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Swooning at the River of Oblivion

Luiza Samanda Turrini · 20 Giugno 2011

 (english version below)

Swooning at the River of Oblivion

 

di Luiza Samanda Turrini

 

There will never be
Another one like you
There will never be
Another one who can
Do the things you do

THE DOORS, Shaman Blues

 

Io son Dïòniso,

generato da Giove, e da Semèle

figlia di Cadmo, a cui disciolse il grembo

del folgore la fiamma. (…)

Venni perciò, mortal parvenza assunsi,

e mutai la mia forma in forma umana.

Euripide, LE BACCANTI

 

You should have never gone to Hollywood

SYSTEM OF A DOWN

 

Deità dal corpo smembrato ed ibrido. Gemelle divine. Acque primordiali ed animali sacri. Al di là degli stilemi iconografici dell’estasi e della passione, l’arte di Jennybird Alcantara è profondamente religiosa. Lo è nell’accezione etimologica del termine. Re-ligare, unire insieme. In questo caso, non nel senso comunitario del termine, ma in quello sincretistico. Oltre alla ieraticità delle pale d’altare della storia dell’arte occidentale, nelle opere di Alcantara ritroviamo i totem degli indiani d’America, le Grandi Madri di prima della civiltà, le divinità dei boschi dei druidi e i furori dell’oscuro Dioniso.

Come sempre, il fulcro del sacro è il corpo. Corpi anisotropi, con lunghezze vertiginose e squarci incruenti. Nei loro petti si possono nascondere bestie affamate o paesaggi che tendono all’infinito. I loro cuori si ramificano in mani nere, piccoli teschi, condotti venosi che si intrecciano ad altri cuori. I cuori possono venir appesi sopra corna di cervo, oppure essere mangiati dagli orsi. Possono racchiudere topi ruminanti come anche l’abbraccio mortale di un coniglio e di una volpe.

Le mani nere, che si protendono all’esterno dei cuori, portano il titolo di Healer, il Guaritore. Questo sembrerebbe l’autoritratto dell’artista, con la sensibilità che si trasforma in manualità creatrice.

Gli occhi sono un altro elemento anatomico fondamentale: grandi, languidi, spesso frontali anche quando i soggetti sono di profilo. C’è perfino una singola opera dedicata a questo organo, che si connette con il desiderio, e che è spesso simbolo dei genitali (Edipo, Un Chien Andalou).

Anche gli ornamenti sono molto importati: ciglia come ali da burlesque, gorgiere elisabettiane, pizzi vittoriani e fiamminghi.

Jennybird Alcantara mette in scena l’apertura del corpo, la mostra delle atrocità che contiene.

Non esistono uomini in questo mondo, c’è solo l’eterno femminino. Non per niente Jennybird rappresenta spesso divinità acquatiche (Into the Soup, Duel, The Soothsayer, Mistress of the Deep). L’acqua è fonte di vita, duttile e potenzialmente distruttrice. Jennybird Alcantara, fin dai suoi inizi, pratica la divisione dei corpi in membra diverse, separando la testa dal tronco, il tronco dalle braccia e dalle gambe, spesso servendosi di installazioni a polittico.