artissima 2010

Artissima 17. Ritorno al futuro | Maria Cristina Strati

ARTISSIMA 17, RITORNO AL FUTURO

Di Maria Cristina Strati

 

Si è conclusa lo scorso 7 novembre la diciassettesima edizione di Artissima, com’è noto l’unica fiera in Italia dedicata esclusivamente all’arte contemporanea. L’edizione 2010 era ambientata nella nuova sede dell’Oval, un po’ più complessa da raggiungere, ma di buonissimo impatto rispetto alle tradizionali sale del Lingotto. Le notizie circa l’afflusso di pubblico e sulle vendite confermano infatti l’impressione positiva. Quello di Artissima è apparso però un pubblico variegato, fatto non soltanto di addetti ai lavori e appassionati, ma anche di gente comune che inizia a farsi l’occhio, come si dice, su produzioni culturali di minore impatto estetico e di più forte livello concettuale.

Una delle prime cose che saltava agli occhi era la mancanza di spaesamento, di affollamento di immagini e colori, in altre parole il non voler porre forzatamente l’accento sull’aspetto mercantile esasperato tipico di altre fiere per una scelta di maggiore eleganza. Artissima era costruita come un gioiellino, con una certa armonia nel percorso espositivo tra gli stand come nell’interazione tra sezione espositiva vera e propria della fiera e sezione culturale, con mostre pensate ad hoc per l’occasione.  La direzione artistica di Francesco Manacorda, arrivato ad Artissima dopo Roberto Casiraghi e Andrea Bellini, pare dunque rivelarsi un buon acquisto. Artissima 17 è apparsa molto seria e studiata, colta e concettuale quanto basta, senza risultare spocchiosa o obbligatoriamente filo newyorkese come quella degli scorsi due anni.

Come sempre la fiera comprendeva una Main Section con un centinaio di gallerie internazionali, cui andavano ad aggiungersi una cinquantina, selezionate tra le gallerie giovani di tutto il mondo, nella sezione delle New Entries. A queste si affiancavano uno spazio dedicato alle istituzioni cittadine e le due sezioni speciali di Present Future e Back to the future.

Novità assoluta espressamente voluta dal nuovo direttore artistico ed esperimento tra i più interessanti in fiera, Back to the Future intendeva dare spazio e visibilità ad artisti emersi sulla scena nazionale ed internazionale negli anni dal 1979 al 1990 circa, la cui fortuna con critica e pubblico è poi andata scemando negli anni. Gallerie e personaggi storici, ma oggi meno noti hanno così trovato uno spazio per presentare il loro lavoro in una cornice prestigiosa.

 

 

Present Future presentava invece come di consueto artisti emergenti internazionali. Quest’anno però la sezione era posizionata direttamente all’interno dei corridoi della fiera, come a non voler distinguere nettamente tra proposta espositiva e di ricerca e aspetto fieristico di mercato in senso proprio. Sia in Present Future, sia in Back to the future le gallerie erano invitate a presentare i loro artisti in stand monografici, creati come piccole mostre personali, a sottolineare appunto, ancora una volta, l’aspetto di ricerca.

Tra le varie sezioni espositive si è notata la presenza di molta pittura e molta fotografia rispetto agli anni precedenti. Interessanti le italiane Photo & co, dove spiccava un lavoro di Gariglio su alcune Lap dancer ritratte in primo piano – come a voler costringere il visitatore a guardarle negli occhi, rivalutando gli aspetti più profondi e personali delle loro figure, in un lavoro molto attuale e intenso. Bello anche lo stand di Alberto Peola, dove ad ottimi artisti affermati, come Emily Jacir, si affiancavano la coppia Gioberto Noro e la giovanissima Fatma Bucak. Nel tourbillon delle varie gallerie non sono però certo mancati pezzi discutibili, come, tanto per dirne una, il costosissimo impremeabilone di cellophane di Thomas Bayrle da Cardi Black Box (che pare abbia persino trovato un compratore).

