Tecnica: pittura

  • On-Off.6

    On-Off.6

     acrilico su lino, 65×65 cm, 2015

    La mia attenzione cade su come è cambiato il modo di percepire vivendo in “simbiosi” con la tecnologia. Alcune aree del nostro cervello vengono attivate solo attraverso immagini e mezzi multimediali che interagiscono con l’uomo come una sorta di interruttori capaci di spegnere ed accendere le emozioni. Oltre che di “rapporto simbiotico” si può parlare anche di “autonutrimento” ossia una necessità di trarre fonti di appagamento emotivo esclusivamente da interazioni virtuali. Le relazioni necessitano di mezzi intermediari di comunicazione capaci di colmare i vuoti che si vengono a creare nei rapporti interpersonali. I sensi man mano vengo sempre più assopiti lasciando il posto a delle esigenze puramente celebrali dove tutto può essere più appagante solo se creato artificialmente. Il simbolismo legato all’immaginario collettivo in relazione al femminile e al maschile sta lasciando il posto ad una visione di esseri umani che protendono verso l’ibridazione, dove le diverse sensibilità che distinguevano i sessi non sono più viste come peculiarità di genere. Gli oggetti, divenendo sempre più fonte inesauribile di desiderio, rappresentando i “simboli” che caratterizzano il presente e convivendo con quelli del passato, sono chiamati ad aiutarci a ricostruire un’identità frammentaria, dove ogni elemento ha una precisa collocazione per forma e significato; spesso essi sostituisco quello che emotivamente e istintivamente dovrebbe essere dato dallo scambio affettivo tra esseri umani, e così vengono investiti di straordinario significato e potere. Nelle mie opere Il dialogo con il passato è una presenza costante che esprimo attraverso elementi simbolici e un colore spesso evocativo che ritorna prepotente a raccontarci qualcosa di noi, qualcosa che apparentemente abbiamo perso a passo con una crescente indifferenza collettiva.

  • On-Off.16

    On-Off.16

    acrilico su tela, 30×30 cm, 2017

    La mia attenzione cade su come è cambiato il modo di percepire vivendo in “simbiosi” con la tecnologia. Alcune aree del nostro cervello vengono attivate solo attraverso immagini e mezzi multimediali che interagiscono con l’uomo come una sorta di interruttori capaci di spegnere ed accendere le emozioni. Oltre che di “rapporto simbiotico” si può parlare anche di “autonutrimento” ossia una necessità di trarre fonti di appagamento emotivo esclusivamente da interazioni virtuali. Le relazioni necessitano di mezzi intermediari di comunicazione capaci di colmare i vuoti che si vengono a creare nei rapporti interpersonali. I sensi man mano vengo sempre più assopiti lasciando il posto a delle esigenze puramente celebrali dove tutto può essere più appagante solo se creato artificialmente. Il simbolismo legato all’immaginario collettivo in relazione al femminile e al maschile sta lasciando il posto ad una visione di esseri umani che protendono verso l’ibridazione, dove le diverse sensibilità che distinguevano i sessi non sono più viste come peculiarità di genere. Gli oggetti, divenendo sempre più fonte inesauribile di desiderio, rappresentando i “simboli” che caratterizzano il presente e convivendo con quelli del passato, sono chiamati ad aiutarci a ricostruire un’identità frammentaria, dove ogni elemento ha una precisa collocazione per forma e significato; spesso essi sostituisco quello che emotivamente e istintivamente dovrebbe essere dato dallo scambio affettivo tra esseri umani, e così vengono investiti di straordinario significato e potere. Nelle mie opere Il dialogo con il passato è una presenza costante che esprimo attraverso elementi simbolici e un colore spesso evocativo che ritorna prepotente a raccontarci qualcosa di noi, qualcosa che apparentemente abbiamo perso a passo con una crescente indifferenza collettiva.

  • On-Off.3

    On-Off.3

    acrilico su tela , 65×50 cm, 2016

     

    La mia attenzione cade su come è cambiato il modo di percepire vivendo in “simbiosi” con la tecnologia. Alcune aree del nostro cervello vengono attivate solo attraverso immagini e mezzi multimediali che interagiscono con l’uomo come una sorta di interruttori capaci di spegnere ed accendere le emozioni. Oltre che di “rapporto simbiotico” si può parlare anche di “autonutrimento” ossia una necessità di trarre fonti di appagamento emotivo esclusivamente da interazioni virtuali. Le relazioni necessitano di mezzi intermediari di comunicazione capaci di colmare i vuoti che si vengono a creare nei rapporti interpersonali. I sensi man mano vengo sempre più assopiti lasciando il posto a delle esigenze puramente celebrali dove tutto può essere più appagante solo se creato artificialmente. Il simbolismo legato all’immaginario collettivo in relazione al femminile e al maschile sta lasciando il posto ad una visione di esseri umani che protendono verso l’ibridazione, dove le diverse sensibilità che distinguevano i sessi non sono più viste come peculiarità di genere. Gli oggetti, divenendo sempre più fonte inesauribile di desiderio, rappresentando i “simboli” che caratterizzano il presente e convivendo con quelli del passato, sono chiamati ad aiutarci a ricostruire un’identità frammentaria, dove ogni elemento ha una precisa collocazione per forma e significato; spesso essi sostituisco quello che emotivamente e istintivamente dovrebbe essere dato dallo scambio affettivo tra esseri umani, e così vengono investiti di straordinario significato e potere. Nelle mie opere Il dialogo con il passato è una presenza costante che esprimo attraverso elementi simbolici e un colore spesso evocativo che ritorna prepotente a raccontarci qualcosa di noi, qualcosa che apparentemente abbiamo perso a passo con una crescente indifferenza collettiva.

  • THE OLD CAR

    THE OLD CAR

    2016 –  oil on canvas – 90×100

  • THE BENCH

    THE BENCH

    2016 – oil on canvas – 90×100

  • DRINK FOR DRUNK

    DRINK FOR DRUNK

    oil on canvas – 75×110 – 2015

  • WHO ARE YOU?

    WHO ARE YOU?

    oil on canvas – 100×100 – 2015

  • Un lungo addio

    Un lungo addio

    olio su tela

    150×120

  • UNSOCIAL FORUM (Millennials)

    UNSOCIAL FORUM (Millennials)

    Il continuo sviluppo delle possibilità tecnologiche nel mondo dei media produce visibili modifiche nei comportamenti della società contemporanea e la sua presenza ormai invasiva, sta avendo un profondo influsso nell'essere umano che sembra aver sostituito il desiderio di una socialità reale con la dipendenza da una socialità virtuale.
    Così facendo si illude di vivere nella società della comunicazione mentre vive in una società della connessione.
    Una società dove saremo soli anche se vicini ad altri.

    2015 olio su tela – cm. 75×110