Evolutions

Inaugura

Venerdì, 18 Settembre, 2020 - 18:00

Presso

ranarossa 3.0
Via Montevecchio 21

A cura di

Chiara Serri

Partecipa

Ersilia Sarrecchia, Cetti Tumminia, Chiara Napolitano, Marco Lombardo, Alberto Zecchini, Alessandro Monti

Fino a

Domenica, 4 Ottobre, 2020 - 19:00

Evolutions

Comunicato

EVOLUTIONS - Storie di macchine e di uomini

Sei artisti, diversi per esperienza e linguaggio, si confrontano sul tema della macchina, paradigma di funzionalità ed efficacia, ma anche testimonianza storica, congegno immaginifico, centro di un dibattito che dalla contrapposizione tra natura e tecnologia giunge al corpo bionico e all’intelligenza artificiale. Se per Ersilia Sarrecchia la macchina è un ricordo tratto dall’album di famiglia, tradotto pittoricamente nella stratificazione dei colori, per Alessandro Monti è un’utilitaria anni ’60, testimonianza di una tecnologia superata che diventa icona pop. Approfondiscono, invece, il rapporto naturale/artificiale Cetti Tumminia e Chiara Napolitano: se Tumminia disegna un ramoscello “in mandorla”, richiamo iconografico al Cristo in Maestà, accerchiato dalla città che avanza, Napolitano affronta il toposletterario dell’uomo-macchina attraverso il recupero di una fotografia d’epoca riletta in chiave cyberpunk. Marco Lombardo, unico fotografo, punta l’obiettivo su piccole macchine d’uso quotidiano, il cui vizio di forma ne inibisce la funzionalità. Nel dipinto di Alberto Zecchini dedicato ad Icaro, infine, la macchina è l’artificio che consente a Dedalo, uomo di téchne, di fuggire dal Labirinto di Minosse, ma non di salvare il figlio Icaro, che nel cielo terso di Ovidio prova la fatale ebrezza del volo.

Marco Lombardo - La ricerca di Marco Lombardo, artista bolognese classe 1965, associa lo studio della fotografia tradizionale ad un costante lavoro sul linguaggio, che comprende l’uso di elementi pittorici e luminosi, nonché la scomposizione fisica dell’immagine in piani prospettici. Fotografie di paesaggio – di notte, nella nebbia, al limite tra il quotidiano e l’immaginario – associate a ritratti, interni e ricerche concettuali, alle soglie dell’astrazione. Per la mostra Evolutions, presenta alcune fotografie digitali su di-bond, parte della serie Unusable (2020). La memoria corre alle Macchine Inutili di Bruno Munari, nonostante le macchine di Lombardo non siano inutili, ma inutilizzabili. La loro originaria funzionalità è, infatti, negata da un vizio di forma. Ci accorgiamo allora dell’importanza di oggetti indispensabili alla nostra quotidianità che siamo abituati a dare per scontati.

Alessandro Monti - Le opere di Alessandro Monti, artista modenese classe 1950, attingono alle ricerche oggettuali degli anni ‘60, rilette alla luce della contemporaneità e inondate da sferzante ironia. Se nei fondi liberi e mossi si percepisce il piacere della pittura, la suddivisione del dipinto in fasce verticali rivela il carattere ambiguo del soggetto ritratto, mentre il titolo e l’oggetto (che fa da pendant al quadro) diventano strumenti imprescindibili per l’esegesi dell’opera stessa. Per la mostra Evolutions, l’artista presenta due lavori che alludono a macchine del recente passato: un aereo da guerra della prima metà del ‘900 (Rosso Barone, 2020) e un’utilitaria anni ’60 (Amore a prima vista, 2020), testimonianze di una tecnologia superata che diventa icona pop. Una riflessione sulla percezione del tempo nella società contemporanea e sulla velocità con cui ciò che oggi è innovativo diventa presto obsoleto.

Chiara Napolitano - Nelle opere di Chiara Napolitano, nata a Carpi nel 1986, è centrale il tema della memoria. Fotografie vintage, piccoli oggetti d’antiquariato e carte da parati diventano, infatti, il perno di ricordi condivisi, che filtrano attraverso la stratificazione delle paste e la sovrapposizione dei ritagli. Dopo l’esordio nel 2014, con le prime copie d’autore e le esperienze in ambito pop, l’artista ha trovato la sua forma d’espressione nel ritratto, ottenuto attraverso la contaminazione di collage e pittura. Per la mostra Evolutions, affronta il topos letterario dell’uomo-macchina attraverso il recupero di una fotografia d’epoca riletta in chiave cyberpunk (Fotoricordo, 2020). Macchina, dunque, come congegno, capace di correggere gli errori di funzionamento della macchina-corpo, ma allo stesso tempo allusione ad un futuro “tecnologico” che, come nei migliori film di fantascienza, alimenta dubbi e paure.

Ersilia Sarrecchia - Muove al confine tra figurazione e astrazione, Ersilia Sarrecchia, artista latinense classe 1974, dal 2011 residente a Modena. Al centro di ogni sua opera, è il farsi stesso della pittura, il gesto capace di diventare forma, ma anche di liberarsi da ogni condizionamento, dando vita a scenari onirici e visionari. Dopo anni caratterizzati dal tuffo nella materia, l’artista ha fatto ritorno al segno che, nelle opere recenti, dialoga con una pittura lirica, animata da macchie e sgocciolature. Per la mostra Evolutions, Ersilia Sarrecchia attinge all’album di famiglia: erano gli anni Settanta e la macchina – protagonista delle due tele che compongono il progetto Remember (2020) – non era soltanto un mezzo di trasporto. Era il simbolo di un’epoca, il rombo di un motore, il ricordo gioioso delle prime gite in famiglia, tradotte pittoricamente nella stratificazione dei colori.

Cetti Tumminia - Uomo e natura. Definizione calligrafica del dettaglio ed abbandono alle profondità della materia. Le opere di Cetti Tumminia, artista sassolese classe 1977, nascono dall’ibridazione, dalla contaminazione, a volte anche dalla contrapposizione, tra mondi apparentemente lontani, alla ricerca di un possibile equilibrio. Linguaggio d’elezione è la matita su carta, associata ad interventi a PanPastel e stucchi. Per la mostra Evolutions, l’artista abbandona temporaneamente la figura femminile, sempre al centro delle sue composizioni, esponendo un’unica opera di grandi dimensioni (EcoSistema, 2019), caratterizzata dal disegno di un ramoscello “in mandorla”, richiamo iconografico al Cristo in Maestà, accerchiato dalla città che avanza. Cementificazione reale o prevaricazione virtuale? Tante le possibili risposte. Al visitatore la mossa decisiva nel “gioco” della vita.

Alberto Zecchini - Il corpo umano è da sempre al centro della ricerca di Alberto Zecchini, artista reggiano classe 1974, residente a Modena dalla prima infanzia. Nessuna volontà di mimesi, nessun desiderio di dare un volto e un’identità alla figura ritratta. Il corpo è, infatti, oggetto di una continua trasfigurazione, specchio mutevole di un’interiorità che affiora oltre la carne, sollevando dalla profondità della pittura – all’apparenza materica per l’uso di trasparenze e velature – una potente carica emotiva. Figure universali, nelle quali è possibile identificarsi, riconoscendo tracce del proprio vissuto. Per la mostra Evolutions, l’artista propone un grande dipinto dedicato ad Icaro (2018). Qui la macchina è l’artificio che consente a Dedalo, uomo di téchne, di fuggire dal Labirinto di Minosse, ma non di salvare il figlio Icaro.

Chiara Serri

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