L’aspetto culturale e curatoriale della fiera era però ancor più sottolineato dalle sezioni espositive non di vendita di Poesia in forma di rosa. Un insieme di mostre e un luogo di eventi posto al fondo dell’Oval, dove campeggiava una enorme e bella installazione di Boltanski. Qui la Casa delle contaminazioni riuniva in sé una serie di esperienze espositive affidate a curatori diversi, mettendo in risalto l’idea di contaminazione tra le arti e i generi artistici. In questo caso il risultato d’insieme appariva forse più interessante nella sua totalità, come allestimento e esperienza di fruizione all’interno della fiera, rispetto alle singole opere o performances.

La fiera comprendeva comunque anche un fitto calendario di appuntamenti di programmazione culturale, con vari incontri aperti al pubblico. Originale anche il catalogo costruito con l’inconsueta formula del “fai da te” (in sostanza nient’altro che un raccoglitore, dove ciascun visitatore poteva raccogliere il materiale delle gallerie o mostre preferite) e la rivista Palinsesto, sempre dedicata alla fiera, ma non più tabloid come ai tempi di Bellini. Fuori fiera sono poi spariti i vari, troppi appuntamenti, dal fumetto al teatro (che costringevano il pubblico a un tour de force bulimico di cui alla fine non rimaneva spesso che uno scarno ricordo) mentre sono sopravvissuti Artissima Design, a Palazzo Birago, e la tradizionale notte delle gallerie.

In assenza delle plurime attività fuori fiera delle scorse edizioni, per il visitatore che non si fosse saziato all’Oval  la scena di Torino offriva tuttavia una cospicua varietà di mostre ed eventi: dai russi di Modernikon alla Sandretto, fino a Licini e soprattutto la bella personale di Martha Rosler alla Gam; Exhibition Exhibition già da qualche mese a Rivoli e China Power Station, sulla nuova generazione di arte cinese, alla Pinacoteca Agnelli. Da non dimenticare poi i tradizionali appuntamenti di In sede alla Regione e al Comune, il consueto Luci d’artista e infine ma non ultimi, all’Accademia Albertina, la rassegna Nuovi Arrivi e una suggestiva personale di Paolo Grassino nelle sale della Pinacoteca.

Da ricordare poi il convegno che si è tenuto negli stessi giorni presso il Teatro Vittoria sulle scene della contemporanea creatività giovanile in Italia promosso dal Gai e dall’Anci. Una riflessione su come promuovere e far crescere l’arte giovane  tramite le risorse istituzionali, di sicuro interesse per tutti gli operatori del settore.

 

 

Nota:

(Photo by Max Tomasinelli)

 

Artissima 17. Accenni di Cultura | Leda Lunghi

 

 

ARTISSIMA 17. ACCENNI DI CULTURA

di Leda Lunghi

 

 

Nella città dell’Expo e delle Olimpiadi, nonostante gli innumerevoli  problemi causati dal primo, problemi tutt’ora irrisolti, ma che a quanto pare potrebbero andare ad aumentare, qualcosa di positivo si è creato, ovvero un’ asse culturale nel segno dell’arte contemporanea e non solo, un’ idea nata proprio ad Artissima 2009, all’insegna della multidisciplinarità e della contaminazione culturale. Questo progetto nasce con il nome di Contemporaryart a Torino e Contemporaneamente a Milano. Un progetto studiato in concomitanza dalle due città per un ammontare di 252 eventi di arte contemporanea in 138 luoghi delle due città. Viene così rilanciata definitivamente Torino, che così supera Milano a livello organizzativo, ma anche per quanto riguarda quello qualitativo, poiché se il capoluogo lombardo si limita a non avere praticamente spazi pubblici e continua ad altalenarsi e a girare intorno alle solite gallerie,  anche se queste continuano ad essere di un cospicuo numero, ma indiscutibilmente  elitario, Torino apre alla città le iniziative culturali, con un maggior numero di eventi in un sempre minor numero di spazi privati.  E sarà proprio la città  piemontese a lanciare questo progetto con Artissima 17 , (  4- 7 novembre), a cui seguirà il 6 dicembre  a Milano la tanto attesa e criticata apertura del “ Museo del 900”.

