T.H.U.M.B. JONATHAN MONK

Inaugura

Mercoledì, 22 Settembre, 2021 - 19:00

Presso

LOOM Gallery
via Lazzaretto 15, Milano, citofono 5

A cura di

LOOM Gallery

Partecipa

Jonathan Monk

Fino a

Martedì, 23 Novembre, 2021 - 00:00

T.H.U.M.B. JONATHAN MONK

Comunicato

JONATHAN MONK | T.H.U.M.B.

OPENING EXHIBITION HOURS

Wednesday, 22 September, 7 - 9pm
23 September - 23 October 2021
Tuesday / Saturday, 2 - 7pm or by appointment

Jonathan Monk will present T.H.U.M.B., the second part of F.I.N.G.E.R.S., a follow on from his last exhibition with LOOM gallery, inaugurated exactly one year ago. As in the first show, T.H.U.M.B. starts with Maurizio Cattelan’s sculpture L.O.V.E., offering a different interpretation and creating a new work in the same white Carrara marble. In fact, the sculpture L.O.V.E. by Cattelan does not have three fingers and a thumb, they have been removed or we assume they have. Cattelan positioned his sculpture in Piazza Affari as a critique of the 2008 economic crisis and the loss of savings of thousands of people. The master- piece has always generated an ambiguity of interpreta- tions. In what direction is the sculpture supposed to be facing? Is it facing the Borsa and cursing a sick economic system that had turned out to be a big bubble? Or is the Borsa itself insulting the savers, scattering their money? If Cattelan had continued the realisation of all the fingers, his hand would have been a fascist salute positioned in front of a building of fascist architecture. Is there perhaps a parallelism between the Mussolini dictatorship and the current one of unbridled liberalism and profit at any cost? Monk started from these questions to give his own interpretation. The three fingers set up in the LOOM Gallery space last year were possible remains of L.O.V.E. and they had to do with archeology: they were contemporary ruins. Their author imagined that if in the distant future someone would find them, they might comically believe they be- longed to Cattelan’s sculpture and perhaps even try to reattach them.

After all, in our digital age everything is stored in files and hard disks, but the durability of such media over time is not known. The digital Middle Ages could be around the corner: no one knows if our media will still be able to preserve the memories constantly recorded on them. In this 2021, one year later, after the discovery of the Covid 19 vaccine, Loom Gallery exhibits this single giant sized “T.H.U.M.B.” and exposes it on its side. Neither up or down... things could go either way. T.H.U.M.B. is Jonathan Monk’s second exhibition at Loom Gallery in Milan. In addiction to the exhibition of the new work in the gallery, the entire group of four fingers produced by Jonathan Monk are displayed around Cattelan’s sculpture in Piazza degli Affari. For the sole day of 22 September, on the occasion of the opening of the exhibition, plaster models in a 1:1 dimension of the F.I.N.G.E.R.S. are presented to the citizens. The intention is to suggest the idea of how such paradoxical “archaeological relics” might dialogue with Cattelan’s sculpture and the space for which it was conceived. Through the labile and impermanent instal- lation of F.I.N.G.E.R.S., which lasts for the time of one day, the aim is also to draw attention to L.O.V.E., one of the masterpieces of the City’s public heritage, donated by Cattelan in 2010. Piazza Degli Affari is an exceptional ensemble of 20th century architecture and its dechirichian atmospheres are the legacy of architects like Paolo Mezzanotte and Emilio Lancia. With the square, freed from car parking, even if only for a short time, Cattelan’s work (and now Jonathan Monk’s) dialogues perfectly. The installation was possible thanks to the support of the Art in Public Spaces Office of the City of Milan.

Jonathan Monk (Leicester 1969) lives and works in Berlin. In recent years he has held solo shows at Centre for Contemporary Art, Berlin, Germany (2018) Vox, Montreal, Canada (2017); The Gallery at De Montfort University, Leicester, UK (2017); Kunsthaus Baselland, Muttenz, Switzerland (2016); MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma, Rome, Italy (2015). His work has been included in many group exhibitions hosted at Centre Pompidou, Par- is, France (2019), the Staatliche Kunsthalle Baden-Baden, Baden-Baden, Germany (2018), the American Academy in Rome, Italy (2017), the Museum of Contemporary Art, Cleveland, USA, the Whitney Biennial (2006), the 50th and 53rd Venice Biennales (2003, 2009), Berlin Biennale (2001), Taipei Biennial (2000) and many others.

LOOM GALLERY

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JONATHAN MONK | T.H.U.M.B.

