio e tempo. La pratica di Schramm, profondamente radicata nella scultura, concepisce questi elementi come forze generative della forma, presenze attive che trasformano l’opera, mettendo in relazione processi e temporalità differenti.
Al primo piano della galleria sono presentati tre lavori di grande formato che sviluppano la ricerca avviata con la serie Dark Site, attraverso un nuovo processo formale e materico. Realizzati su lastre di cartongesso sulle quali Schramm applica detriti e residui delle proprie lavorazioni, successivamente ricoperti di foglia d’argento, questi affidano al tempo un ruolo attivo. L’ossidazione della superficie, avvenuta nell’arco di circa dieci anni, genera immagini in continua trasformazione, dove temporalità differenti convivono. A interrompere la continuità del piano intervengono elementi specchianti, riflettenti su entrambi i lati, che incorporano lo spazio circostante, estendendo i confini dell’opera in una dimensione sospesa tra presenza fisica e illusione ottica.
In dialogo con queste nuove creazioni, Schramm presenta una recentissima scultura della serie Accumulation. Una grande lamiera di rame accartocciata si abbandona nello spazio, agganciata al soffitto mediante una cinghia. Al di sotto di questa inaspettata e celestiale manifestazione della forma, senza toccarla, un piedistallo in plexiglas conserva soltanto la memoria della propria funzione originaria, trasformandosi piuttosto in uno scrigno che custodisce un frammento di materia adagiato su uno specchio, percepibile attraverso le trasparenze. Privato del suo ruolo tradizionale, il basamento assume così una valenza concettuale, contribuendo a una riflessione più generale sulla natura stessa della scultura, ricostruita idealmente solo attraverso l’equilibrio della composizione e il sistema di relazioni spaziali.
Al piano inferiore la mostra presenta una nuova serie di Dark Site realizzati nel 2026. Anche in questi lavori la stratificazione di materiali e tempi costituisce il nucleo dell’indagine, ma la presenza del rosso intenso, che caratterizza la teca in plexiglas, completa le opere e introduce una dimensione ulteriore. Come un involucro che trattiene e protegge ciò che contiene, il colore suggerisce un richiamo al corpo e alla sua vulnerabilità senza mai assumere una forma e un valore esplicito. Al di sotto, detriti e materiali di scarto vengono trasfigurati dalla foglia d’argento, in un continuo slittamento tra valore e disvalore.
Sempre al piano inferiore trova posto un’installazione della serie Intersection, uno dei cicli più rappresentativi della ricerca di Schramm e del suo rapporto con RIBOT. Attraverso un gesto apparentemente distruttivo, l’artista genera una nuova configurazione spaziale, mettendo in discussione l’architettura come struttura stabile. Lo spazio si rivela così non soltanto come dato fisico ma come esperienza mentale e percettiva.
In occasione della mostra l’artista ha inoltre realizzato uno special project in dieci esemplari unici: una serie di Dark Site di piccolo formato, prossimi alle dimensioni di un foglio A4, nei quali la poetica di Schramm si condensa in una scala intima senza perdere la complessità dei processi che ne determinano l’essenza.