Remote Svalbard - Fotografie di Clara Vannucci

La mostra di agosto della rassegna Altri Mondi, a cura di Paola Riccardi, invita il pubblico a cambiare ancora una volta orizzonte e prospettiva e presenta, mentre la città è immersa nel caldo estivo, un progetto realizzato da Clara Vannucci nelle isole Svalbard situate a metà strada tra la terra norvegese e il Polo Nord.

Remote Svalbard è il ritratto di un paesaggio permeato dalla cultura, architettura e politica sovietica, dagli edifici al busto di Lenin più settentrionale del mondo, un paesaggio totalmente innevato e affascinante, nel quale immergersi, quasi a trovare refrigerio.

“Per gran parte del periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale la Russia è stata la nazione dominante nell'arcipelago delle Svalbard, isole situate a metà strada tra la terra norvegese ed il Polo Nord, amministrate dalla Norvegia ma in realtà aperte allo sfruttamento minerario ai quaranta paesi che hanno firmato il trattato di Svalbard nel 1920. Un tempo fiorente insediamento minerario, Pyramiden è stata quasi completamente abbandonata da quando è stata chiusa nel 1998 lultima miniera. La cultura, l'architettura e la politica sovietica permeano la città, dagli edifici al busto di Lenin più settentrionale del mondo. La città fantasma ospita solo sei residenti che lavorano nell'unico hotel, riaperto solo pochi anni fa grazie al turismo. Recentemente l'hotel è stato onorato dalla visita di un ospite speciale: un orso polare che è entrato nell'edificio rompendo una finestra e ha successivamente giocato con le bottiglie Wodka del bar. Solo una delle decine di storie romantiche che pervadono questo avamposto bianco. Affascinante come le architetture abbandonate dell'insediamento delle miniere di carbone, è lo straordinario paesaggio polare che lo circonda. Scogliere coperte da metri di neve si riflettono nelle acque dei fiordi; una volta ogni tanto, trichechi solitari fanno la loro apparizione inaspettata dal ghiaccio, piccole macchie marroni in un paradiso artico altrimenti completamente bianco-blu.”

(Michele Fossi)

L’intera rassegna è presentata dall’associazione Ecologia Turismo Cultura, insieme a Cooperativa COMIN e Cooperativa Tempo per l’infanzia, con il contributo di Cascina Martesana e Fondazione Cariplo. 

 

BIOGRAFIA

CLARA VANNUCCI

Classe 1985, nata a Firenze, Clara Vannucci è una fotografa documentarista, nota soprattutto per i suoi lavori sul sistema carcerario italiano ed americano. A New York, con l’aiuto di Donna Ferrato, ha fotografato le prigioni di Rikers Island Jail, sviluppando un progetto sulla sezione per le donne vittime di violenza di una delle più grandi prigioni americane. All'interno del carcere di Volterra realizza invece "Crime and Redemption", un reportage sul teatro in carcere. Ha vinto una borsa di studio a FABRICA dal 2012 al 2014 dove ha sviluppato il suo terzo progetto sul sistema penale: Bail Bond. Bondsmen, defendants & bounty hunters. E' rappresentata da Daria Bonera DB per corporate e advertising. È fotografa freelance per numerosi magazine e quotidiani italiani e internazionali, per i quali realizza assegnati sia commerciali e sia editoriali.

www.claravannucci.com