E’ in quest’armonia culturale che aspettiamo l’inaugurazione di Artissima 17, dopo il flop di Verona, la fiera torinese considerata da sempre la “più contemporanea” d’Italia si presenta con  una nuova direzione , quella di Francesco Manacorda,che si sostituisce ad Andrea Bellini, spostata in una nuova sede, sempre nella zona Lingotto fiera, ma  lo spazio espositivo sarà interamente collocato all’Oval; edificio architettonico contemporaneo costruito in occasione delle Olimpiadi 2006. L’Oval è una costruzione di 20.000 mq  illuminata naturalmente grazie ai 15.000 mq di vetrate continue. Oltre alle 152 gallerie partecipanti e un nuovo catalogo, quello che interessa maggiormente, ( non che queste siano notizie da sottovalutare) sono le nuove idee. Infatti al programma fieristico Maracorda ha apportato svariate novità che appaiono interessanti; il nuovo direttore sembra non essere chiuso nello stereotipo dell’arte, ma anzi aperto a creare un rapporto dialogico tra le varie arti, prestando molta attenzione al concetto di cultura.

 

 

La mia attenzione è caduta in particolar modo sulla volontà di coinvolgere la città e sui diversi programmi culturali in cui si rivela una raffinata ed ampia interazione di ogni arte, le quali da sempre si comprendono e si coinvolgono. Partiamo così  da Poesia in forma di rosa titolo d’ispirazione pasoliniana che cerca di avere una visione ad ampio respiro, cercando di far correre diverse discipline sugli stessi  binari, con l’intento di farle interagire. Nasce così un’ integrazione  tra architettura,  design, letteratura, cinema e danza.  

Vincenzo Latronico cura la sezione dedicata alla letteratura; il titolo, enfatico a mio parere,  All the rest is literature  tutto il resto è letteratura, ci fa intendere innanzitutto come  la letteratura è un modo di essere, di sentirsi, di vivere, poi verrà tutto il resto. La letteratura può essere ibrida, può essere critica, può essere arte, ognuno può averne un’ opinione personale differente, ma non smetterà mai di essere letteratura. Si potrà perfino ideare un museo d’arte contemporanea per romanzi, così come è avvenuto al Macba di Barcellona, ma attorno alla letteratura continueranno a girare i nostri pensieri e le nostre storie, la letteratura continuerà a respirare attraverso i nostri occhi e la nostra mente, così come avviene con l’ arte. Starobinski  sosteneva che il critico è il doppio del poeta, con questa teoria il grande studioso  pone la critica al disopra dell’arte, forse proprio perché le due non solo sono interdipendenti, ma la letteratura è il centro dell’arte , tutto quello che le ruota attorno è attratto da un movimento centripeto,  esso esiste in funzione della letteratura, così l’arte . Queste affascinanti tematiche saranno dibattute nei giorni della fiera, con ospiti di prestigio come Chus Martinez  e Ingo Niermann, Mark von Schlegell che si interrogherà per l’appunto sul particolare genere letterario della critica d’arte e Maria Fusco che curerà una panoramica d’incontri sulla  narrativa d’artista .

 

 

Altro linguaggio espressivo e particolarmente interattivo con l’arte, nonché con l’avvento dell’avanguardie diventata arte stessa, è la danza; ed è a questa disciplina che Artissima ha dedicato uno spazio curato da Antony Huberman intitolato The Dancers, ospiti principali celebri coreografi, come Xavier Le Roy e Boris Charmats. Ideate in The Dancers performance in cui la realtà e l’arte si uniscono condividendo la scena si coinvolgono l’un l’altra in un gioco di follia beckettiana e insieme si esprimono all’interno dello spazio fieristico, il quale si presta ad essere un surreale palcoscenico,  come se fossero alla disperata ricerca di un Godot che mai arriverà.

Ed è in Thinking through cinema a cura di Benjamin Cook e Mike Sperlinger di Lux ,che alcuni artisti reinterpretano la loro visione di Profondo Rosso, girato proprio da Dario Argento  a Torino. I lavori verranno esposti   in uno spazio analogo ad una sala cinematografica ed è qui  che avviene inequivocabilmente la fusione tra arte e cinema, due settori in cui solo tramite un  linguaggio specifico ci si può esprimere.  Attraverso di esso gli artisti ci parlano di sentimenti nascosti, reconditi che a volta noi stessi temiamo, ma per questo, così immensamente labili.

