Alice non sa. Peter sì.
dal 17 Mag al 31 Mag 2014
Alice non sa… Peter sì
mostra di arte contemporanea a cura di KATIA OLIVIERI
in collaborazione con l'Associazione “Le Ali di Pandora”, “Piscina Comunale – Spaziodarteincopisteria” e “Art and Ars Gallery”
dal 17 al 31 maggio 2014 espongono Mirek Antoniewicz, Matilde De Feo, Emilio D'Elia, Michele Giangrande, Laboratorio Saccardi, Maurizio L’Altrella,Adriano Pasquali, René Pascal, Giuseppe Stellato, Paula Sunday, Paola Zampa.
Palazzo Vernazza Castromediano – Lecce, Italy Via Palazzo dei Conti di Lecce.
Vernissage sabato 17 maggio 2014 ore 19,30
Apertura al pubblico ore 10/12; 18/20,30
Ingresso libero
catalogo in galleria
Testi di Katia Olivieri
La mostra gode dei Patrocini: Regione Puglia: del Presidente della Giunta Regionale; Provincia di Lecce; Città di Lecce; Lecce Capitale della Cultura 2019;
11 sale per 11 artisti: Mirek Antoniewicz (Bratislava) – Matilde De Feo (Napoli) – Emilio D'Elia (San Pietro Vernotico – Brindisi) – Michele Giangrande (Bari) – Laboratorio Saccardi (Palermo) – Maurizio L’Altrella (Sesto San Giovanni – Milano) – Adriano Pasquali (Milano) – René Pascal (Milano) – Giuseppe Stellato (Napoli) – Paula Sunday (Napoli) – Paola Zampa (Roma)-
Un interessante incontro fra autori contemporanei che ci riporterà, grazie al gesto artistico, a quell’età che con il tempo si dimentica: l'infanzia. La prospettiva della fiaba romantica è completamente rovesciata: agli artisti la possibilità di raccontare un mondo interiore, tanto personale quanto idealizzato o dis/incantato, perché Alice non sapeva, Peter sì, ma potrebbe esser vero il suo esatto contrario.
In questo intento si indirizza la collaborazione tra le realtà organizzatrici e la curatrice, in una sinergia mirata alla tutela e valorizzazione della persona, dei più deboli, attraverso i linguaggi dell'arte con un'attenzione particolare alla legge dell'ONU del 20 novembre 1959 che sancisce Il Diritto del Fanciullo.
Contestualmente sarà allestita una collettiva curata da Adriano Pasquali, che presenta più di cento opere realizzate “in un fazzoletto”, letteralmente s’intende, ovvero create su altrettanti semplici fazzoletti tra i quali spiccano “i fazzoletti” dei detenuti del carcere di Milano.
Scrive Luca Rota: “Non solo una mera reinterpretazione fuori dal comune del supporto artistico, ma pure una sorta di metafora del valore di esso e dell’arte stessa, in grado di offrire un certo valore – estetico, tematico, culturale, sociale persino – al fruitore anche quando “relegata” su di un supporto così apparentemente limitato e limitante… Ma, inutile dirlo, quando l’arte è di valore (e di nuovo intendo ciò in senso artistico, appunto, non certo “commerciale”!), qualsiasi pur ridotta quantità non sarà mai proporzionale alla qualità offerta! E in fondo, appunto, nemmeno al mero godimento estetico di essa”.
Web partner: I MOVE PUGLIA.TV
Ringraziamo gli sponsor: Fidelpol, Asiagem, Cemèra, R2,BB al Duomo,L'Orecchietta