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The Real America: Welcome to Hell, Kiss-kids!

Luiza Samanda Turrini · 1 Agosto 2011

(english version below)

 

 

The Real America: Welcome to Hell, Kiss-kids!

di Luiza Samanda Turrini

And it all got to damn much for me

Just got to damn rough

And I pushed away my plate

And said boys I’ve had enough

And I lay upon the table, another piece of meat

And I open up my veins to them

And  said come on, eat !!

Patti Smith, Summer Cannibals

 

They will not force us

They will stop degrading us

They will not control us

We will be victorious

The Muse, Uprising

 

Dei bambini non si sa niente. È il titolo dell’insuperato primo romanzo di Simona Vinci, che racconta di case abbandonate nei campi, riviste pornografiche e sperimentazioni sessuali estreme occorse prima dei dieci anni. Per evidenziare che l’infanzia, per tutti quelli che ne superano la soglia, diventa  territorio sconosciuto. Le nuovissime generazioni sono sempre enigmatiche, e gli adulti non possono conoscere davvero il loro mondo, se non per riflesso. Il bambino è l’incarnazione del futuro, che a sua volta è lo sviluppo del presente. Gli adulti si rapportano al mondo dell’infanzia cercando di plasmarlo, e spesso finiscono col contaminarlo con i propri mostri.

Come un antropologo con gli occhi ben aperti, Ron English studia l’infanzia americana. E il mondo che vede e ritrae è come un territorio di guerra. Macaulay Culkin, l’enfant prodige di Mamma ho perso l’aereo,  dopo il successo planetario ha passato anni di alcol e droga. Drew Barrymore, la bambina di ET, era alcolizzata a nove anni e cocainomane a dodici. Per i comuni mortali la fama è preclusa, ma rimane accessibile l’imperativo ad essere cool. A tappe sempre più forzate. Ora anche i lattanti devono avere un paio di Nike. I giocattoli vengono collezionati e scartati con una smania che porta l’euforia di un secondo, e poi immediatamente dopo la rabbia e la frustrazione. Ron English  mostra bambini travestiti da clown, con espressioni assenti, occhi sgranati di droghe, sigarette in mano, lattine di birra. Ma non è solo il male di quelli che possono essere isolati casi di un consumo illecito, precoce e furtivo. Il problema è che in America, non appena i bambini manifestano segni di cosiddetta iperattività, lo Stato obbliga i genitori a somministrare loro potenti psicofarmaci, pena la revoca della patria potestà. I segni più frequenti della sindrome da deficit di attenzione vengono individuati a scuola. Possono essere cose come muovere le mani e i piedi durante la lezione, alzare la mano prima che l’insegnante abbia finito di formulare la risposta, alzarsi quando è richiesto di rimanere seduti, non riuscire a concentrarsi sui dettagli.  Fra gli effetti fisici di Ritalin, Dexedrina ed Adderall ricordiamo: tachicardia, ipertensione, psicosi, allucinazioni, ansia, confusione, deterioramento mentale, depressione, aggressività, irritabilità, tic nervosi, ipersensibilità emotiva, anoressia, nausea, vomito, vertigini, eruzioni cutanee, funzioni epatiche anormali, interruzione della crescita, disturbi delle funzioni sessuali. Gli effetti psicologici, classificati dalle case farmaceutiche come terapeutici,  sono  la soppressione di ogni tipo di attività spontanea, la mancanza di umorismo, la riduzione della socialità, del gioco, della curiosità, la passività, la sottomissione in situazioni sociali organizzate, la focalizzazione limitata o ossessiva, la persistenza a svolgere attività senza senso.  Insomma, ecco a voi il cittadino modello. E se a quattordici anni inizia a fumarsi il crack, bisogna capirlo.

Ron English ritrae piccoli pagliacci in mimetiche multicolor, con AK47 color magenta in mano. Per imparare fin da piccoli che la guerra è un gioco, niente più di un videogame. Che uccidere può essere molto divertente se si viene pagati, e se magari si mette in sottofondo dell’hard-rap o del new-metal.   E poi si può diventare veri soldatini, tipo quelli di plastica verde, solo più grandi, e magari morti. Ron English mostra con quale disinvoltura si possa passare dalle armi giocattolo alle armi vere. Un po’ come succede in Un Gelido Inverno (Granik, 2010) in cui la diciassettenne Ree Dolly, in un momento critico in cui teme di essere sfrattata di casa, insegna alla sorellina di cinque anni a sparare.

English raffigura l’infanzia in relazione ai suoi setting abituali. E uno dei luoghi preferiti dai bambini americani è il Mc Donald. Fin da piccoli vengono abituati ad associarlo a stimoli positivi, come campi giochi colorati, piccoli gadget di Walt Disney in regalo nell’Happy Meal, cibi pieni di zuccheri.  E naturalmente lui, il clown Ronald Mc Donald, che per i piccoli americani è più famoso di Gesù. Ron English mostra bambini che sembrano Baby Herman di Chi ha incastrato Roger Rabbit, alla guida di macchinine con il logo dell’Emme gialla.