The urban Break - Pause like urban and creative vector

The urban Break - Pause like urban and creative vector

Titolo

The urban Break - Pause like urban and creative vector

Inaugura

Lunedì, 24 Luglio, 2017 - 17:30

A cura di

Simona La Neve

Artisti partecipanti

Alessandro Valeri, Maren Marie Mathiesen, Cécile Hug, Sara Ricciardi, Renée Lotenero, Numero Cromatico, Dionigi Mattia Gagliardi, Manuel Focareta, Marco Marini, Jacopo Natoli, Chiara Valentini, Ezia Mitolo, Elio Castellana, Antonio Finelli, Angelo Ventimiglia, Novella Oliana, Hanna Leah Gibbs, Maurizio Cannavacciuolo, Leonardo Cannistrà, Luisa de Donato, Monica Pennazzi, SNEM, Bruno Aller, Alessandro Fornaci.

Presso

Bocs Art - Residenze Artistiche Internazionali
Lungofiume di Via Dante Alighieri, Cosenza

Comunicato Stampa

The urban Break - Pause like urban and creative vector, un talk a cura di Simona La Neve e in collaborazione con Francesca Cirillo, inserito all’interno del programma Residenze Artistiche - Bocs Art a Cosenza, la cui curatela è affidata allo storico dell’Arte Alberto Dambruoso, coadiuvato da Annalisa Ferraro. Intervengono al dibattito Paola Cannavò Professore di Tecnica Urbanistica presso l’Università della Calabria, la storica d’arte Anna Cipparrone ex direttrice del Museo Arti e Mestieri di Cosenza, il critico d’arte e direttore del Museo MABOS Roberto Sottile.

Il 24 luglio ore 17:30 gli artisti ospiti della seconda sessione dei Bocs Art verranno coinvolti in un dibattito sui temi della pausa guardando al testo de L’intervallo perduto di Gillo Dorfles e al più recente Temporary city di Peter Bishop e Lesley Williams. La necessità della pausa è un tema che coinvolge cittadini, creativi, paesaggisti, artisti, architetti e critici d’arte.
La localizzazione dei Bocs Art - a ridosso del fiume Crati - concede una riflessione ontologica sull’abitare un luogo così prossimo ad un centro e, al contempo un cul de sac simbolo della vita suburbana isolata.
La formula della localizzazione isolata - in cui riscoprire l’habitat primordiale - diventa un fattore che incrementa la leva creativa o è una fuga dall’ affollamento di “disturbi” sonori e visivi della città contemporanea?
Il MABOS – Museo d’Arte del Bosco della Sila si muove nella direzione della scelta voluta e necessaria: “Il bosco come punto di congiunzione tra l’ambiente e l’arte del nostro tempo.”
Questa propulsione creativa nello spazio vuoto, naturale o sottoutilizzato, al contempo crea dinamiche territoriali in cui le competenze professionali si sovrappongono. L’intervallo inteso come spazio urbano o territoriale permette la ridefinizione di visual effimeri ai limiti del paradossale con la conseguente valorizzazione territoriale di tutte le zone confinanti. Se - nel testo The temporary city - vengono illustrati i limiti della pianificazione tradizionale per via del ruolo sempre più svilito della “permanenza” verso una più condivisibile “transitorietà” degli usi e delle destinazioni urbane, quale destino spetta alla figura dell'esperto della città?
Partecipano al talk gli artisti dei bocs art della II sessione -selezionati e invitati dall’Associazione Culturale I Martedì Critici, accolti e supportati dall’Associazione Raku.
mostre, arte, eventi, artistici, gallerie, contemporanea

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