Stefano Benazzo: Relitti che parlano

Inaugura

Sabato, 17 Ottobre, 2020 - 17:30

Presso

Galleria Arianna Sartori
Via Cappello, 17 - Mantova

A cura di

Arianna Sartori

Partecipa

Stefano Benazzo

Fino a

Giovedì, 29 Ottobre, 2020 - 19:30

Stefano Benazzo: Relitti che parlano

Comunicato

Cinque anni dopo aver esposto alla Galleria Sartori a Mantova, Stefano Benazzo - fotografo da cinquanta anni di relitti spiaggiati, scultore, modellista architettonico e navale - ripropone alla Galleria Arianna Sartori dal 17 al 29 ottobre 2020 una selezione delle sue più recenti fotografie di relitti.

 

 

Il mare esercita evidentemente un richiamo fortissimo sul nostro, che sei anni fa aveva presentato nella chiesa mantovana della Madonna della Vittoria una mostra in omaggio alla Nave Scuola Amerigo Vespucci, esponendone un modello in scala 1:100 che ha donato alla Marina Militare. Egli vive a Todi, dopo aver lasciato alla fine del 2012 la carriera diplomatica con il titolo di Ambasciatore d’Italia. Ha svolto la sua attività a Bonn, a Washington, a Mosca, presso la Presidenza della Repubblica Italiana, ed è stato Ambasciatore d’Italia in Belarus e in Bulgaria.

 

Le immagini che Benazzo esporrà dimostrano che, in effetti, i relitti spiaggiati sono in grado di raccontare (sempre che si voglia lasciare spazio alla fantasia) le storie degli uomini che erano a bordo. Questo sarà del resto il tema e il titolo di un libro che Benazzo sta preparando per un editore francese (gli editori italiani non hanno mostrato interesse): non un uomo che parla di navi, ma navi che parlano di uomini.

 

In questa ricerca fotografica sui relitti spiaggiati - che lo ha portato a fotografare con passione sulle coste del mondo più di 400 relitti (che egli intende del resto continuare a riprendere, Covid permettendo) - la parola chiave è il dovere di memoria. La ricerca è ispirata dall’ambizione di mostrare simboli di coraggio, dolore e paura, e testimonia compassione verso coloro che hanno vissuto quei momenti, lavorando, navigando, combattendo. I relitti - diventati parte della natura - portano con sé la memoria di coloro che non figurano nei testi di storia, ricordano la sofferenza di innumerevoli famiglie di Marinai, sono il simbolo di alcune caratteristiche essenziali dell’uomo e della storia economica, sociale, industriale e marittima: ingegno, coraggio, iniziativa economica, spirito di avventura, e testimoniano infine la capacità degli architetti navali, dei cantieri, degli armatori, degli equipaggi, dei pescatori, dei responsabili dei salvataggi, dei sommozzatori. La ricerca cristallizza i resti di sontuose cattedrali del mare (ma anche di umili imbarcazioni) destinate a sicura decadenza.

Poiché è impossibile esporli nei musei, è indispensabile almeno fissarne le immagini per le future generazioni, prima che siano irrimediabilmente distrutti in pochi anni dal tempo atmosferico e dal mare. Inoltre, i relitti si trovano spesso in luoghi lontani ed inospitali, difficili da visitare. Ragione di più per fissarne la memoria e mantenere viva la memoria dei Marinai che erano a bordo. I relitti muoiono soli; raramente vengono assistiti e curati; è quindi naturale dedicare loro attenzione, simpatia e rispetto.

 

Le immagini di relitti che saranno visibili alla Galleria Sartori provengono da paesi ben diversi: Namibia, Georgia del Sud e Isole Malvine/Falkland (in Atlantico meridionale), Grecia, Portogallo, Mauritania, Francia, Canada, Stati Uniti, Islanda, Isole Turks & Caicos (nei Caraibi) e Italia.

 

Anche se l’Autore si dedica ad argomenti legati al mare, un filo conduttore lega le sue pluridecennali attività. L’impossibilità, imposta dal Covid, di recarsi a fotografare relitti spiaggiati sulle coste del mondo gli ha suggerito di riprendere un’altra sua passione di lunga data: la costruzione di modelli architettonici in scala di antichi edifici di culto monoteisti e di significativi edifici storici, riprendendo così la tradizione dei “Legnaioli”, cioè degli artigiani che li costruivano - sulla base delle indicazioni degli progettisti - per permettere ai costruttori di procedere. I suoi quattordici modelli - frutto di un lavoro iniziato un quarto di secolo fa - sono stati recentemente esposti a Firenze e sono in mostra nella Basilica della Consolazione a Todi; Benazzo li realizza con il pensiero rivolto ancora una volta agli individui, in questo caso a coloro che da secoli vi si recano affidando la loro anima, così come i naviganti affidano i loro corpi alle imbarcazioni.

 

Negli ultimi anni, Benazzo ha svolto circa quaranta mostre personali in Italia e all’estero, ha partecipato a numerose mostre collettive ed ha pubblicato vari cataloghi e libri. Suoi portfolio di fotografie di relitti sono stati pubblicati su prestigiose riviste d’arte navale, annuari e cataloghi di arte moderna, ed innumerevoli articoli gli sono stati dedicati. La sua attività è stata illustrata alle televisioni italiana e francese ed egli ha fornito sue immagini per le copertine di diversi libri; si prepara ad esporre nei prossimi mesi in Italia, Germania, Canada e USA. Si dedica altresì alla conservazione delle locomotive a vapore (sempre la memoria…), come Presidente della World Alliance of Tourist Trams and Trains (Wattrain), è Accademico di merito dall’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, ed ha ricevuto fra l’altro il Premio speciale Carlo Marincovich nel 2018 ed il Premio AcquiAmbiente 2019.

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