Tutte queste opere si ritrovano ad avere come  un unico sfondo e filo conduttore la città stessa.

E siamo lieti di trovare queste tematiche culturali in un momento in cui alla cultura non viene più data particolare rilevanza e dato che non potrà che essere la cultura a salvarci da questo periodo buio, speriamo che si colga in pieno l’accezione del termine, che non significa soltanto apprendere nel campo del sapere, ma farsi carico sul piano, sia intellettuale che morale del proprio ruolo nella società.


 

 

 

Artissima 17: Tutte le novità

Grandi novità ad Artissima 17, la prima diretta da Francesco Manacorda.  

La Fiera si svolgerà in una nuova spettacolare sede: l’OVAL, un padiglione dall’originale taglio architettonico, realizzato in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006. L’OVAL, collocato sempre nell’area di Lingotto Fiere, con i suoi 20.000 mq illuminati naturalmente grazie a oltre 15.000 metri quadrati di pareti a vetrate continue è la sede ideale per ospitare una fiera d’arte contemporanea di respiro internazionale. 

L’OVAL – e questa è la seconda importante novità – ospiterà anche il programma culturale di Artissima 17 e i suoi numerosi appuntamenti. Il progetto di Francesco Manacorda prevede infatti quest’anno l’accorpamento in un unico luogo di tutti gli elementi che costituiscono il complesso della manifestazione in un rapporto dialogico e di complementarietà con la Fiera. 

Artissima proporrà la tradizionale partizione in sezioni: la MAIN SECTION, che raccoglie le gallerie più rappresentative del panorama artistico mondiale, PRESENT FUTURE, dedicata agli artisti emergenti e alle rispettive gallerie su invito diretto di un Comitato curatoriale internazionale e NEW ENTRIES, riservata alle più interessanti giovani gallerie, con meno di cinque anni di attività, presenti per la prima volta a Torino, e la novità assoluta dell’edizione 2010, BACK TO THE FUTURE. A metà tra progetto espositivo di livello museale e partecipazione fieristica, la sezione vedrà un’area dedicata ad alcune gallerie d’arte, selezionate da un Comitato Scientifico, sulla base di un progetto per una mostra personale di un artista, italiano o internazionale, attivo tra gli anni anni ’60 e ’70, con opere “storiche”. Un’opportunità per far meglio conoscere alcuni grandi innovatori del linguaggio dell’arte moderna ma di totale attualità, in un contesto dedicato alle sperimentazioni più nuove del contemporaneo. Il Comitato Scientifico è composto da: Christine Macel, Curatrice Centre Pompidou, Parigi; Jessica Morgan, Curatrice Contemporary Art, Tate Modern, Londra; Massimiliano Gioni, Direttore Progetti Speciali New Museum of Contemporary Art, New York, e Direttore Artistico Fondazione Nicola Trussardi, Milano.  

Poesia in forma di rosa è il titolo, ispirato a Pier Paolo Pasolini, del calendario culturale di Artissima 17, basato sul tema dello “sconfinamento”. Attraverso il coinvolgimento di artisti che si esprimono anche in altre discipline creative quali l’architettura, il design, la letteratura, il cinema e la danza, Artissima si propone di indagare questo territorio di confine e le tendenze e ricerche sperimentali in atto.

House of Contamination sarà il progetto architettonico realizzato ad hoc all’interno dell’OVAL, che farà da cornice spaziale e concettuale al calendario culturale. Il collettivo raumlaborberlin realizzerà una maquette di dimensioni reali di un padiglione che possa contenere e facilitare i diversi processi di contaminazione tra le arti: un “progetto nel progetto”, concepito come studio dal vivo per un futuro museo o centro culturale, un prototipo che troverà la sua sperimentazione pratica nel corso della manifestazione.

