Precious, da Picasso a Jeff Koons
dal 7 Feb al 11 Apr 2015
Una collezione unica di gioielli esposti per la prima volta in Italia nello spazio di VITRARIA Glass +A Museum.
Da Pablo Picasso a Jeff Koons, da Louise Bourgeois a Damien Hirst, da Lucio Fontana
a Anish Kapoor. Sono solo alcuni degli oltre cento nomi dell’arte moderna e contemporanea
riuniti assieme per svelare il proprio volto meno noto: quello di artisti di gioielli, le cui creazioni
hanno la valenza di sorprendenti opere d’arte spesso sconosciute al grande pubblico.
Dopo aver fatto tappa a Roubaix, New York, Atene, Valencia, Miami e Seoul, la incredibile
collezione raccolta negli anni da Diane Venet, collezionista parigina di origine e newyorchese
d’adozione moglie del noto artista Bernar Venet, arriva per la prima volta in Italia con
Precious – da Picasso a Jeff Koons.
Centosessantuno gioielli, la collezione al completo, con alcune opere mai esposte prima, che
raccontano un approccio all’arte differente da quello che siamo soliti osservare e trasformano
il piano nobile del suggestivo e nuovissimo VITRARIA Glass +A Museum.
VITRARIA Glass +A Museum è il nuovo museo che ha aperto le porte a settembre 2014 nel
cuore di Venezia, situato all’inizio del “museum mile” tra l’Accademia e le Zattere.
VITRARIA Glass +A Museum ha un approccio interdisciplinare dove “Glass” esprime
l’obiettivo tematico che pone al centro il vetro attraverso le contaminazioni di questo elemento
con l’arte, il design, l’architettura, le nuove tecnologie, la moda… e “+A” enuncia l’aspirazione
del Museo ad allargare la propria ricerca molto oltre, permettendosi un’area di libertà
espositiva e proponendosi come piattaforma di incontro e scambio per artisti, designer,
industria creativa.
Precious rientra dunque proprio nella vocazione “+A” di VITRARIA, che esprime già con
questa sua seconda mostra la propria libertà di esplorare l’“Altro”, investigando, in questo
caso, un’altra arte applicata come l’oreficeria – così affine all’arte vetraria.
Gioielli che sono opere d’arte a tutti gli effetti, perché firmati dai più grandi artisti
contemporanei, spesso pezzi unici, talvolta edizioni limitatissime che rimangono nei tratti
distintivi inequivocabili e riconducibili alla cifra stilistica di ciascun “maestro”. Precious ci farà
scoprire da un punto di vista inedito il percorso di molti degli artisti più noti al mondo dalla
seconda metà del XX secolo a oggi.
Ogni gioiello, concepito come opera d’arte da indossare, racchiude in sé una storia ed è
stato realizzato dall’artista con una particolare persona in mente: è forse proprio questo
aspetto “intimo” a renderlo ancora più affascinante.
Il doppio significato di questa mostra inizia proprio dal suo titolo: Precious non solo perché si
fa riferimento a oggetti d’arte rarissimi e preziosi, ma anche ad opere che custodiscono un
contenuto simbolico e personale forte, spesso all’origine della creazione. Basti pensare ai
ciottoli raccolti sulla spiaggia da Picasso e poi dipinti per Dora Maar, o ai pezzi di osso sui cui
incise il ritratto di Marie-Thérèse.
E’ la stessa Diane Venet a raccontare che la sua collezione nacque il giorno in cui suo marito,
l’artista francese Bernar Venet, le strinse attorno all’anulare sinistro un sottile bastoncino
d’argento come anello di nozze, a cui sono seguiti spille e bracciali, ognuno corrispondente
ad un nuovo concetto nella sua attività artistica.
La collezione è cresciuta nel tempo, chiamando a raccolta amici ed artisti quali César, che ha
compresso braccialetti e ciondoli della famiglia Venet per dargli nuova vita, o Chamberlain,
che ha donato a Diane il suo primissimo gioiello, una spilla in alluminio accartocciato e
verniciato. A volte gli artisti hanno rifiutato la richiesta, per cimentarsi nella sfida solo in un
secondo momento, come nel caso di Frank Stella, tentati dallo sperimentare il proprio
linguaggio su una scala diversa e con vincoli differenti.
Molti gioielli sono arrivati dopo indagini, incontri, viaggi intrapresi per rintracciare pezzi rari.
Tutti sono il risultato di un intreccio tra storie di vita e storia dell’arte.
VITRARIA GLASS +A MUSEUM
La sede permanente di Palazzo Barbarigo Nani Mocenigo,
già dimora del doge Agostino Barbarigo e antico “museo” della
collezione archeologica della famiglia Nani dona nuovamente
luce all'identità tracciata in filigrana in un luogo dove la cultura
possa intraprendere percorsi nuovi per generare un processo di
ricerca attraverso il quale stabilire relazioni e possibilità ancora
inesplorate.
Alcuni cenni storici: il palazzo è stato costruito a partire dalla
seconda metà del XV secolo dal Doge Agostino Barbarigo, che
lo lasciò in eredità alle due figlie a condizione che si
dividessero il palazzo in due appartamenti: questo pare essere
il motivo per il quale il palazzo è dotato di due “piani nobili”.
Il ramo della famiglia Barbarigo si è poi estinto e le figlie si sono
sposate con discendenti della famiglia Nani. Il palazzo poi è
stato della famiglia Nani per 500 anni fino a che una
discendente si sposò con la famiglia Mocenigo nell'Ottocento
prendendone il cognome.