Hortus Conclusus, cartografia "democratica", personale di Marina Faggioli

Hortus Conclusus, cartografia "democratica", personale di Marina Faggioli

Titolo

Hortus Conclusus, cartografia "democratica", personale di Marina Faggioli

Inaugura

Venerdì, 15 Giugno, 2012 - 17:30

A cura di

Inés Richter

Artisti partecipanti

Marina Faggioli

Presso

Spazio (in)visibile

Comunicato Stampa

Gli esseri della terra si “aggiustano” e si intersecano naturalmente sopra e sotto la terra, reagendo fra loro e comunicando: la terra parla con mille voci dialoganti, le erbe crescono dal basso, ognuna per sé ma in perenne relazione e mutamento. La crescita avviene in modo spontaneo, senza un ordine imposto, senza interventi di controllo. Cogliendo questo aspetto democratico della crescita e della condivisione dello spazio secondo le leggi naturali, Marina Faggioli costruisce un suo modello di mondo.

Come gli Hortus conclus erano preziosi giardini medioevali, luogo ideale per la meditazione, così le opere di questo ciclo: collage geografici tridimensionali, silhouette che si intersecano come vegetali, giardini di carta - materia affine alle foglie -, dove, metaforicamente, la natura riprende la sua parte, amoroso omaggio a la grande zolla di Dürer e ai paesaggi in miniatura dell’oriente taoista e alchemico.

Vengono in mente i libri “pop-up”, con le loro ingegnose sorprese da scoprire, e uno dei primi libri tridimensionali della storia, il Cosmographicus liber, opera astrologica del matematico Pietro Apiano, stampata nel 1524. Il grande manuale include excursus di geologia, geografia e astronomia, ma, soprattutto, contiene numerose volvelles, strumenti costituiti da dischi di carta sovrapposti, mutuamente rotanti. Erano utilizzati al fine di calcolare e prevedere, tra l’altro, le posizioni dei pianeti, così da poter sperimentare direttamente le teorie espresse nel testo.

Si presentano come stretti parenti delle volvelles, le opere di Hortus Conclusus. In esse l’osservazione della natura diventa indagine delle sue funzioni e dei suoi processi, a cui fanno riferimento diretto anche i titoli, che ci riconducono ai principi stessi dei processi naturali – Flussi, Rotte, Arterie, e poi Cosmo, Embrione, – espressione del principio generante, delle dinamiche fluide del nascere e del crescere.

Così, è possibile ritrovarvi diretti riferimenti all'estetica romantica, che viene anche esplicitamente richiamata in alcuni testi di e sull'artista. Schlegel intese il termine Arabeske sia come forma naturale che come forma originata dalla fantasia umana. I romantici tedeschi videro nella commistione di piante, animali e forme ornamentali una espressione della pienezza vitale della natura generante, una sorta di soluzione alla opposizione Natura/Cultura che anche oggi, e diremo, oggi ancora più drammaticamente, è tema di riflessione. La serie Hortus Conclusus ci parla, dunque, degli equilibri del mondo, delicati e precari come gli incastri fragili di questi microcosmi di carta.

Mggiori informazioni: http://hortusconclususinvisibile.blogspot.it/
Mail: info@orbispictus.it

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