“A come Amore” ed “Eco Essenza”: Opere d’arte di Mariella Bogliacino e Fernando Montà

Inaugura

Giovedì, 12 Maggio, 2022 - 18:00

Presso

Artingenio Museum
Via Gioberti 39 Pisa

A cura di

Francesco Corsi

Partecipa

Mariella Bogliacino e Fernando Montà

Fino a

Lunedì, 30 Maggio, 2022 - 18:00

“A come Amore” ed “Eco Essenza”: Opere d’arte di Mariella Bogliacino e Fernando Montà

Comunicato

 “A come Amore” ed “Eco Essenza”: 

Opere d’arte di Mariella Bogliacino e Fernando Montà

12 maggio - 30 maggio 2022

LUOGO: ARTinGENIO MUSEUM

INDIRIZZO: Via Vincenzo Gioberti 39 Pisa

CURATORI: Francesco Corsi

COMUNICAZIONE E STAMPA: Manuela Arrighi

ENTI PROMOTORI: ARTinGENIO Srl

 

A Pisa, ARTinGENIO MUSEUM presenta, dal 12 maggio al 30 maggio 2022, due mostre in contemporanea. Mariella Bogliacino e Fernando Montà trovano un comun denominatore nellaricerca sulla materia, sul colore e sul segno. Le loro opere ci fanno immergere nelle profondità della vita, nelle “ferite” del mondo, attraverso i simboli, il mito, gli elementi della natura. 

 

“A come Amore”, ma anche A come Afrodite, A come Arte, sono i temi della mostra di Mariella Bogliacino, che prendono vita presso ARTinGENIO MUSEUM, in contemporanea con la mostra di Fernando Montà “Eco Essenza”, che sviluppa il tema della riflessione sulla Natura e l’approccio filosofico e panico al mondo.

Opere di grande forza emotiva per entrare nelle pieghe laviche della materia, dove il sangue della terra trasforma la violenza nel sacro e la trasfigura nelle visioni spirituali incarnate nei simboli della storia umana. 
Non è un caso che Mariella Bogliacino oltre ad aver prodotto importanti opere pittoriche si sia dedicata alla creazione di libri d’artista: il libro è il veicolo principale del linguaggio, dove i segni e i simboli hanno guidato l’essere umano, dagli antichi testi sacri, ai medievali codici miniati, ai trattati esoterici, alchemici e scientifici. Il libro è raccolta di cenni, di segni, di ispirazioni che aiutano l’umanità a “leggere” il cosmo e diventa vita medesima nel farsi opera d’arte. II libro d’artista sembra quasi vivere di vita propria, interrogando lo spettatore a esperirne il linguaggio che va oltre le mere parole. La “A” dell’Amore della Bogliacino prende corpo con una doratura che è luce sul sacrificio umano e sulla sofferenza cosmica. La mostra di Fernando Montà, pur indipendente da quella della Bogliacino, affronta temi complementari. Nato in Africa, porta nel cuore la sensualità di quel continente, tra la potenza inquietante della leonessa che incarna l’essenza della natura: violenta, fascinosa e degna di rispetto. Sembra di cogliere un eco divino nelle sue opere che raccontano l’essenza della natura. La perfetta esecuzione figurativa mostra un’abilità che dialoga in modo armonico con una visione simbolica e informale. Nella forma delle sue ellissi che simboleggiano chiaramente l’esistenza cosmica che emerge dal buio, troviamo le ferite realizzate nell’opera con la sgorbia, a testimoniare che l’essenza del mondo non è la perfezione, ma è armonia tra amorfo e bellezza, tra ferita e gioioso afflato vitale. L’artista, vissuto nel periodo giovanile nelle campagne piemontesi di Brusnengo, ha esperito il mondo contadino, la semplicità essenziale della vita onesta che si percepisce nella dimensione naturale che mette in scena. Le opere di Montà giungono dall’oscuro alla luce. L’intento di Montà è quello di coinvolgere chi guarda l’opera d’arte, in una partita seria; non un invito a un puro estetismo, né alla raccolta di una provocazione, così avvezza ai contemporanei, ma una chiamata all’impegno, quasi come fosse una chiamata divina. La Terra è sacra ed è sostanzialmente E-vento, raccolto in una luminosa radura, dove il Vento dello Spirito ci soffia sul viso.

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