Claudio Stefanelli (Stefaudio) – Pittura silente
dal 31 Oct al 18 Nov 2026

Galleria d’Arte Contemporanea
“STUDIO C”
via Giovanni Campesio, 39
29121 Piacenza
cell: 348-8703060
e mail: studio.c.immagine@gmail.com
MOSTRA PERSONALE DI CLAUDIO STEFANELLI (STEFAUDIO)
PITTURA SILENTE
31 OTTOBRE – 18 NOVEMBRE 2026
Alla Galleria d’Arte Contemporanea “Studio C” di Piacenza, in via Giovanni Campesio 39, si inaugura sabato 31 ottobre, alle ore 18, la mostra personale di Claudio Stefanelli (Stefaudio) dal titolo “Pittura silente ”. Un titolo conciso e sintetico, ma di grande significato: in un’epoca in cui la velocità domina ogni percezione, fermarsi davanti ad un quadro che non urla, ma sussurra, assume un valore quasi sacro.
Il mio primo incontro con l’arte di questo artista è avvenuto nel 2021 alla quarta esposizione della “Triennale di arti visive di Roma” dove, per la terza volta consecutiva, ero stato chiamato a far parte della Commissione Scientifica. Grande la mia sorpresa quando, entrando in modo più approfondito nella sua espressione artistica, mi sono trovato di fronte ad un mondo variegato e complesso, ad un percorso culturale ed esperienziale vario e interessante. Nato a Tuglie, in provincia di Lecce, ma residente a Pescia dove anche oggi vive e lavora, Claudio Stefanelli ha frequentato prima l’Istituto d’arte di Lucca e Pistoia e quindi l’Accademia di Belle Arti di Firenze iniziando ancora giovanissimo un lungo percorso di studio e ricerca all’interno delle forme, dei colori e dei materiali e partecipando poi a svariate manifestazioni artistiche di rilievo nazionale e internazionale. Ampio e variegato, pertanto, il suo curriculum artistico e di rilievo anche il suo bagaglio critico che si avvale di numerosi interventi firmati da nomi prestigiosi e autorevoli. Inoltre, fino al 2015, è stato pure direttore artistico dei Civici Musei d’Arte di Pescia senza mai tralasciare la pittura, sua grande, innata passione. Ma ritornando al mio primo incontro avvenuto alla Triennale di Roma, ero stato particolarmente colpito dai grigi usati da questo artista, grigi che si alternavano ai bianchi, che creavano spessori e profondità, grigi usati con grande perizia, sapienza e sensibilità. Dai suoi colori, dall’uso libero e sicuro della materia, dal gesto immediato e naturale dell’esecuzione appariva evidente tutto il lavoro di studio e ricerca che era alla base di questi risultati:
pittura, quindi, intesa non soltanto come momento di ispirazione e contemplazione, ma anche come conoscenza e mestiere, esperienza e lavoro. Attraverso la pittura Claudio Stefanelli esprime le sue emozioni, i suoi sentimenti, le sue ansie e i problemi dei nostri giorni, quelli umani, sociali ed esistenziali. La pittura, dunque, come elemento fondamentale di vita, strumento indispensabile per comunicare e trasmettere idee, pensieri e messaggi. Arte al di fuori degli schemi, libera, autonoma e indipendente e quindi non facilmente riconducibile ad una Corrente o Movimento pittorico, ma questa è propria la sua forza, la sua caratteristica, ciò che la rende unica e preziosa. Claudio Stefanelli, infatti, è un caso veramente molto particolare dell’attuale panorama artistico. Possiamo senza dubbio definirlo artista di frontiera perchè attivo in quella sottile e indefinita zona dove la materia si incontra con la mente e la fantasia, l’arte con la scienza, il visibile con l’invisibile, il concreto con l’astratto. E forse è proprio questo ciò che affascina e conquista nell’espressione di questo artista e cioè la sua ricerca costante, il suo sforzo prolungato e continuo nel rendere tutto questo a livello estetico-artistico. E’ infatti la prima volta che mi capita di studiare un artista dove pittura e scultura, figurativo ed astratto, elementi formali e informali siano tra loro uniti ed amalgamati fino ad essere una sola ed unica cosa. Pittura che, per certe ed evidenti caratteristiche, potrebbe essere avvicinata all’Informale Materico ma con qualità e caratteristiche completamente nuove, autonome e fortemente originali. Ogni opera di Claudio Stefanelli, infatti, pur partendo da dati concreti e reali, in corso d’opera finisce sempre per diventare un vero e proprio viaggio interiore, un’inaspettata escursione capace di spingersi oltre il visibile e la naturale percezione dei fenomeni.
In questa mostra piacentina l’artista presenta diverse opere, alcune anche di grandi dimensioni, che rendono appieno tutta quanta la sua forza espressiva, la particolare sensibilità cromatica e il gusto compositivo elegante e raffinato: elementi, questi, che riescono a trasformare tutto ciò che è vero e reale, concreto e tangibile in emozione pura, in contemplazione ed estasi poetica. Pittura che diventa fotogramma del tempo e del divenire in quanto la sua strategia compositiva crea di continuo nuove e inaspettate potenzialità espressive, situazioni dinamiche dove colore e segno costruiscono accordi, corrispondenze, equilibri instabili. Al massimo livello di concentrazione i ritmi si accentuano, le tensioni si fanno più acute, i colori aumentano di intensità e i segni provocati dalle sovrapposizioni creano forti interferenze tra luce e ombra. Questa stringente dialettica e questo modo di procedere rafforzano nel nostro artista la convinzione che l’atto pittorico non risponde affatto a vincoli prefissati, ma segue piuttosto l’inquietudine del presente, la voce intima e segreta dell’emozione. Claudio Stefanelli, insomma, ha fatto della realtà e del suo mutamento un vero e proprio linguaggio e tutte le sue opere portano dentro un qualcosa di effimero e delicato, rispecchiano la realtà dell’esistenza e i problemi dei nostri complicati giorni.
Ci troviamo dunque di fronte ad un’espressione intensa perché non concentrata solo ed esclusivamente sul dato oggettivo, ma anche e soprattutto sull’effetto interiore, su ciò che la verità del momento può produrre nel tempo.
Pittura che segue sempre il percorso della sedimentazione cronologica e che lascia liberamente fluire le immagini assorbendo da esse solo le emozioni più profonde: una specie di memoria o “flash back” capace di produrre in contemporanea una molteplicità di visioni o meglio, una serie di fotogrammi sovrapposti di cui l’ultimo, quello cioè che emerge, è sempre il più potente e decisivo.
Nasce in questo modo un’espressione dove forma, segno e colore, in perfetta sincronia e mutualistica simbiosi, raccontano di attimi, percorsi, riflessioni e situazioni esistenziali senza descriverli e/o rappresentarli, ma facendoli invece vivere dall’interno, suggerendo atmosfere intime e raccolte, poetiche sensazioni.
La Rassegna, che sarà illustrata dal gallerista e critico d’arte Luciano Carini, chiuderà il 18 novembre.
ORARI: Feriali e festivi dalle 16,30 alle 19,30
Lunedì giorno di chiusura