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Conclusa

IN NERO – Simone Masetto Maghe – Luca Zangheri

dal 6 Nov al 8 Dic 2015

Il nero è la negazione di un colore, è assorbimento totale di luce. Il buio prepara lo sguardo alla luce, si lascia attraversare per cercare in esso qualcosa che emerga, che lo superi, e che dall’ombra tragga il suo vigore.

La doppia personale diSimone Masetto Maghe e Luca Zangheri esplora il buio sotto due punti di vista e con lavori differentiper concezionee supporto.

Masetto Maghe fa emergere dal velluto nero tratti di luce, lampi, frammenti di stelle, soli. Compone le opere a trittici per moltiplicarle, elevare il buio e la luce all’ennesima potenza e restituire allo sguardo uno scenario in cui perdersi e infine ritrovarsi. Luca Zangheri condensa piccole masse scure e le comprime e le costringe in bozzoli neri che sembrano negare ogni speranza di luce, donata in ultimo dalla laccatura finale che le rende lucenti.

Le opere di Simone Masetto Maghe e di Luca Zangheri, entrambe esposte qui, per la prima volta, come un corpus di opere compiuto, si completano e si rimandano a vicenda come spazio scenico e personaggio, in un atto in cui l’uomo cerca, singolarmente o in coppia, di liberarsi dai lacci, dalle relazioni che lo tengono imprigionatoma, al tempo stesso, presente qui ed ora.

La mostra inaugura venerdì 6 Novembre alle 19 presso Zoia Gallery con la curatela di Erika Lacava e Nuccio Rotolo.

 

SIMONE MASETTO MAGHE

Portogruaro – 1981

Dopo il diploma in Arti Tessili all'Istituto d'Arte di Venezia si trasferisce a Milano per frequentare l'Accademia di Brera. Con le sue prime opere ha partecipato a numerosi premi nazionali e internazionali. In continua evoluzione stilistica, ha preferito al figurativo le possibilità espressive dell’informale mescolando sapientemente tradizione e sperimentazione. Le opere qui presentate sono primo manifesto della ricerca sviluppata sul velluto nero. Attraverso il processo di decolorazione del tessuto nobile, inteso come luogo di transizione tra dimensione onirica del finito e suggestione grafica dell’infinito, ha dato forma al primordiale legame che intercorre tra uomo e dimensione spaziale della macchina celeste, introspezione che pacifica l’animo quando finalmente “uscimmo a riveder le stelle”.

Nuccio Rotolo

LUCA ZANGHERI
Pesaro – 1981

Frequental’Accademia d’Arte drammatica Paolo Grassi e inizia la sua attività di attore e danzatore. La familiarità con il corpo, il movimento e il suo linguaggio lo porta a esplorare altri mezzi espressivi fino a trovare nella plasmabilità del das le qualità olfattive e tattili che lo riportano, come tracce mnestiche, all’infanzia e alla libertà di espressione tipica delle prime sperimentazioni plastiche. I suoi personaggi sono alla ricerca di un modo per liberarsi dalle propriecatene;corpi avvolti e nascosti da un intreccio di fili che li proteggono dal mondo, sostengono e al tempo stesso li costringono. Le legature definisconol’essere nella sua essenzialità, coprendo i lineamenti individuali per rivelare un’universalità da scultura classica. Ma all’equilibrio e alla serenità delle pose classiche è sostituito uno squilibrio costantemente instabile, in bilico, accentuato dalla scelta del nero come solo colore espressivo.

Erika Lacava