K3in3 F4arbe. Una distopia salvifica in bianco e nero

Può il codice binario sorpassare la casualità, formulando invece l’azione creativa?

K3in3 F4rb3, di  Federica Talò, in arte Sasori Komomo e Francesco D’Apolito aka Nessun Niemand ,aperta lo scorso 11 gennaio con un live painting, presso la Galleria Tonino Baldari di Galatina (Lecce)a cura di Gianle Lametà,  non fornisce una risposta, ma lancia una rivoluzione dell’immaginario contaminato ed in continua modificazione.

Neutralità come punto zero, anonimato come identità, si flettono con la cifra stilistica lambendo l’estrema periferia della negazione, quella dell’assenza di colore.

La contaminazione arriva ad investire le stesse parole attraverso l’alfanumerico rendendo quindi, necessaria la decodifica, per mano dei due artisti, che portano negli spazi della galleria salentina, un progetto in evoluzione nato nel 2016 a Berlino.

K3in3 F4arb3, mutua il suo lessico, determinando una scelta, o un’inesorabile istanza espressiva, prodotto finito di quel connubio tra estetica e filosofia cyberpunk, archetipi di lovecraftiana memoria e realtà aumentata, che ha esteso le sue propaggini sin nella radici della creatività.

S.Komomo e N.Niemand, traducono il sovraccarico di segnali, sfociando nella creazione di un universo geneticamente modificato, contaminato, al contempo capace di sfuggire a definizioni o costrizioni di genere. La realtà sfocia in immaginario crudo e oscuro, ma trasuda l’ipotesi di forme di vita.

Immersive tele in acrilico, dilatano lo spazio, azzerano la percezione della convenzione temporale, agglutinano lo spettatore nei contorni pennellati. Si scivola nella pece oscura di simbolismi presenti, a seconda del punto di osservazione e della psiche del fruitore.

Biomeccanica e grottesche giungle urbane, solchi neri e bianco che avanza, definiscono il paesaggio antropico, abitato da quella che sembra diventare una nuova mitologia di uomini e antieroi postatomici.

La china su carta intaglia e contorna, lasciando intravvedere le mani di chi è avvezzo a incidere solchi su carne e segni perenni. Furia biomeccanica e stati alterati di coscienza si spostano su piani metafisici tra vegetazione che prende vita e antropomorfismi mutanti; un misticismo più prossimo all’allucinazione di un cyborg, che ad una qualche religione.

L’universo creativo sconfina nel materico, non trascurando la scultura. Componenti riutilizzate si prestano a diventare ingranaggi di assemblaggi altri in cerca di nuove identità.

Tra un senso escatologico e profetico, il senso di apocalisse in divenire è prossimo, ma si mescola ad un insperato quanto irrazionale senso di altre possibilità di sovvertimento dell’ordine costituito.

L’ipotesi che all’ineluttabilità di un mondo in disfacimento, mutilo ed orfano, oscuro e gravoso si stia sostituendo una versione aggiornata, viene parafrasata nel manifesto programmatico redatto da S.Komomo e N, Niemand.

In attesa del downaloading completo K3in3 F4rb3 è visitabile sino all’8 febbraio.