La grande struttura temporanea includerà spazi diversi per ognuno dei campi artistici indagati: danza, cinema, letteratura, design, formazione. Tra le sezioni in programma ci saranno: All the Rest is Literature, un salone letterario curato da Vincenzo Latronico; The Dancers, un programma di danza curato da Anthony Huberman; Thinking through Cinema [Deep Red], una serie di re-interpretazioni dello stesso cult movie curate da Benjamin Cook e Mike Sperlinger; Super-Mayors una serie di interviste a sindaci di grandi città quali designer urbani e culturali condotte da Joseph Grima e Pedro Reyes; Typography, un progetto tipografico ed espositivo che si inserisce in tutta la Fiera di Dexter Sinister e Pickpocket Almanack, un’università immaginaria e itinerante organizzata da Joe del Pesco e Dominic Willsdon.

Infine, sempre tra le novità di Artissima 17, il catalogo: una pratica agendina contenente i dati e riferimenti delle gallerie sarà accompagnata da un catalogo da costruire interamente in Fiera: “do-it-yourself”, un raccoglitore da riempire con schede e materiale informativo prodotto dalle gallerie e dai curatori degli eventi. Il pubblico avrà così, al termine di Artissima 17, il proprio catalogo personalizzato costruito su misura delle proprie preferenze e interessi. 

Inoltre ai primi di ottobre Artissima pubblicherà un grande magazine ricco di immagini, con tutte le anticipazioni sulla Fiera e sui suoi partecipanti, testi dei curatori delle varie sezioni e progetti e saggi critici che verrà distribuito a livello internazionale e inviato a una mailing list mirata di collezionisti e giornalisti.

 

 

 

Francesco Manacorda
Direttore

Francesco Manacorda, torinese, 36 anni, è critico d’arte e curatore indipendente.
È Visiting Lecturer in Studi Curatoriali e Teoria dell’Arte presso il dipartimento Curating Contemporary Art del Royal College of Art di Londra, dove ha vissuto e lavorato dal 2001 al 2010.
Dopo la Laurea in Scienze dell’Educazione con indirizzo di Conservazione e Valorizzazione dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Torino, nel 2003 ha conseguito il Master biennale in Curating Contemporary Art presso il Royal College of Art di Londra.
Dopo un’esperienza come curatore free lance dal 2007 al 2009 è stato curatore per l’arte contemporanea presso la Barbican Art Gallery, per la quale ha curato due grandi mostre collettive – Martian Museum of Terrestrial Art (2008) e Radical Nature (2009) – e numerose personali con artisti emergenti.
Ha inoltre collaborato con diverse istituzioni in Italia e all'estero, tra cui la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, per la quale ha tra l’altro ideato e curato il progetto Residenza per giovani curatori a Guarene d’Alba, la Serpentine Gallery, presso cui ha organizzato le Interview Marathons di Hans Ulrich Obrist e Rem Koolhaas (2006) e un ciclo di performance di artisti nel padiglione estivo, la Biennale di Lione (2007), T1 - Triennale Torino (2005), i Padiglioni Sloveno (2007) e Neozelandese (2009) alla Biennale di Venezia.
Ha fatto parte della giuria del Premio Illy Present Future (2007) e del Comitato di Selezione del Premio Furla (2008).
Collabora regolarmente con periodici italiani e internazionali: Domus, Flash Art, Kaleidoscope, Mousse, Art Review, Frieze, Metropolis M, Piktogram, Untitled.
Nel gennaio 2010 è stato nominato direttore di Artissima e dalla primavera di quest’anno si è trasferito a Torino per curare il progetto della Fiera.

 

 

ARTISSIMA 17

Oval - Lingotto Fiere
via Nizza 280/294
10126 Torino

4 novembre 2010
Presentazione alla stampa, anteprima collezionisti, inaugurazione (solo su invito)
5-6-7 novembre 2010
Apertura al pubblico

Tutti i giorni
Ore 12.00 - 20.00

www.artissima.it

 

 

Artissima 17, ecco i nomi delle 153 gallerie partecipanti

 

ARTISSIMA 17 è lieta di annunciare i nomi delle 153 gallerie partecipanti alla prossima edizione della fiera.

