daydreams, emanuele puzziello

Inaugura

Sabato, 1 Dicembre, 2018 - 18:00

Presso

ranarossa 3.0
via Montevecchio 21, Modena

A cura di

Ersilia Sarrecchia

Partecipa

Emanuele Puzziello

Fino a

Sabato, 19 Gennaio, 2019 - 19:00

daydreams, emanuele puzziello

Comunicato

DAYDREAMS è il titolo della nuova mostra personale di Emanuele Puzziello, curata da Ersilia Sarrecchia che si apre con il VERNISSAGE di SABATO 1 DICEMBRE dalle ore 18 negli spazi della galleria ranarossa 3.0 di Modena. 

Emanuele Puzziello, nasce a Maglie (Le) nel 1982, vive e lavora fra Modena e Lecce. 
La sua pittura si muove intorno ad una ricerca pittorica figurativa dalla connotazione cromatica decisa ma molto raffinata, apparentemente di immediata lettura ma che, ad uno sguardo più attento, scopre una serie di tematiche e suggestioni volte ad indagare l'inquietudine umana. 

La mostra è accompagnata da un testo critico di Giovanni Matteo. L'artista sarà presente al vernissage.

La tessitura discontinua e cangiante delle ultime opere di Emanuele Puzziello, con la sua improvvise fioriture di toni luminosi in espansione e gli sprofondamenti nel suo personalissimo nero, fa pensare al neuroimaging, lo strumento che consente di vedere quali zone del cervello ricevono il maggiore afflusso di sangue a seconda dei compiti che si ritrova a svolgere. La capacità dell'artista di passare dalla condizione di pensiero vagante del "daydreaming", che prevede l'attivazione del circuito di default e lo spegnimento delle aree dedicate all'attenzione focalizzata, alla risoluta lucidità richiesta dai processi di pianificazione e realizzazione sembrerebbe riflettersi nelle composizioni in mostra, estremamente complesse e imprevedibili, soprattutto a livello cromatico. Qui il sogno ad occhi aperti si presenta come un'alterazione nelle maglie della griglia interpretativa che la necessità di concentrarci solo su alcuni aspetti del nostro quotidiano ci porta a costruire, per rivelare un'alterità nascosta che aspetta solo l'occasione giusta per presentarsi a noi. Non deve stupire, dunque, che i personaggi evocati sulle tele siano ritratti nella fase dell'adolescenza, un momento di ipersensibilità non selettiva verso tutto quello che ci circonda.
Per Neo Rauch l'inconscio è un flusso infinito di immagini provenienti da una zona in cui le cose sono tenute insieme da legami apparentemente privi di senso che, tuttavia, ne acquistano uno profondo e segreto nell'organicità dell'opera d'arte, che ha delle ragioni intrinseche rintracciabili nell'armonia della composizione e del colore. Il brutto e il bello, il positivo e il negativo si bilanciano nel lavoro di Emanuele, così volti delicati e trasognati di bambini si fondono ad immagini di ragni, corvi ed altre creature a loro aliene senza deturparne la bellezza e la purezza, la corolla di un fiore gigantesco può comparire sul capo di una ragazza e una moltitudine di occhi si possono aprire sui tronchi degli alberi senza suscitare un turbamento che rompa l'incanto della costruzione.

Giovanni Matteo

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