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Eventi · Roma

Apre il 24 Oct

Corpologie XI

dal 24 Oct al 5 Nov 2026

Mostra: CORPOLOGIE XI

Artisti: Antonella Albani, Paola Alviano Glaviano, Salvatore Attanasio Avitabile, Petra Brnardic, Werther Germondari, Divya Vinod Gilatar, Michael Knoten, Gulia Lusikova, Florindo Rilli.

Luogo: Ospizio Giovani Artisti, via Cernaia 15 – Roma

Inaugurazione:  Sabato 24 ottobre 2026, h17.30 (fino h20)

Periodo:  24 ottobre – 5 novembre 2026

Orario: nei giorni successivi l’inaugurazione, solo su appuntamento

Undicesima mostra sul tema del corpo, all’interno delle (S)exhibitions, analizzato ancora una volta nelle sue infinite possibilità di interazione sociali, psicologiche e naturalmente estetiche, attraverso le opere di nove artisti internazionali, provenienti come sempre dalla Collezione OGA.

Antonella Albani (Roma, 1972). Dopo il diploma d’Arte Applicata con specializzazione in “Fotografia Artistica” e “Grafica Pubblicitaria”, si laurea con lode in “Storia dell’Arte Moderna” all’Università La Sapienza, con una Tesi sull’eredità di Raffaello nella pittura Occidentale. Le sue opere raccontano l’attesa di qualcosa che mai accadrà. L’agire dei suoi personaggi si muove intorno a una sospensione, questi ultimi sono spesso immobili, cristallizzati. È una fotografia venata di metafisica e a tratti ironica surrealtà, che spesso denuncia una solitudine, in particolare della figura femminile.

Salvatore Attanasio Avitabile (Piano di Sorrento, 1972). Artista da tre generazioni, il suo destino artistico è segnato già nei primi mesi di vita! Ricorderà in seguito un episodio accaduto nella sua culla bianca: il suo sguardo si posa su di un quadro dalla zia pittrice, e riconosce nelle figure una maternità molto triste, il volto dipinto della madre è amareggiato, il bambino sembra morto, le due figure sprofondano in un fondale nero, impressionato. Salvatore reagisce nell’ unico modo che sa, e piange impaurito. Da quell’istante l’arte entra nella sua vita e non lo lascerà mai più.

Petra Brnardic (Zagabria, Croazia, 1978) Laureata all’Accademia di Belle Arti di Zagabria nel 2004, sta lavorando a brevi film sperimentali da diversi anni e di solito usa la tecnica del collage e immagini surreali, vivide e psichedeliche ispirate all’era del cinema muto, film underground e cult per lo più dagli anni ’60-primi anni ’80, estetica horror e camp e altre forme d’arte. “Il mio cinema è poesia visiva, spesso brutale, macabra, allucinante e piena di polarità, come il sesso e la morte o il bene contro il male, proprio come le grotte più profonde della psiche umana e l’oceano del subconscio”.

Werther Germondari (Rimini, 1963) Artista visivo, performer e filmmaker. Attento a dinamiche innovative sperimentali neo-concettuali che si caratterizzano per un gusto ironico e surreale, svolge dai primi anni ottanta una ricerca attraverso numerosi media espressivi. Ha partecipato a esposizioni in gallerie private e spazi sperimentali internazionali, alternando installazioni d’ambiente, videowork e atti performativi, focalizzando l’attenzione su elementi nascosti, attinenti a una visione reale, sociale e politica. Nel 2013 ha ideato l’Ospizio Giovani Artisti.

Divya Vinod Gilatar (1991, Mumbai, India) is a UK-based contemporary artist, writer and educator, and founder of The Queendom Studio. Her practice explores Shakti, sacred geometry, feminine embodiment, spirituality and transformation through contemporary visual storytelling. Her work has been exhibited internationally across the UK, Europe, Asia and the United States, including her Chakra Mandala and Shakti in Motion series.

Paola Alviano Glaviano (Roma, 1962) si diploma nel 1980 presso il I Liceo Artistico di Via di Ripetta; successivamente, mentre frequenta la facoltà Architettura e la Scuola Libera del Nudo, approfondisce l’interesse per il corpo umano, che avrà parte rilevante nel suo percorso di pittrice. La ricerca costante di nuove tecniche si evolve velocemente, dal pennello passa alla spatola, dal colore al bianco e nero per poi tornare alla policromia e di nuovo al monocromatico con l’uso del bitume. Dalla tela juta e successivamente al cartone, che rappresenta la sua fase attuale.

Micheal Knoten (Fratiskovy Lazne, Repubblica Ceca, 1984) lavora come operaio nella produzione del metallo. Si dedica alla creazione artistica dall’infanzia. “Nel corso della mia vita, ispirato dall’ambiente circostante, ho iniziato un percorso artistico sinceramente misantropico, che esplora i lati oscuri dell’anima umana”. Da oltre dieci anni si dedica alla fotografia digitale e alla grafica, seguendo i principi del pittorialismo. Ha realizzato molte mostre personali, e ha al suo attivo molte collaborazioni audiovisive per band di metal estremo.

Gulia Lusikova (Minsk, Bielorussia, 1967) è diplomata all’Accademia delle Belle Arti di Minsk. Dopo un’intensa attività artistica nell’ex Unione Sovietica, dove Gulia fa parte del gruppo d’avanguardia BLO di Minsk ed espone più volte alla galleria di San Pietroburgo Pushkinskaja 10. Partecipa poi ad esposizioni in Francia e in Germania. Si trasferisce a Roma nel 1993 e comincia a collaborare con le Gallerie Pio Monti, Nuova Pesa, Matteo Boetti e con vari critici. In connubio con sua figlia Karolina ha partecipato alla XIV Quadriennale di Roma.

Florindo Rilli (Cagli, 1962) dagli anni 90 inizia la sua ricerca fotografica. Concentrandosi sul corpo si diverte a giocare e renderlo così versatile da risultare il più delle volte soggetto e insieme oggetto della rappresentazione. Interessante è anche il rapporto che riesce a creare con la danza contemporanea e il teatro in genere. Sperimenta anche nel mondo del fetish, adottando spesso e volentieri la tecnica del bondage per frammentare il corpo e renderlo così segmentato più esplorabile. Numerose le sue partecipazioni a mostre personali e collettive.

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