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Perino & Vele. Luoghi Comuni – Fondazione Arnaldo Pomodoro

Stefania Nano · 23 Maggio 2011

La domanda da La tregua di Primo Levi, citata dal curatore Lorenzo Respi, contiene lo spunto essenziale della mostra: “Ma quante sono le menti umane capaci di resistere alla lenta, feroce, incessante, impercettibile forza di penetrazione dei luoghi comuni?”. Domanda retorica che ovviamente non richiede risposta, ma intende provocare la coscienza morale. Su questa stessa linea si pongono le opere di Perino e Vele, che riassumono diciassette anni di denuncia “visiva” di tanti luoghi comuni che dominano il nostro tempo.

Esiste un meccanismo, nella mente di ognuno, disponibile all’ascolto e all’assunzione delle soluzioni facili, dei pregiudizi, delle lusinghe del conformismo, dei luoghi comuni. Il luogo comune intasa le strade della mente libera, le ingorga, le blocca, le chiude a nuove e diverse possibilità e si pone come assioma per poi insinuarsi nel tessuto culturale e restarci facendo passare silenziosamente i nefasti effetti della sua persuasività. Negli ampi spazi della Fondazione Pomodoro avviene un subitaneo passaggio dai “luoghi comuni” secondo l’accezione di inerzia del pensiero, al “luogo comune” come terreno condiviso: le opere dei due artisti rappresentano i primi, ma attraverso i dubbi, la curiosità e la riflessione critica, li sfidano nella mente del pubblico.

Sculture esplicite che evitano accuratamente i nascondigli solitamente offerti dall’ambiguità interpretativa e dalla ricerca della bellezza estetica, rendono possibile un’”arte di informazione”, priva di sottintesi o allusioni, servendosi solo di verità documentate. Anche nel materiale. La cartapesta non serve solamente a costruire maschere di carnevale o a realizzare laboratori didattici per bambini: questa esposizione mostra che essa può dare forma a monumentali opere dalla triste ed agghiacciante ironia. Le illustrazioni dei quotidiani con cui sono assemblate prendono vita, si fanno corpi plastici. Le pagine di giornale dello sfogliare a volte distratto del primo mattino raccontano Storie e Storia imponenti come le sculture, asciutte, semplici ed essenziali risultanti dal loro assemblaggio e trasformazione.