INAUGURAZIONE MOSTRA
ORARI

Mercoledì, 22 Settembre, 7 - 9pm
23 Settembre - 23 Ottobre 2021
Martedì / Sabato, 2 - 7pm o su appuntamento

Jonathan Monk presenta T.H.U.M.B., la seconda parte di F.I.N.G.E.R.S., seguito della sua precedente esposizione a LOOM gallery, inaugurata esattamente un anno fa. Come nella precedente mostra, T.H.U.M.B. parte dalla scul- tura L.O.V.E. di Maurizio Cattelan, offrendo una diversa interpretazione e creando una nuova opera nello stesso marmo bianco di Carrara. La scultura L.O.V.E. di Cattelan non ha infatti tre dita e il pollice, lasciando supporre siano stati rimossi. Cattelan ha posizionato la sua scultura in Piazza Affari come una critica alla crisi economica del 2008 e alla perdita di risparmi di migliaia di persone. Il lavoro ha subito generato un’ambiguità di interpreta- zioni: in che direzione dovrebbe essere rivolta la scultura? Si rivolge alla Borsa maledicendo un sistema econo- mico malato che si è rivelato una grande bolla? Oppure è la Borsa stessa che si fa beffa dei risparmiatori, dopo aver disperso i loro soldi? Se Cattelan poi avesse continuato la realizzazione di tutte le dita, la sua mano sarebbe risultata un saluto fascista posizionato davanti a un edificio di architettura fascista. C’è forse un parallelismo tra la dittatura di Mussolini e quella attuale del liberalismo sfrenato e del profitto ad ogni costo? Monk è partito da queste domande per dare la propria interpretazione. Le tre dita allestite nello spazio della LOOM Gallery lo scor- so anno erano possibili resti di L.O.V.E. e avevano a che fare con l’archeologia: erano rovine contemporanee. Il loro autore immaginava che se in un lontano futuro qualcuno le avesse trovate, le avrebbe credute appartenenti alla scultura di Cattelan e forse, comicamente, avrebbe anche provato a riattaccarle.

Del resto nella nostra era digitale tutto è archiviato in file e hard disk, ma non si conosce la durata nel tempo di tali supporti. Il Medioevo digitale potrebbe essere dietro l’angolo e nessuno sa se i nostri media saranno ancora in grado di conservare le memorie costantemente registrate. In questo 2021, a un anno di distanza, dopo la sco- perta del vaccino contro il Covid 19, Loom Gallery espone questo grande “T.H.U.M.B.” e lo espone su un fianco. Né su né giù, le cose potrebbero andare in entrambi i modi. Parallelamente all’esposizione del nuovo lavoro in galleria, è possibile vedere attorno alla scultura di Cattelan in Piazza degli Affari l’intero gruppo delle quattro dita prodotte da Jonathan Monk. Per la sola giornata del 22 settembre, in occasione dell’inaugurazione della mostra, sono esposti i modelli in gesso delle F.I.N.G.E.R.S. in dimensione 1:1. Si suggerisce così l’idea di come tali para- dossali “relitti archeologici” potrebbero dialogare con la scultura di Cattelan e con lo spazio per il quale è stata pensata. Attraverso l’installazione labile e impermanente delle F.I.N.G.E.R.S., che dura il tempo di una giornata, si è voluto inoltre riportare l’attenzione su L.O.V.E., uno dei capolavori del patrimonio pubblico della Città, donato a Milano da Cattelan nel 2010. Si libera così dal parcheggio delle automobili, anche se per poco, questa piazza, insieme eccezionale di architetture del Ventesimo secolo, dalle atmosfere quasi dechirichiane, retaggio di archi- tetti come Paolo Mezzanotte ed Emilio Lancia, con le quali l’opera di Cattelan (e oggi di Jonathan Monk) dialoga perfettamente. L’installazione è stata resa possibile grazie al supporto dell’Ufficio Arte negli Spazi pubblici del Comune di Milano.

Jonathan Monk (Leicester 1969) vive e lavora a Berlino. Negli ultimi anni ha tenuto mostre personali al Centre for Contemporary Art, Berlino, Germania (2018) Vox, Montreal, Canada (2017); alla Galleria dell’Università De Mon- tfort, Leicester, Regno Unito (2017); al Kun- sthaus Baselland, Muttenz, Svizzera (2016); al MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma, Roma, Italia (2015). Il suo lavoro è stato incluso in molte mostre collettive presso il Centre Pompidou, Parigi, Francia (2019), la Staatliche Kunsthalle Baden-Baden, Baden- Baden, Germania (2018), l’American Academy in Rome, Italia (2017), il Museo of Contem- porary Art, Cleveland, USA, la Whitney Biennial (2006), la 50esima 53esima Biennale di Venezia (2003, 2009), la Biennale di Berlino (2001), la Biennale di Taipei (2000) e altre.

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