Nel video Naufragio, che porta con sé il melmoso fango dell’inverno, la casa dell’Orto è stracolma di lenzuola, simbolo del sudario e di un libro impossibile da scrivere. In fondo, un giaciglio su cui poggia un cuscino fatto di Calicantus e una coperta fatta di 70 garze cucite insieme.
L’installazione Anthurium Erbario Notturno e la performance Linfa hanno le sfumature verdi di un risveglio primaverile: l’Erbario si compone di 490 fogli, 490 combinazioni di fiori realizzate per impressione di luce e una figura centrale di oltre 5 metri che ricorda un volto e che rappresenta la Sindone Vegetale.
Persefone ha le cromie intense del rosso del melograno che sventola sul giallo delle messi in estate: frutti di melograno battuti su un grande lenzuolo evocano qualcosa di carnale. I resti del frutto rosso sono stati fatti seccare su lenzuola e sono diventati come cuori: ex voto vegetali. L’installazione si completa con libri d’artista, video, reperti di orto, poesia, scultura, fotografia.
In Ade, il ciclo conclusivo caratterizzato per i contrasti di neri chiaroscuri illuminati dalla brillante luce dell’oro, l’artista fa riferimento al dio che porta lo stesso nome del luogo che abita. Il tema centrale è quello del vuoto, un vuoto rintracciato anche all’interno del cervello che assume le sembianze di una farfalla sacra. Il materiale protagonista è l’oro, con cui l’artista interviene sulle opere, tra cui una pietra, come la pietra filosofale. La mostra termina con una performance dal titolo Tutto quello che ti fortifica ti distrugge.
Le teche della Sala Tineo all’Orto Botanico presentano il lavoro di ricerca e gli elementi di sperimentazione sulla deperibilità e la resistenza della fibra delle piante condotti dall’artista, insieme a reperti vegetali, diari, prototipi delle opere, e il grande Anthurium Erbario Notturno.
La Chiesa SS. Euno e Giuliano ospita i lavori più monumentali, come i grandi drappi di 5 metri – realizzati con la tecnica dell’essiccamento delle alghe, o con la macerazione dei chicchi del melograno, insieme a video inediti, sculture e piccole sindoni.
Di rilievo gli interventi in catalogo, edito da Campisano Editore: Lorenzo Chiuchiù, Laura Liberale, poeti e filosofi, Luca Molinari, professore ordinario di Teoria e Progettazione dell’Architettura presso la Seconda Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, direttore scientifico del Museo M9 di Mestre, già curatore della Biennale Architettura di Venezia, Antonio Marras, stilista e artista, che è inoltre intervenuto sul vestito che l’artista ha indossato durante la residenza ricucendone col suo filo rosso le parti consumate, Cristina Costanzo storica dell’arte, critica e curatrice dei talk durante la residenza in Orto, oltre al testo critico di MariaChiara Di Trapani.
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