Una lista di 98 gallerie, tra MAIN SECTION e NEW ENTRIES, che affianca ad alcuni dei nomi più importanti del panorama italiano e internazionale nuove realtà fondate dopo il 2005 e presenti a Torino per la prima volta.

Completano l'elenco i 15 artisti emergenti, selezionati da un Comitato curatoriale, protagonisti di PRESENT FUTURE e i 24 progetti monografici di altrettante gallerie, scelti da un Comitato scientifico per BACK TO THE FUTURE, una serie di mostre personali dedicate ad artisti italiani e stranieri, che dopo aver lavorato ed essersi affermati tra gli anni ’60 e ’70 non hanno ricevuto negli ultimi decenni l’attenzione che meritano.


MAIN SECTION

1/9 unosunove, Roma; A Palazzo, Brescia; Air De Paris, Paris; Arena México, Guadalajara; Artericambi, Verona; Alfonso Artiaco, Napoli; Enrico Astuni, Bologna, Pietrasanta;Balicehertling, Paris; Federico Bianchi, Milano; Blancpain Art Contemporain, Geneva; Bonomo, Bari, Roma; Bortolami, New York; Isabella Bortolozzi, Berlin; Brändström, Stockholm; Bugada & Cargnel, Paris; Cardi Black Box, Milano; Chert, Berlin; Antonio Colombo, Milano; Connoisseur, Hong Kong; Continua, San Gimignano, Beijing, Le Moulin; Pilar Corrias, London, Raffaella Cortese, Milano; Corvi-Mora, London; Guido Costa, Torino; Riccardo Crespi, Milano; Ellen de Bruijne, Amsterdam; Monica De Cardenas, Milano, Zuoz; Massimo De Carlo, Milano; Umberto Di Marino, Napoli; Duve, Berlin; frank elbaz, Paris; Konrad Fisher, Düsseldorf, Berlin; Fonti, Napoli; Enrico Fornello, Milano; freymond-guth, Zurich; Fruit & Flower Deli, New York; gb agency, Paris; GDM, Paris; Gentili, Prato; Green Cardamom, London; Grimm, Amsterdam; Barbara Gross, Munich; Reinhard Hauff, Stuttgart; Hotel, London; Ghislaine Hussenot, Paris; In Arco, Torino; In Situ / Fabienne Leclerc, Paris; Alison Jacques, London; Kalfayan, Athens, Salonica; kaufmann repetto, Milano; Peter Kilchmann, Zurich; Lisson, London; Federico Luger, Milano; Lüttgenmeijer, Berlin; Kate MacGarry, London; Magazzino d'Arte Moderna, Roma; Norma Mangione, Torino; Primo Marella, Milano, Beijing; Kamel Mennour, Paris; Francesca Minini, Milano; Massimo Minini, Brescia; Monitor, Roma; Museum 52, London, New York; Nelson-Freeman, Paris; Franco Noero, Torino; Noire, Torino; Lorcan O'Neill, Roma; Opdahl, Stavanger; Maureen Paley, London; francescopantaleone, Palermo; Parra & Romero, Madrid; Parrotta, Stuttgart, Berlin; Alberto Peola, Torino; Peres, Berlin, Los Angeles; Giorgio Persano, Torino; Photo&Contemporary, Torino; Photology, Milano; Pinksummer, Genova; Gregor Podnar, Berlin, Ljubljana; prometeogallery, Milano, Lucca; RAM, Roma; Raucci/Santamaria, Napoli; Lia Rumma, Milano, Napoli; S.A.L.E.S., Roma; Federica Schiavo, Roma; Suzy Shammah, Milano; Franco Soffiantino, Torino; Sprovieri, London; Micheline Szwajcer, Antwerp; TaiK, Helsinki; The Breeder, Athens; Caterina Tognon, Venezia; Tucci Russo, Torre Pellice; Jonathan Viner, London; Vistamare, Pescara; Nicolai Wallner, Copenhagen; Wilkinson, London; Zak | Branicka, Berlin, Cracow

 

NEW ENTRIES

Ancient & Modern, London; annex14, Bern; Niklas Belenius, Stockholm; Conduits, Milano; Cortex Athletico, Bordeaux; Tiziana Di Caro, Salerno; Fluxia, Milano; Cinzia Friedlaender, Berlin; Gaudel de Stampa, Paris; GMG, Moscow; Gonzalez y Gonzalez, Santiago; Sonja Junkers, Munich; Karma International, Zurich; Khastoo, Los Angeles; Leto, Warsaw; lokal_30, Warsaw; Maskara, Mumbai; Room, Milano; Rachmaninoff's, London;RaebervonStenglin, Zurich;Sabot, Cluj-Napoca;September, Berlin;Seventeen, London; SpazioA, Pistoia; Steinle, Munich; Super Window, Kyoto; Supportico Lopez, Berlin; The Third Line, Dubai

 

BACK TO THE FUTURE

Nanni Balestrini, Giacomo Guidi & MG, Roma, Gozzano; Gianfranco Baruchello, Michael Janssen, Berlin; Bill Bollinger, Häusler, Zurich, Munich; Vlassis Caniaris, Kalfayan, Athens, Salonica; Dadamaino, Carlina, Torino; Noël Dolla, Dominique Fiat, Paris; Koji Enokura, McCaffrey Fine Art, New York; Franco Guerzoni, Nicoletta Rusconi, Milano; Jan Håfström, Fruit & Flower Deli / Brändström, New York / Stockholm; Carmen Herrera, Arratia, Beer, Berlin; Paolo Icaro, Massimo Minini, Brescia; Michel Journiac, Patricia Dorfmann, Paris; Birgit Jürgenssen, Hubert Winter, Vienna; Maria Lai, Isabella Bortolozzi, Berlin; John Latham, Lisson, London; Bob Law, Thomas Dane, London; Adolf Luther, 401contemporary, Berlin; Anna Maria Maiolino, Raffaella Cortese, Milano; Antoni Miralda, Senda, Barcelona; Hitoshi Nomura, McCaffrey Fine Art, New York; Gianni Pettena, Enrico Fornello, Milano; Sylvia Sleigh, I-20, New York; Goran Trbuljak, Gregor Podnar, Berlin, Ljubljana; Gil J.Wolman, Lara Vincy, Paris

 

PRESENT FUTURE

Giorgio Andreotta Calò, Zero, Milano; Zbynek Baladran, prometeogallery, Milano, Lucca; Andreas Bunte, Ben Kaufmann, Berlin; Koenrad Dedobbelleer, ProjecteSD / Micheline Szwajcer, Barcelona / Antwerp; Melanie Gilligan, Franco Soffiantino, Torino; Leslie Hewitt, D’Amelio Terras, New York; Iman Issa, Rodeo, Istanbul; Runo Lagomarsino, Elastic, Malmö; Sophie Nys, Greta Meert, Brussels; Laure Prouvost, MOT International, London;Reto Pulfer, Balicehertling, Paris; Lili Reynaud-Dewar, Kammel Mennour, Paris; Will Rogan, Laurel Gitlen, New York; Clément Rodzielski, Chantal Crousel, Paris; Luke Stettner, Stene, Stockholm

 

 

COMITATI DI SELEZIONE E CURATORIALI:

MAIN SECTION / NEW ENTRIES: Daniele Balice, Balicehertling, Paris; Isabella Bortolozzi, Isabella Bortolozzi, Berlin; Mario Cristiani, Continua, San Gimignano, Beijing, Le Moulin; Darren Flook, Hotel, London; Franco Noero, Franco Noero, Torino; Gregor Podnar, Gregor Podnar, Berlin, Ljubljana

PRESENT FUTURE: Mai Abu ElDahab, Richard Birkett, Thomas Boutoux e Luigi Fassi (coordinatore)

BACK TO THE FUTURE: Massimiliano Gioni, Christine Macel, Jessica Morgan


COMITATO D’ONORE
:
Josef Dalle Nogare,
Bolzano; Ginevra Elkann, Torino; Marc e Josee Gensollen, Marseille; John Morace, Los Angeles; Maurizio Morra Greco, Napoli; Enea Righi, Calderara - Bologna; Alex Sainsbury, London; Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Andy Stillpass, Cincinnati; Matteo e Bruna Viglietta, Busca - Cuneo